E in Europa arriva la DRAGHIZZAZIONE

La Giapponesizzazione rappresenza un concetto abbastanza noto ai lettori di questo blog. Più volte ve ne ho parlato. L’ultima puntata è stata scritta a febbraio e potete rileggerla cliccando qui.
La questione è molto semplice. Quanto sta succedendo in Europa non è certo un caso unico. Certo, le caratteristiche del quantitative easing europeo sono singolari ma lo scenario che si presenta ai nostri occhi non è poi così lontano a quanto abbiamo visto in altre situazioni. Vedi il Giappone.
Con il termine “Giapponesizzazione” intendo raccontare quel processo con cui le economie europee ed americane si ritrovavano col rischio di finire proprio come il Giappone con tassi a zero ed una crescita economica quantomeno anemica, con un evidente rischio deflattivo conseguente ad un crescente debito.
In altri termini è la deflazione da debito, la debt deflation che appiattisce, livella, quasi spegne le speranze proprio perché il debito non permette all’economia di decollare. E il solo il tasso zero non basterà a far risorgere l’economia.
Non posso però dire che Draghi abbia sbagliato a far partire il QE. Forse ha tardato, quello si ma, oggi, aveva altra scelta?
(AGI) – Francoforte, 11 mar. – “Il rallentamento della crescita economica sta mostrando segni di inversione di tendenza”. Lo sostiene il presidente della Bce Mario Draghi, nel corso di un evento a Francoforte. “La ripresa economica – aggiunge – puo’ gradualmente ampliarsi e probabilmente rafforzarsi”. Tuttavia Draghi avverte che le recenti revisioni al rialzo della Bce “sono condizionate alla piena applicazione delle misure annunciate”. (…) Draghi ammette che il programma di acquisto bond non e’ esente da rischi. “Siamo consapevoli che le nostre misure possono comportare dei rischi alla stabilita’ finanziaria”.
Quanto sta sperimentando la BCE è quindi un qualcosa di molto particolare e lo stesso Draghi ammette che non si sta agendo SENZA rischi. In parole povere si tratta di una sorta di “cannibalizzazione” del mercato obbligazionario governativo, tanto che è già percepibile, dopo solo 3 giorni dall’inizio (non dimenticate che si tratta di un’operazione con durata minima prevista di 18 mesi) un certo “effetto rarità” tra i titoli di stato. Molti sono i bond a tassi negativi (qui parlavo della curva tedesca) e la stessa Germania si ritrova con titoli a rendimento negativo fino a 7 anni. Ma non solo. Anche l’Italia ormai la sta clamorosamente raggiungendo. io nostro BOT a 12 mesi esce allo 0.079% lordo. Wow…
E’ quindi partita una grande sfida per Mario Draghi, una sfida che può portare l’Eurozona anche alle frontiere di una cocente delusione. Non dimentichiamo infatti che, oltre alle incognite presenti a causa di un QE, ce n’è un’altra che in molti continuano a sottovalutare. USA e Giappone sono stati VERAMENTE uniti con propria banca centrale. E l’Eurozona cosa è?

Però Mario ci prova e allora avanti con il QE, quello che veramente rappresenta una nuova era (ve la ricordate la “Nuova Era” di cui vi ho tanto parlato?) che entrerà nei libri di storia.
E se il Giappone ha la Giapponesizzazione, in Europa vorrà dire che avremo la Draghizzazione.
Intanto beccatevi questo interessante confronto postatomi dal mitico @_s_u_r_f_e_r che mette faccia a faccia Bank of Japan e Banca Centrale Europea. Che dite? Sono poi così lontane?
STAY TUNED!
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