FTMIB: povere azioni povere

di gremlin
2 Gennaio 2012 12:24

E’ tradizione fare consuntivi di fine anno e previsioni per l’anno a venire. Liquido subito il secondo punto, come sempre con riferimento a risparmiatori e investitori non professionisti, quindi poveri speculatori rialzisti di lungo periodo: 2012 nessuna prospettiva, liquidare tutto oppure scommettete a piacere, avrete sempre e comunque le probabilità contro.
Per il consuntivo ecco invece dei fatti, e poi saprete come rispondere a quei “consulenti” o “esperti” che vi raccontano che i frutti dell’investimento azionario si raccolgono nel “lungo periodo”. Sarà anche vero, ma finora ho visto raccogliere a mani nude solo fichi d’india e qualcuno ci si è pure seduto sopra.

Povere azioni
Prima di tutto uno sguardo d’insieme, dal massimo storico del 2000 (bolla internet) all’altro ieri (flittene, ovvero bolla di chi è rimasto scottato).

Innanzitutto distinguiamo tre movimenti principali distinti da una chiara direzionalità: l’orso 2000-2003, il toro 2003-2007 e ancora l’orso 2007-2009. Questi tre movimenti sono comuni a tutti i listini azionari mondiali; la differenza fra il FTMIB e i listini di riferimento (USA e Germania) risiede nei livelli di massimo/minimo di inizio/fine dei suddetti movimenti: l’Italia ha sempre fatto massimi e minimi decrescenti mentre ad esempio il DAX (Germania) nel 2007 ha fatto un max leggermente superiore rispetto al 2000 e il minimo del 2009 è stato nettamente superiore a quello del 2003. Guardare e confrontare:

Anche SP500 (USA) ha ritoccato leggermente nel 2007 il massimo del 2000 ma poi ha fatto come l’Italia andando a formare nel 2009 un minimo molto più basso rispetto a quello del 2002.

Povertà d’azione
Il peggio però il FTMIB l’ha dato nel quarto movimento principale, quello che inizia per tutti nel marzo 2009. Mentre sia per DAX che per SP500 si tratta di un chiarissimo trend rialzista, con valore degli indici al 31/12/2011 non troppo lontani dai massimi storici, per l’Italia si è trattato solo di un movimento laterale che non è nemmeno possibile definire lateral rialzista (malgrado il +22,4% di fine 2011 rispetto al minimo del marzo 2009) in quanto è dall’ottobre 2009 (max 24.558) che si è innescato un altro movimento (sotto-onda) significativamente ribassista. A dire il vero questo pattern laterale di lungo periodo è stato disegnato anche da una pletora di listini minori, come Francia e Spagna e pure la Cina, ma se restringiamo l’osservazione al solo 2011 rileviamo le seguenti performance (in parentesi valori di chiusura fine 2010 e fine 2011):
– Italia (20173/15090) -25,2%
– Francia (3805/3160) -16,9%
– Germania (6927/5900) -14,8%
– Spagna (9859/8566) -13,1%

Quindi Povera Italia che dal suo massimo storico del 2000 è riuscita a perdere il 70% in DODICI ANNI.

Morale
Una appello ai fondisti, quelli che hanno fondi azionari italiani, e ai giardinieri, quelli che hanno singoli titoli in portafoglio. I fondisti sono spacciati per definizione, ma se qualche mago ha profetizzato grandi fortune per i loro denari allora che restino pure in posizione e così sia.
Per i giardinieri non si può generalizzare. Chi ha prevalentemente Saipem, Tenaris e qualche altra perlina ad alta capitalizzazione non dovrebbe stare malissimo, si becca pure qualche dividendo interessante e magari ha mille ragioni per ritenersi abbastanza contento. Ma tranne questi (pochi) investitori competenti, che dire di chi si è riempito di bancari e assicurativi?
E le perdite ingenti sull’azionario italiano NON SI RECUPERANO PIU’ rimanendo posizionati sull’azionario italiano (profezia valida per il 2012).

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