GUEST POST: Cina, fattori culturali e ascesa economica
Rientrato dalla Cina mi sono dato una guardata a I&M, se non altro per leggere i commenti al: GUEST POST: La Cina e il declino industriale ed economico dell’occidente.
I commenti sono un potente stimolo ad ampliare i discorsi che, in questo caso, prima di passare al tema di questo nuovo post, necessitano qualche premessa/divagazione.
In Cina, come è noto, la libertà come la intendiamo noi occidentali ha notevoli limitazioni. Non vi esiste una dialettica politica, i temi sociali quando sono dibattuti devono rientrare in schemi b
en precisi, la stampa e l’informazione in genere sono controllatissime dal partito/governo.
Anche la rete internet è strettamente vigilata e moltissimi blog stranieri, per chi non lo sapesse, non sono visibili in Cina. I&M è uno di questi. Probabilmente non perché in I&M vi sia alcunché contro la Cina ma semplicemente perché non ha il pass, che qualcuno dovrebbe richiedere a qualche ente ispettivo, autorizzato a concederlo.
Visto come i cinesi valutano i blog liberi e incontrollabili, temo che I&M, come tanti altri, questo pass non l’otterrebbe per principio. Si può generalmente affermare che in Cina vi è uno stretto controllo delle varie attività che vi si svolgono ma senza che ciò significhi polizia dappertutto, o un qualche palpabile senso di oppressione da percepire ovunque.
Anzi, se si vuole dire le cose come stanno, girando nelle città grandi e piccole e a qualsiasi ora, si respira dappertutto un’aria, una sensazione di sicurezza che ormai purtroppo è rara in giro per il mondo.
In Cina vige un’organizzazione sociale molto diversa dalla nostra, espressione di una cultura e di una storia che per tanti secoli praticamente nulla hanno avuto a che fare con la civiltà occidentale, per cui, più che giudicare se queste sono buone o meno, basterebbe dire che sono “CINESI”. Noi occidentali abbiamo una supponenza diffusa di considerare in modo negativo, più che diverso, tutto ciò che non rientra nei nostri canoni o preconcetti su come deve essere organizzata una società. Ci siano fatti l’idea che la nostra democrazia sia un’ideale da esportare dappertutto. Se ciò non avviene perdiamo la capacità di capire la forza che altre società, diverse dalla nostra, hanno ma soprattutto di intuire i pericoli che ci sono ad interagire con altri popoli , tanto diversi da noi.
I cinesi, liberati dall’oppressivo regime che li ha governati in malo modo fino 2 decenni fa, rendendoli un popolo di miserabili, sono oggi un’entità ben diversa da come comunemente viene percepito nell’immaginario collettivo occidentale.
In campo economico in Cina vi è una pressoché libertà totale di intraprendere. Ciò non significa che si possa fare tutto ciò che si vorrebbe, senza vincoli di alcun genere. Il governo cinese emana con costanza direttive ben precise, che inducono il sistema economico e produttivo a seguire ben determinate vie, nella scia di una programmazione dettata da personalità lungimiranti e tecnicamente molto capaci, visti i non casuali risultati.
Dal governo centrale, fino alle comunità locali vige una catena del comando molto simile a quella militare. Le leggi, le direttive e le regole emanate però devono essere sì osservate ma con quella elasticità minima e massima necessarie per poterle attuare al meglio. Se qualcosa non funzione nella loro applicazione pratica si cambia o si modifica in corso d’opera. Questo per la Cina è molto facile perché il potere è nelle mani di pochi, non di uno però e le decisioni possono essere rapidissime. Spesso in Cina i discorsi e le frasi cominciano con: “il governo ha detto che ……”. Quindi non resta che adeguarsi.
Certo, in Cina si bada ancora molto al sodo. La priorità assoluta per il governo, in questa fase, è ancora quella di far uscire dalla povertà la tuttora enorme massa di popolazione che vive nelle campagne, soprattutto nelle province interne di questo enorme paese. Per potere fare ciò spesso non si può andare tanto per il sottile. Necessita chiuder un occhio o anche due su temi importanti quali la sicurezza, l’inquinamento, le regole nei rapporti di lavoro che, a onor del vero, hanno ora in Cina le connotazioni che più o meno vigevano dalle nostre parti, durante la ricostruzione e lo sviluppo economico del secondo dopoguerra. Nulla di nuovo dunque, loro fanno ora quanto noi abbiamo fatto non molto tempo fa.
Per venire al tema del post, è possibile individuare i fattori fondamentali che hanno consentito la straordinaria ascesa economica della Cina, fino a diventare quella che ormai tutti dovrebbero considerare la prossima nuova potenza economica globale?
Eccone alcuni:
• In Cina c’è un governo che governa/dirige la nazione con una chiara visione degli obiettivi a cui vuole arrivare. I vari progetti intrapresi in tutti i campi sono frutto di profonde e meticolose elaborazioni. Quando questi progetti arrivano alla fase esecutiva una priorità fondamentale è il rispetto dei tempi previsti e dei costi.
• Il governo cinese ha molto a cuore la salute delle imprese, creatrici di posti di lavoro e di ricchezza vera. Queste sanno di essere aiutate e assistite in ogni modo dal governo e confidano molto che questi le saprà tutelare nella competizione internazionale.
• La Cina ha una forza lavoro sì immensa ma soprattutto laboriosissima e molto disciplinata, anche se alla cinese. Lo stato sociale è molto carente per cui tutti, per sopravvivere, devono trovare un sistema diverso da quello dell’assistenza da parte dello stato.
• L’orgoglio nazionale è molto forte. Il partito/governo e tutto il sistema quotidianamente e in ogni occasione alimentano questo spirito. Pur essendo la Cina un insieme di entità/popoli parecchio differenziate, queste vengono accumunate da obiettivi da raggiungere come nazione unica, sulla cui unità politica e territoriale il partito vigila con attenzione e su cui non si discute.
• I cinesi per natura sono disponibili e molto pazienti. La frenesia non è nella loro cultura. L’improvvisazione e la fretta di prendere decisioni è aborrita proprio. Nessuno pensi mai di iniziare a trattare questioni delicate e complesse con i cinesi con l’idea di fare alla svelta. Il cinese si prende tutto il tempo che gli serve per capire le debolezze della controparte.
• I cinesi, pur sempre disponibili, sono molto diffidenti. Quando ci sono questioni che coinvolgono i loro interessi economici hanno una predisposizione naturale a raggiungere e a stare poi in una posizione di vantaggio.
• I cinesi tutti hanno un senso degli affari molto sviluppato. Qualunque occasione è buona per fare business, piccolo o grande che sia.
• I cinesi si sanno organizzare molto bene quando ritengono che sia vantaggioso farlo per i propri interessi.
• I cinesi sono tanti ma veramente tanti. Solo a scrivere 1.300.000.000 dovrebbe fa venire un po’ di timore ai nostri incoscienti governanti, che ai vari G7/8/20 e consessi vari normalmente snobbano questi cinesi, così strani e indecifrabili dietro i loro gentili sorrisi ma capaci, astuti, , preparati, competenti, pazienti e organizzati.
Insomma quando si ha a che fare con un cinese bisognerebbe avere sempre presente che loro sono i perfetti interpreti del modo di agire che si condensa in un famoso proverbio orientale, conosciuto anche da noi:
“Nelle contese della vita non avere fretta, siedi lungo la sponda del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico”.
A questo punto si dovrebbe cominciare a parlare di come questi fattori culturali sono stati messi a frutto, molto bene direi, per realizzare quella formidabile crescita economica e quello straordinario sviluppo in tutti i settori industriali che hanno contraddistinto gli ultimi 20 anni in Cina.
Non è un compito facile. La dimensione del fenomeno è stata e continua ad essere veramente gigantesca e di quasi impossibile percezione da parte di un occidentale che non sia mai venuto in questo paese straordinario e non ci sia rimasto almeno per un bel po’.
Allora, se il tema interessa e se DT sarà d’accordo, (ndr: DT è d’accordo…) invierò prossimamente qualche altro post, per spiegare come può una nazione partire da una condizione di arretratezza estrema, quale era la Cina di 20 anni fa e arrivare ad essere quella che inanellerà record su record negli anni a venire.
L’ultimo riguarda il record mondiale di velocità ferroviaria su sede a binari tradizionali, raggiunto la settimana scorsa dal treno ad alta velocità sulla linea Shanghai-Hangzhou di 220 Km, in corso di collaudo e nuova di zecca. Linea realizzata in 18 mesi di lavori. Ovviamente nei tempi previsti dal progetto dell’opera. Produzione dei veicoli e varie tecnologie d’avanguardia per il settore quasi interamente cinesi.
Velocità record raggiunta 419 KM/ora. La velocità di esercizio di punta sarà però poi fino 350 Km/ora.
Questa tratta fa parte del progetto finale di dotare la Cina di una rete ad alta velocità, che si svilupperà per oltre 20.000 Km entro il 2019. Per ora sono arrivati a 7.000 Km, già ormai la più estesa del mondo. Ci si viaggia benissimo, sempre in perfetto orario a prezzi che ci fanno sorridere. 200 Km percorsi in circa 45 minuti valgono circa 10 EUR al cambio attuale. In Cina dicono che questi tipi di treni sono molto cari ed è vero ma sono sempre pieni lo stesso da mattina a sera.
Gaolin
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