Gli studenti non preferiscono più l’Università
Qualche giorno fa il rapporto annuale del Censis ha portato all’attenzione dei mass-media le scelte dei giovani del nostro Paese.
Come ben sappiamo si tratta della generazione più colpita dall’attuale crisi economica: gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile non lasciano alcun scampo interpretativo!
Il rapporto illustra come continua inesorabile il declino delle iscrizioni all’Università ([2]):
Tra gli anni accademici 2006-2007 e 2010-2011 si registra una riduzione del numero di immatricolati all’università del 6,5%. Ciò non dipende né da fattori demografici, né da un minore grado di scolarità superiore (nell’ultimo quinquennio il numero di diplomati aumenta anzi da 449.693 a 459.678: +2,2%).
Nell’ultimo anno accademico (2011-12) si è registrato un ulteriore calo del 3% ([3]).
Come avrete già notato, contemporaneamente il numero dei diplomati è aumentato.
Quindi probabilmente il fenomeno è dovuto ad una vera e propria disillusione delle famiglie italiane (e dei giovani) nei confronti dell’istruzione universitaria:
… non credono più alla funzione di “ascensore sociale” dell’istruzione universitaria o al fatto che protegga dalla disoccupazione e, in non pochi casi, non possono comunque permettersi di affrontarne i costi.
…
Il calo delle immatricolazioni all’università è quindi causato dalla sfiducia generata dalla constatazione che un titolo di studio più elevato non sia sufficiente per ottenere un lavoro più rapidamente o una remunerazione più alta rispetto a quella di un diplomato. Questo, unito alla consapevolezza che le figure professionali maggiormente richieste sono quelle tecniche, ha portato a un boom di studenti per i nuovi Istituti Tecnici Superiori.
Il rapporto 2012 evidenzia infatti una crescita dell’1,9% degli iscritti a scuole secondarie di secondo grado di indirizzo tecnico o professionale… ovvero un percorso formativo orientato ad un immediato collocamento lavorativo.
Ciò è confermato anche da un recente rapporto di Almadiploma ([4]) che vi lascio approfondire da soli.
Con questo breve post ho voluto condividere con voi questa informazione: evidenzia come le famiglie italiane si siano rapidamente adattate alla situazione contingente di questi ultimi anni.
Hanno molto più “i piedi per terra” rispetto alla nostra classe dirigente 🙄
C’è ancora qualche speranza…
Buona riflessione.
Lampo
