Rischio povertà: crisi economica e austerity ammazzano la classe media

Pubblicato 11 Dicembre 2012 Aggiornato 7 Agosto 2014 12:14

Il 50% delle famiglie con meno di 2037 euro al mese. I poveri sempre più poveri mentre i ricchi…

In passato abbiamo più volte spiegato che questa crisi sta soprattutto “allargando” gli spread. Ma non solo quello ormai arcinoto tra BTP e Bund. Si tratta anche di spread tra economie del nord Europa (solido e virtuoso) e sud Europa (indebitato ed in forte recessione). E non solo di economia.
Chi segue da più tempo il blog, ricorderà i discorsi fatti sulle conseguenze di questa crisi sulla società.
L’austerity sta ammazzando non solo la crescita economica, ma anche la classe media. Infatti è statisticamente provato che i ricchi praticamente vengono “sfiorati” dalla crisi, i poveri restano poveri e peggiorano la loro situazione e la classe media…si estingue. Peccato che proprio lei, la classe media, è quella che alla fine fa la differenza, che muove gli equilibri dei consumi. E la crisi tende a portare la classe media verso la classe dei meno abbienti.

L’analisi dell’ISTAT PRIMA dell’ultimo studio… (ottobre 2012)

Secondo un recente studio dell’Istat, oltre ¼ degli italiani (per essere più precisi il 28.4%) è a rischio povertà. L’indicatore deriva dalla combinazione del rischio di povertà (calcolato sui redditi 2010), della severa deprivazione materiale e della bassa intensità di lavoro ed è definito come la quota di popolazione che sperimenta almeno una delle suddette condizioni.
Ma non basta. Il 50% delle famiglie non supera i 24.444 euro netti all’anno. E al Sud il reddito è il 73% del Nord. La metà delle famiglie italiane ha percepito nel 2010 meno di 2.037 euro al mese.

E proprio in merito al gap tra ricchi e poveri, viene messo in risalto l’ampiamento dell’apertura tra le due classi sociali. Infatti il 20% dei redditi più alti detiene il 37,4% del reddito totale e il 20% dei più poveri appena l’8%.

Chart by SkyTG24 

Insomma, come illustrato in passato, non dimentichiamo mai gli effetti della crisi sul tessuto sociale, perché la chiave, alla fine sta tutta lì. Perchè è la classe media che alimenta i consumi e fa andare avanti l’economia. Se muore la classe media, muore l’economia stessa. Chiunque vada al governo se lo ricordi, please…

PS: dimenticavo. I dati sono relativi al 2011. Quindi tenetene conto, prendendo in esame il 2012 tali dati non potranno che essere molto peggiori.

STAY TUNED!

DT

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