Grecia e FMI, si avvicina la resa dei conti. E il compromesso è ad un passo.
Una strana partita a scacchi, quella che si sta giocando tra la Grecia e la “vecchia” Troika. Un braccio di ferro tra parti molto distanti ma che vorrebbero raggiungere il compromesso. Nessuno però è disposto a cedere un centimetro, in particolar modo la Troika stessa, in quanto giustamente non si fida di Atene. Qualcuno poi dovrà cedere qualcosa, ma di certo FMI & Co non molleranno se non con le dovute garanzie.
Varoufakis in un’intervista al quotidiano Naftemporiki ha elencato i cinque punti per l’accordo preliminare. Il primo punto è fissare livelli “logici” di avanzo primario, intorno a 1,5%. Secondo punto: ristrutturazione del debito, senza necessariamente un haircut, che leghi i rimborsi al Pil nominale. Terzo: pacchetto di investimenti di Bei e Fondo europeo degli investimenti disegnato appositamente per la Grecia. Quarto: bad bank per le sofferenze bancarie. Quinto: riforme strutturali.(Source)
Quanto ha annunciato ieri Varoufakis è proprio indirizzato a questo. Ma fidarsi è bene e non fidarsi della Grecia diventa una necessità ed un obbligo.
Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha garantito al presidente del Fondo monetario Internazionale, Christine Lagarde, che il suo paese pagherà i 450 milioni di euro di debito entro la scadenza del 9 aprile. (…) ”Il governo greco ha sempre assolto ai suoi obblighi e continuerà a farlo”. (…) Quindi entrambe le parti hanno ribadito l’impegno per una ”cooperazione efficace e importante per tutti”. (Source)
La Lagarde saluta con piacere l’annuncio di Varoufakis. Ma occhio. I marinai greci ormai sono noti sulla piazza dei mercati finanziari di tutto il globo.
Intanto leggiamo con attenzione le parole di ministro greco.
”Il governo greco ha sempre assolto ai suoi obblighi e continuerà a farlo”.
Questa frase racchiude da sola una serie di bugie infinite. Che la Grecia abbia sempre assolto ai suoi obblighi è un eufemismo. Noi tutti sappiamo quanti brogli ci ha riservato negli ultimi anni. Nella bugia, però c’è un messaggio importante. Quel “continuerà a farlo” potrebbe essere molto importante: rappresenta la volontà di raggiungere un compromesso con la Troika, accettando quelle postille che potrebbero mandare in bestia l’area più radicale ed estrema di Syriza, compresi molti elettori.
Questa mia tesi me la sono poi ritrovata confermata, girovagando sul web, in un articolo del FT secondo i quali il governo greco, così strutturato, è destinato a morire e quindi ci potrebbero essere dei rimpasti. Indovinate un po’ in che modo? L’ala moderata di Syriza si potrebbe alleare con il centro.
Many officials — up to and including some eurozone finance ministers — have suggested privately that only a decision by Alexis Tsipras, Greek prime minister, to jettison the far left of his governing Syriza party can make a bailout agreement possible. The idea would be for Mr Tsipras to forge a new coalition with Greece’s traditional centre-left party, the beleaguered Pasok, and To Potami (The River), a new centre-left party that fought its first general election in January.
“Tsipras has to decide whether he wants to be prime minister or the leader of Syriza,” said one European official. (Source)

Ecco che il quadro inizia a quadrare ed il compromesso si fa più vicino, un compromesso dove la Grecia prometterà di fare tante cose che all’inizio (leggasi programma politico originario) non erano contemplate.
Ma per la Grecia sta diventando una necessità. Forse perché Atene ha capito che qualcuno sta concretamente ventilando un’ipotesi di una Unione Europea SENZA Grecia. E questo a Tsipras e Varoufakis fa paura più di ogni altra cosa.
Speriamo solo che la Grecia non faccia affidamento sulle richieste dei risarcimenti bellici fatti alla Germania. Per la cronaca fino ad ora se n’era sempre parlato. Oggi invece Atene ha presentato la cifra: 279 miliardi di Euro. Certo, con quella cifra Atene uscirebbe in un batter d’occhio dalla crisi.
(Reuters) – Greece’s deputy finance minister said on Monday Germany owes Greece nearly 07 ($305.17 billion) in reparations for the Nazi occupation of the country.
Greek governments and also private citizens have pushed for war damages from Germany for decades but the Greek government has never officially quantified its reparation claims.
A parliamentary panel set up by Prime Minister Alexis Tsipras’s government started work last week, seeking to claim German debts, including war reparations, as well as the repayment of a so-called occupation loan that Nazi Germany forced the Bank of Greece to make and the return of stolen archaeological treasures.
Speaking at parliamentary committee, Deputy Finance Minister Dimitris Mardas said Berlin owed Athens 278.7 billion euros, according to calculations by the country’s General Accounting Office. The occupation loan amounts to 10.3 billion euros.
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