I 7 anni di vacche magre

Ricordate quante volte ho parlato di uno scenario macroeconomico che non è solo di recessione ma di contrazione economica, ovvero una recessione prolungata con una piattezza notevole dell’economia e crescita economica risibile?
Bene, ne parlai già circa un anno fa o forse più. E chi segue il blog da più tempo è testimone del fatto che vediamo, per i prossimi anni, non solo un periodo di piattezza economica ma anche di Indici azionari molto piatti.
Jeremy Grantham, CEO di GMO, nella sual ultima newsletter condivide questa view.
Evito di fare mille parole e preferisco farvi veder eil grafico che sintetizza il suo pensiero. Che si accomuna al mio.
Una chiara manifestazione di benvenuto alla contrazione economica.
Lui definisce i prossimi anni di borsa come i 7 anni di vacche magre. Ecco le sue indicazioni per questi anni di borsa difficile.
Avoid lower quality U.S. stocks but otherwise have a near normal weight in global equities.
Tilt, where possible, to safety.
Try to avoid duration risk in bonds. For the long term they are desperately unattractive. Don’t be too proud (orshort-term greedy) to have substantial cash reserves. Admittedly, this is the point where we at GMO try to be clever and do a little better than the minus 1% real from real cash – and, so far, with decent success.
I like (personally) resources in the ground on a 10-year horizon, but I am nibbling in very slowly because, as per my Quarterly Letter on resources in April 2011, I fear a major short-term decline in commodities based on a combination of less bad weather – which has been bad, but indeed less bad – and economic weakness, especially in China. Prices have declined, often quite substantially, since that letter. However, I believe chances for further price declines in resources are still better than 50/50 as China and the world slow down for a while, and the weather becomes a bit more stable. (Source)
A J. Grantham fa eco un altro GURU di prim’ordine, tale Bill Gross di PIMCO il quale dice nella sua ultima news letter (Thanks to Max Cohen):
La crescita è un elisir che sembra guarire qualsiasi dolore, acciacco o grave malattia. L’indebitamento sovrano è troppo elevato? Basta crescere per averne ragione. La disoccupazione è ai massimi storici? La crescita produce posti di lavoro. Le borse sono depresse? Nulla che un po’ di crescita non possa curare. Peccato che la crescita sia l’unica materia prima a scarseggiare di questi tempi, come dimostra il grafico 1. Nessun paese ne ha a sufficienza, neppure la Cina, inoltre molti paesi sviluppati (in particolare nella zona Euro) sembrano addirittura in una fase di contrazione che prelude alla recessione. (…) L’assenza di crescita di questi ultimi anni, come chiarito nei precedenti numeri dell’Investment Outlook, è strutturale e non ciclica e, pertanto, relativamente immune ai tassi d’interesse e alle politiche che prevedono stimoli fiscali per favorire i consumi.(…) Alla mia domanda clou, ossia “si può risolvere una crisi del debito attraverso un maggior indebitamento?”, si deve continuare a rispondere in negativo, in quanto quel debito, a basso rendimento così come è ora, non stimola la crescita. Al contrario, stiamo assistendo alla creazione di un numero minimo di posti di lavoro, a un basso livello di investimenti che passerà alla storia, ai consumi che si trasformano in risparmi e a una crescita del PIL al di sotto dei tassi previsti per la Nuova Normalità. Il parallelismo biblico dei sette anni di vacche grasse seguiti dai sette anni di vacche magre messo in luce da Rogoff e Reinhart sarà difficilmente smentito nell’attuale ciclo economico-finanziario. La sola incognita nell’equazione sembrerebbe essere il numero di anni di vacche grasse di cui abbiamo goduto finora. A mio parere, sono ben più di sette. (Source)
Bill Gross, Rogoff, Reinhart, Grantham. Non proprio degli sprovveduti…
Ovviamente si parla di analisi e di previsioni di alcune case e non di legge scritta sulla roccia. Ma visto lo spessore dei personaggi e vista la sua vicinanza al “Dream pensiero”, ho pensato di proporla a Voi, eccellenti commentatori ed amici lettori, che ormai siete stati ribattezzati “Dream Team”, vero cuore pulsante di questo blog.
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DT
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