I nostri m*****i 50 anni
Ricevo dall’amico Ottofranz questo testo al vetriolo che considero interessante… Non voglio aggiungere altro, dò spazio alle parole di questo Guest Post che, forse, proprio insensato non è…
Post by Ottofranz
Prima dei 20 te ne fotti.
Dopo i 70 te ne fotti.
Restano in ballo quelli che mi piace definire “ i nostri merdosi 50 anni”.
Che sono il tempo nel quale ti sbatti per sbarcare il lunario alla meglio. Perché merdosi? Perché il Grande Costruttore non potrebbe definirli diversamente vedendo tutti i nostri bla bla, le nostre lamentele, le ridicole grida di giubilo, le risate e i pianti, compreso il nostro far domande alle quali a volte abbiamo perfino la presunzione di dare delle risposte.
Se la ride lui che sa bene quanto ogni domanda abbia risposte diverse a seconda del piano del palazzo a cui le poni
Al secondo ,quello dei 200 anni già è diverso.
Al quinto , quello dei 500 figuriamoci.
Al decimo non parliamone.
Ecco perché i “merdosi 50 anni”.
Tutti noi siamo barchette in balia del torrente, nel quale quasi tutte affondano dopo mille movimenti, alcune travolte subito, altre impigliate nei rovi della riva, altre quasi in prossimità del mare.
E solo una arriva al mare.
Naturalmente tutti noi abituati ai film del cow boy buono e dell’indiano cattivo ci aspettiamo il lieto fine.
Ohh finalmente la barchetta è arrivata al mare. Cosa succederà adesso?
UN CAZZO !
affonda anche lei, era solo questione di tempo .
Questo per dire che tutta la nostra esistenza è governata dal caso.
Si’, c’è qualcuno più bravo, qualcuno più fortunato, ma alla fine arrivi al mare E non è merito o colpa tua .
Perchè se sei nato in africa hai dovuto attraversare il mare e se sei nato Zuckerberg ce l’hai fatta non perché hai inventato un metodo che in fin dei conti serviva solo a cercare di trombarti la bella del college, ma tuttalpiù perché sei riuscito a trovare il modo per convincere la legge che quella cosa dovesse rimaner tua prima che ti fottessero gli altri.
Se hai dipinto la Gioconda , lo hai fatto per te, e quando per centinaia d’anni chi verrà dopo dirà quanto eri bravo, tu sai benissimo che alla fine lo hai fatto perché qualcosa nel tuo cervello ti ha permesso di farlo e facendolo hai riempito un buco.
E poi sei arrivato al mare.
Queste considerazioni avendo a disposizione la rilettura di un bellissimo libro scritto nel 52 da Arnold Toynbee a titolo “Il Mondo e l’Occidente”,dove l’autore analizza le relazioni fra l’Europa (Occidente) e il resto del Mondo
Molte le analisi di intere civiltà ,delle motivazioni per il loro successi e per le loro fini , partendo da quella greco – romana, fino ai giorni nostri
Interessante come una cosa apparentemente semplice, possa essere determinante
Dopo anni di guerre su territori contigui, l’aver inventato una nave abbastanza grande su cui caricare dei cannoni abbia permesso, ad esempio, di aggirare il nemico sconfiggendolo
E magari, mandando in giro con quelle quattro straccioni puzzolenti , arrivare a dominare il mondo per circa 500 anni
Un Occidente vincente perché sempre un passo avanti rispetto al resto del Mondo.
Avanti in armi quando servivano le armi, in industria quando serviva l’industria ,in tecnologia quando serviva la tecnologia. Usando per altro tutte queste componenti per avere egemonia sulle materie prime .
Scrive Toynbee…
Dopo anni di guerre tumulti e violenze , il Mondo dell’ultimo secolo aC ,dopo solo 300 anni ,godette di una pace che andava dal Gange all’odierno Regno Unito e la civiltà greco romana propagata con le armi cedette il passo a tre Stati che riuscirono a convivere senza grossi attriti
Nell’impero Ottomano, 150 anni fa ,prima che vi facesse il suo disastroso ingresso l’Istituzione occidentale degli Stati ben stagliati, compatti ed omogenei,, i turchi erano contadini ed amministratori, i greci marinai e negozianti,, gli armeni banchieri e negozianti, i bulgari stallieri ed erbivendoli gli albanesi muratori e soldati di ventura, i curdi pastori e facchini, i valacchi venditori ambulanti.
Le nazionalità non erano solo frammischiate geograficamente, ma anche interdipendenti dal punto di vista economico e sociale
Toynbee dice che il fatto che sia già successo non è garanzia che succederà, ma indicazione che può succedere
Interessante allora notare come il Nazionalismo indotto dall’occidente fu la vera arma che permise la sconfitta dell’impero ottomano. Oggi in Europa sta accadendo il processo inverso, paradossalmente non indotto dall’esterno, ma siamo noi stessi a fornire le armi al nemico
La globalizzazione ha ceduto armi industria e tecnologia al Mondo e l’Europa oltre a non essere più un passo avanti è obbligata a rincorrere .
E se ha finito la sua spinta e l’abbrivio è arrivato al resto del Mondo, allora sarà giunto il momento di stringersi a coorte far blocco unico, altrimenti verrà fagocitata..
Il resto del Mondo reclama il suo turno.
E noi ci lambicchiamo il cervello se sia il caso di uscire dall’euro, se dovremmo o no stampar moneta ecc. Ma son domande da primo piano , perdio….
Stiamo attraversando un periodo storico di transizione dove in neanche 40 anni sono spariti mestieri che sembravano il futuro, come quello del castratore di maiali o il casellante dell’autostrada, e oggi stanno perfino estinguendosi i taxi sotto i nostri occhi
E’ come se ci curassimo di vedere il pelo nell’uovo guardando a due centimetri, sentendo il leggero puzzo di h2s convinti che sia l’uovo, e poi alzandoci in piedi vedessimo che in realtà il nostro uovo sta galleggiando nella merda.
Quindi saliamo di qualche piano e ne guadagneremo in filosofia e di conseguenza in salute.A noi farne tesoro, ben sapendo che comunque arriveremo al mare
