Giappone: labirinto senza uscita

Sol Levante sommerso dal debito, dagli interessi, dalle spese, dall roll over. E anche da una fase di deflazione che si ripresenta puntualmente. Siamo sicuri che l’Eurozona sia tanto peggio?
Il Giappone è un paese che ha fondamentalmente un dramma colossale ed una fortuna fondamentale.
Il dramma è il suo rapporto debito PIL. La fortuna è che questo debito pubblico è praticamente tutto in mano ai giapponesi stessi. E questo fatto è fondamentale in quanto in questo modo non viene dato spazio a quella speculazione che sta massacrando i corsi dei BTP, tanto per fare un esempio. Infatti non dimentichiamo mai che il default spesso e volentieri è una situazione che si manifesta a seguito anche della speculazione. E per il Giappone questo problema non si pone. Al momento.
Resta pur sempre la terza economia al mondo dopo USA e Cina. Ma i problemi nel paese del Sol Levante restano tantissimi.
Tanto per cominciare i dati macroeconomici:
Industrial output slumped 2.6 percent from October, more than all the forecasts in a Bloomberg News survey of 29 economists, a government report showed today in Tokyo. Retail sales slid 2.1 percent. Consumer prices excluding fresh food fell 0.2 percent from a year earlier after a 0.1 percent decline the previous month. (…)Other data also suggest Japan’s recovery may be stalling. Exports fell for the second straight month in November from a year earlier and capital spending in the third quarter dropped 9.8 percent. Large manufacturers are more concerned about business prospects, with the Bank of Japan’s Tankan quarterly index of corporate sentiment falling to minus 4 this month. A negative figure indicates pessimists outnumber optimists. (Source)
Quindi calo della produzione industriale, delle spese retail, dell’export, delle spese per investimenti. Un bel quadretto che porta il Giappone nuovamente alle soglie della deflazione. Ma questa non è una novità.
Come non è una novità il fatto che il Giappone ha un rapporto debito/Pil che supera il 220% (il nostro 120% al confronto impallidisce) e un debito che no riesco nemmeno a scrivere in numero. In Yen è pari ad un quadrilione. Ma la cosa impressionante è che il deficit (aumento spesa pubblica) continua ad aumentare a dismisura. Possibile che la cosa non crei un po’ di preoccupazione? Viaggiamo con un deficit pari a circa il 9% all’anno. Cavolo, vi sembra poco?
Senza poi dimenticare un piccolo elemento: il Giappone ha un problemino di roll over. Ovvero Di scadenze a breve periodo.

Sulla base di un piano approvato dal Consiglio dei Ministri a Tokyo il 23 dicembre, il paese è ora cercando di vendere ¥ 44200000000000 (566000000000 dollari) di nuove obbligazioni per finanziare ¥ 90300000000000 (1.160 miliardi dollari) di spesa nell’anno fiscale. Insomma, come potete vedere anche da questo articolo sul Bloomberg, (CLICCATE QUI) . Quindi, il Giappone sembra entrato in un circolo vizioso da cui sembra non poter più uscire.
La domanda sorge quindi spontanea. Riuscirà il Giappone, con delle condizioni economiche così avverse, a poter finanziare la spesa con ulteriori emissioni di debito? E i Giapponesi (sempre loro) avranno le disponibilità per poter ancora sottoscrivere?
Per farla breve, questo giochino che si autoalimenta può durare all’infinito? La risposta è ovviamente no. Le agenzie di Rating hanno iniziato a correggere il tiro (anche se il rating continua a non essere secondo me corretto e il Giappone resta molto sopravvalutato). Certo è che forse il mondo dovrebbe guardare NON solo all’Europa. La crisi del debito è altrettanto devastante in altre parti del mondo. E soprattutto in Giappone.

Stay Tuned!
DT
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