Giappone: meccanismo perverso ad alto rischio insolvenza

26 Marzo 2012 12:00

Quando si parla di debito, di Italia e di rischio default, molto spesso si parla anche di Giappone. E non a caso. Come vi ho già detto in passato, il Giappone ha il più altro ratio debito/PIL di tutto il globo. Malgrado questo è ancora un paese considerato molto solido. Come mai?

Il Giappone ha un rapporto debito PIL che, come vedete da questo grafico tratto da questo fondamentale post   (che dovete leggere se ancora non conoscete) è pari al 226%. Ma se poi guardiamo al debito aggregato, ci viene la pelle d’oca. Signori, siamo al 512% del PIL. E noi ci preoccupiamo tanto dell’Italia…
Ma come è possibile che uno stato come il Giappone, con un debito pubblico di tali dimensioni (ed in costante crescita), riesta a mantenere rating così elevati senza finire nella morsa innanzitutto della speculazione e poi delle società di rating, con tutto quello che poi ne consegue?

Quanto posso dire sul Giappone è che tutto sembra incredibilmente sincronizzato. Un meccanismo oliato che da diversi anni permette all’”elefante” Giappone di danzare nella stanza dei bicchieri di cristallo senza fare danni.

Ci sono però 4 elementi che, secondo me, sono fondamentali e che devono essere mantenuti per poter permettere al Giappone la sostenibilità del debito.

1) innanzitutto una considerazione su CHI possiede i bond giapponesi. Per il 94% del totale sono in mano ai Giapponesi, suddiviso tra banche e popolazione. Quindi rischio speculazione sul debito pari a ZERO


2) la popolazione giapponese ha fatto capire chiaramente che, comunque vada, saranno sempre disponibili a rinnovare ed acquistare ulteriori bond del Giappone.


3) Il Giappone paga sui bond il tasso più basso al mondo


4) La politica monetaria del Giappone da anni è mirata verso la deflazione, con obiettivo di mantere gli interessi molto bassi. Altrimenti…come potrebbe pagare il Giappone un tasso sui bond “normale”, tipo un 3-4% quando da anni non paga nemmeno l’1%?

Ma questo cosa significa? Significa che il Giappone è “prigioniero” di un sistema che resta comunque molto precario. Immaginatevi cosa potrebbe succedere se un qualcosa cominciasse ad andare storto. Come ad esempio il tasso di risparmio. E se i giapponesi non risparmiano più? Ed iniziano a spendere e spandere, chi rinnoverà i bond allo 0.5%? E se l’inflazione per un motivo ignoto inizia a salire e con lei i tassi di interesse, come farà il Giappone a pagare cedole più generose?

Questi meccanismi spesso vengono sottovalutati ma vista anche l’entità del debito giapponese (sopra descritta) devono invece essere tenute ben presente. Anche se occorre ammetterlo, se il Giappone dovesse ristrutturare, almeno l’haircut colpirebbe quasi esclusivamente solo i Giapponesi. Ma di per certo , non mancherebbe un cospicuo “effetto contagio” sulle altre asset class.

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DT

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