FRUGAL TOUCH: il Recovery Fund in salsa austerity
Ore 5.32 del 21 luglio 2020.
L’ennesima notte di trattative porta all’approvazione del piano straordinario di aiuti, il celeberrimo Recovery Fund che ormai ci sta martellando le orecchie da settimane.
I leader europei quindi approvano il piano da 750 miliardi.
Già mi aspetto le parole entusiastiche. Grande successo, accordo storico, bla bla bla. l’Italia limita i danni e perde 3,8 miliardi di aiuti diretti, con l’asticella a 81,4. Guadagna invece 38 miliardi di prestiti, nella nuova versione pari a 127 miliardi. Quindi si tratta di 209 miliardi per l’Italia.
Ma attenzione, guardiamo oltre le cifre.
La proposta mantiene i 750 miliardi del Recovery, anche se dei 500 miliardi a fondo perduto, una parte, ovvero 110 miliardi, si trasforma in prestiti su spinta dei “frugali”, che ottengono anche un aumento dei loro rebates, gli sconti ai versamenti al Bilancio comune 2021-2027. L’equilibrio finale del Recovery è dunque di 390 miliardi di sovvenzioni da non rimborsare e 360 miliardi di prestiti. E meno soldi da versare per i frugali.
Is it me or the only thing increasing in this new EU budget proposal are … the rebates?#euco pic.twitter.com/wnZJxcyjVM
— QAriès (@QuentinAries) July 20, 2020
Queste erano le proposte a ieri sera. Ma poi la notte “ha portato consiglio” o meglio, “compromesso”.
Lasciando da parte l’interrogativo di COME poi verranno spesi questi soldi, siamo sicuri che a conti fatti sia un successo per l’Italia, o meglio che sia un accordo equo per tutti? NO, è un compromesso bello e buono che ovviamente segna la vittoria dei frugali, i quali hanno avuto le loro belle contropartite. E noi avremo più debito, che metteremo nel mucchio, assieme a tutti gli altri BTP che già si stanno facendo annegare.
“Deal!”, scrive il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel su Twitter. E pochi minuti dopo dichiara: “Ce l’abbiamo fatta, l’Europa è forte e unita”. “È un ottimo accordo, e accordo giusto”, ha commentato visibilmente soddisfatto. “Ed è un segno concreto che l’Europa è una forza in azione”, ha aggiunto Michel. (Source)
State pur certi però che su di noi ci sarà il Grande Fratello dell’UE h24 che ci sorveglierà. Infatti si farà il possibile per capire COME questi soldi verranno spesi, e soprattutto Bruxelles chiederà riforme IMPOPOLARI. E qui viene il bello, o il brutto. Ed è anche comprensibile. Un Helicopter Money sull’Italia sarebbe improduttivo, tamponerebbe la falla ma tra qualche mese saremmo al punto di partenza. Invece i soldi arrivano SE si faranno le riforme impopolari che non sto nemmeno ad elencarvi. E visto che queste riforme faticheranno ad arrivare, prevedo un vero percorso ad ostacoli per raggiungere i fondi del Recovery Fund.
Quindi, aspettiamo a cantare vittoria e prepariamoci ad una nuova austerity. Nulla ci regalerà nulla. Di sicuro.
#EUCO deal:
– €750bn: €360bn loans / €390bn grants
– Budget rebates to frugal countries
– Conditionality assessed by qualified majorityhttps://t.co/9YhZ2VGc28 pic.twitter.com/gRQtPJHu6p— Alberto Gallo (@macrocredit) July 21, 2020
In sintesi sul Recovery Fund:
- 750 miliardi di debito comune Ue di cui:
- a) 390 miliardi di sussidi a fondo perduto (312,5 per gli Stati membri e 77,5 per bilancio Ue)
- b) 360 miliardi di prestiti
Importi importanti, non c’è che dire. E questo a livello volumetrico è sicuramente una buona notizia. Ma come detto sarà CONDIZIONATO. Il bilancio 2021-27 dell’Ue sarà pari a 1.074 miliardi in sette anni.
CERTA solo una tassa sulla plastica dal 2021. La Commissione farà proposte per carbon tax alla frontiera e digital tax da applicare nel 2023 (forse). Inoltre come già scritto, ci saranno concessioni per i “frugali” ed alcuni tagli su certi investimenti considerati non più così strategici.
Sia ben chiaro, sono felicissimo per l’accordo perchè senza di esso, per l’Italia si sarebbe aperta una fase drammatica. Ma pensare che qualcuno ci facesse degli sconti era utopistico. Anzi, alla fine è arrivata la carota, ma con il bastone annesso. MA questa carota,per noi, era necessaria per garantirci la SUSSISTENZA.
STAY TUNED!

