Fuga di Capitali: siamo vicini al collasso del sistema!
Quando la crisi si fa sentire, gli spread si allargano, la paura aumenta, le borse dei periferici sottoperformano. E in questi giorni abbiamo avuto modo di vedere chiaramente che questi problemi sono sempre attualissimi. Anche perché non sono mai realmente scomparsi. La calma che era presente sui mercati era quantomai relativa. E difatti è bastato poco per riportare preoccupazioni e paure. La conseguenza è stata, come ben sappiamo, la fuga dal rischio (RISK OFF) alla ricerca dei porti sicuri, evitando quei paesi che sono sia a rischio ristrutturazione del debito ma anche, nella più malaugurata ipotesi, di potenziale uscita dall’Euro.
Diventa molto difficile però quantificare questi flussi finanziari (ovvero capire i soldi che entrano ed escono dai vari paesi), però possono essere stimati analizzando i bilanci delle banche centrali dell’area Euro. Osservando le variazioni di tali crediti transfrontalieri, siamo in grado di capire quanti soldi stanno lasciando da una Euro Nazione e dove stanno andando. (Target2)
La verità è che questa analisi ci porta ad una chiara deduzione. Siamo in piena “fuga di capitali” dai paesi periferici verso i lidi sicuri del Nord.
Fuga di capitali: tutti verso i porti sicuri
Questa slide tratta da Bloomberg mette a nudo il fatto che MAI come oggi i capitali sono in fuga dai PIIGS (più il Belgio), a favore dei solidi paesi del nord: Germania, Olanda, Lussemburgo.
Nel solo mese di marzo, circa € 65 miliardi lasciano la Spagna per altri paesi della zona euro. Nei sette mesi antecedenti a febbraio, i debiti rilevanti delle banche centrali di Spagna e Italia sono aumentati di 155 miliardi di euro e 180 miliardi di euro rispettivamente. Nello stesso periodo, le banche centrali di Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo hanno visto i loro crediti verso altre Banche Centrali dell’Eurozona lievitare di circa 360 miliardi di euro.
In sostanza, le banche centrali dei tre paesi sopraindicati si sono presi carico di € 789 miliardi che una volta erano nei cosiddetti PIIGS, alias Italia , Spagna, Grecia ecc.
La morale è semplicissima. Si stanno creando dei disequilibri pazzeschi. Gli sforzi fatti in ambito BCE risultano assolutamente insufficienti e per certi versi inefficaci. Alla fine i vari LTRO in versione 1 e 2 hanno avuto come unico effetto quello di far investire le banche di Italia e Spagna in modo più pesante sul debito proprio nazionale. Ma NULLA è stato risolto, anche nell’ambito della fiducia, visto che dall’estero gli investimenti in questi paesi NON sono ripartiti.
Le misure di austerity inoltre, severe e richieste dal nuovo patto fiscale (fiscal compact), stanno facendo peggiorare le cose, rallentando ulteriormente la crescita economica necessaria per i paesi più dissestati, crescita che invece dovrebbe cercare di essere più “virtuosa”, altrimenti come lo si ripaga il debito.
E poi l’EFSF e futuro ESM è inadeguato, con solo circa 600 miliardi di euro in termini di capacità, mentre per coprire il fabbisogno di Italia e Spagna, si necessita di una copertura REALE superiore ad 1 trilione di euro, nei prossimi cinque anni.
Quindi, i vertici dell’Unione Europea, in primis la Germania, devono cambiare registro ed approccio. I metodi finora usati, sono insufficienti. Ve lo dimostro tutti i giorni con nuove analisi. E l’approccio diverso deve essere anche del FMI e di tutte le organizzazioni mondiali.
NON si può più ignorare la realtà.
Bisogna affrontarla con realismo e concretezza, prima che sia troppo tardi, in quanto se questi flussi continueranno in modo unidirezionale, arriveremo al collasso. Ed è inutile dirlo che a pagare questi squilibri non saranno solo i PIIGS…ma anche la Germania stessa.
Vengono i brividi al pensiero di come sia stata gestita la crisi, e soprattutto la leggerezza con cui l’Unione Europea è stata fatta, senza pensare a cosa poteva succedere (pro e contro). Ed ora che il peggio sta avvenendo, l’ultima cosa da fare è proprio quella di “ignorare” la realtà. Signori, più che scriverlo in un post e denunciare giornalmente le gravi inefficienze del sistema, io non so più che fare.
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DT
