GIAPPONE: storia di un evidente insuccesso (di politica monetaria)

4 Maggio 2016 15:30

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Abenomics? Una grande scommessa che però, a conti fatti, risulta una scommessa persa. Una lezione per il sistema e anche per la Bce che ultimamente ha aumentato la gittata del suo bazooka.

Le banche centrali hanno cercato di assecondare i mercati, ultimamente, proprio perché, come spiegato, le stesse sono quasi diventate “prigioniere” della politica monetaria espansiva che hanno generato.
Tutte tranne una che ha “osato”invece sfidare i mercati.
E questa banca centrale è quella giapponese.
Malgrado le previsioni al ribasso sull’inflazione, Kuroda decide di non pigiare il piede sull’accelleratore e quindi non aumenta la portata del suo QE.

Comportamento frutto di un “accordo” con le altre banche centrali più importanti (FED e BCE) che entrambe hanno avuto un comportamento attendista? Probabile. Però i mercati, troppo ben abituati, si aspettavano qualche cosa in più. Il Doping purtroppo porta assuefazione e quando non fa più effetto occorre aumentare le dosi.
Ma così non è stato.
E i mercati che hanno fatto? Come è prevedibile, hanno bocciato (e di brutto) le decisioni della BOJ.

Crolla la borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha chiuso infatti la seduta odierna in calo del 3,1% a 16.147,38 punti. A pesare sulla fiducia degli investitori, dopo la giornata di vacanza di venerdì, il rafforzamento dello yen sul biglietto verde, ai massimi in 18 mesi sul dollaro, che ha seguito la decisione della Banca del Giappone – lo scorso giovedì – di non modificare la propria politica monetaria. La valuta nipponica scambia a 106,50 sul dollaro. (IO) 

Un -5% in due giorni per il Nikkei, non male direi. E subito ovviamente intermarket in action, con Super Yen protagonista.
Ma se andiamo a guardare l’effetto del QE giapponese, ovvero quello che io ho sempre definito un “esperimento di politica monetaria”, scopriamo quanto il QE sia stato inutile.
Ve lo dimostro semplicemente con qualche grafico.

La BOJ ha gonfiato il bilancio in modo sempre più importante, gonfiando il mercato di liquidità.

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Sale il debito pubblico e sale il bilancio della BOJ, direi tutto chiaro no? Soprattutto il fatto che il QE ha un costo per la BOJ non indifferente. Si chiama DEBITO.
Ma allo stesso tempo, i dati sull’inflazione (il vero obiettivo del QE) non sono certo rassicuranti. Guardate il grafico più a destra. Quindi se inflazione sempre più bassa (deflazione), bond sempre più cari. Insomma una bolla allucinante.

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E soprattutto, tutto questo sforzo ha poi avuto degli effetti sul PIL giapponese? La risposta nel grafico sottostante.

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Il PIL praticamente non solo è cresciuto in modo marginale, ma ultimamente addirittura stiamo tornando in recessione. Le previsioni? OK, come sempre in miglioramento…

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Ma è palese che il messaggio è chiaro. Il QE da solo non lavora, ha bisogno del sostegno e dell’appoggio della politica, della congiuntura economica, ecc ecc. E quindi? Caro Mario Draghi, capisco il tuo sforzo, ma ha ancora senso caricare ulteriormente il bazooka quando sappiamo che da solo non otterrai nulla di concreto?

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Danilo DT

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