GIAPPONE: il grande “successo” dell’Abenomics!

16 Novembre 2015 16:25

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Il dramma terroristico di venerdì sera non sta condizionando più di tanto i mercati finanziari. Forse è anche legato al fatto che, dopo l’11 settembre, dopo gli attacchi in Iraq, in Siria, In Afghanistan, dopo l’Ucraina, le rivoluzioni in Nord Africa più mille altre questioni geopolitiche, i mercati si sono un po’ “abituati” a questo scenario bellico che, alla fine, non ha poi condizionato così tanto l’iter dell’economia e dei mercati finanziari.

Inoltre, secondo alcuni gestori, se anche ci fosse un’impennata del prezzo del petrolio, potrebbe addirittura visto positivamente, vista la “fame” di generare inflazione che c’è al mondo.
E se parliamo di inflazione, non possiamo non fare un cenno sul Giappone e sul suo tanto spettacolare quanto inutile Abenomics.

Come ormai sapete a memoria, la BoJ , la banca centrale Giapponese, ormai da tanti mesi sta combattendo una vera guerra contro la deflazione e la recessione. Per cercare di ovviare a queste due problematiche ha inaugurato questa politica monetaria decisamente aggressiva conosciuta come Abenomics (dal nome del primo ministro giapponese Abe).
L’Abenomics ha portato la BoJ a comprare moltissimi titoli di stato, e non solo quelli, facendone gonfiare a dismisura il bilancio.

Banche Centrali: bilanci a confronto (normalizzati)

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Come potete vedere, dal 2013 per la BoJ è stata una costante e progressiva crescita del bilancio, portandolo ad un +460% da inizio 2000. Per carità, anche le altre banche centrali non hanno scherzato. La cosa da dire però è che l’Abenomics non è ancora terminato, ma che soprattutto…questi sono gli effetti ad oggi.
E poi, complice anche una crescita economica globale che si sta raffreddando, ecco che arriva la mazzata.

TOKYO, 16 novembre (Reuters)  – L’economia giapponese è tornata in recessione nel terzo trimestre, colpita dall’incertezza delle prospettive della domanda estera che ha frenato gli investimenti. Un elemento che potrebbe spingere le autorità a varare nuove misure espansive a supporto di una ripresa rivelatasi fragile. Il prodotto interno lordo si è contratto a un ritmo annualizzato di 0,8% nel periodo luglio-settembre, oltre la mediana delle stime raccolte da Reuters in un sondaggio tra gli econmisti, che prospettava una caduta di 0,2%. Nei tre mesi precedenti l’economia nipponica si era contratta di 0,7%, segnando la prima flessione dopo tre trimestri. Due contrazioni trimestrali consecutive del Pil segnano l’ingresso in recessione tecnica.

Et voilà, Giappone in recessione. L’Abenomics è stato un successone (e abbiamo anche fatto la rima). E cosa farà la BoJ? Aumenterà ancora la portata del suo Abenomics. Siamo alla follia quindi. La BoJ si sta avventurando in un progetto espansivo di cui NESSUNO può ipotizzare gli effetti collaterali di medio lungo periodo. Ma sembra che questo non importi. Bisogna assolutamente crescere ora, subito!

Inflazione Giappone

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Intanto l’inflazione…è tornata a ZERO. Ma ragazzi della BoJ! Riprendetevi questo post e riscoprite cosa è la trappola della liquidità! Possibile che non vogliate accettare la realtà?
E la crescita economica del Giappone? Non ce ne siamo dimenticati. Dicevamo del ritorno in recessione. E difatti questo grafico lo certifica.

PIL Giappone

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in negativo. E’ recessione, come non accadeva dal 2012. Solo che da allora la Boj si è vista incrementare il suo bilancio di circa il 200% con effetti quindi…non certo entusiasmanti.
Tutto questo dovrebbe servire da lezione anche ad un’altra banca centrale che è in procinto di ritarare il suo QE aumentandone il volume. Ma forse, come vi ho raccontato, non sanno come uscirne fuori…

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Danilo DT

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