I CESI virano in negativo: cosa potrà ancora fare la politica monetaria?

Pubblicato 9 Aprile 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:31

Frenano le sorprese positive degli analisti. Il quantitative easing ed l’impatto sul rally di Wall Street.

Il Citigroup Economic Surprise Index è un indicatore che ormai avete imparato a conoscere. Va a registrare gli scostamenti tra le previsioni degli analisti ed i dati effettivamente usciti. Se gli scostamenti sono positivi, vuol dire che l’economia va meglio del previsto e il CESI Index cresce. Viceversa scende…

Il livello considerato “chiave” , come succede anche per altri indicatori come l’ISM, è area 50, ma molto importante è analizzare la tendenza dello stesso. Come vedete dal grafico qui sotto, il CESI delle tre macro-aree principali (USA, Europa e Paesi Emergenti) è in tutti i 3 i casi in evidente discesa.

L’unica area che resta ancora in zona positiva è quella USA. Per gli altri ormai la situazione sta decisamente peggiorando, anche sui paesi emergenti. Ma la forza esplosiva della politica monetaria non riesce più ad influenzare in modo così determinante la crescita economica? Sta arrivando un reale rallentamento? Ovviamente sarà interessante, a questo punto, valutare se le banche centrali correranno ai ripari. Ma come? Interessante questo grafico dove si vede l’impatto della politica monetaria proprio sulle borse. E come potete vedere, progressivamente, la spinta rialzista diminuisce nel momento in cui il Quantitative Easing subisce un “upgrade”… Take a look!

E non solo. Guardate l’impatto del Quantitative Easing sulle Commodity…

…e poi sugli indici di produttività e di fiducia più classici. Evidente la “botta di vita” ottenuta con il QE, ma guardate i massimi decrescenti…

Siamo solo agli inizi, signori, ci sarà da divertirsi, mi sa….

STAY TUNED!

DT

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