Il Grande Bancomat Globale sta per chiudere: perché la mossa della BoJ cambierà le regole del gioco
Se c’è una certezza che ha cullato i sonni dei trader globali negli ultimi trent’anni, è che il denaro in Giappone è gratis. Beh, preparatevi a cambiare fuso orario mentale, perché il “Grande Bancomat di Tokyo” sta per esporre il cartello Chiuso. O quantomeno, sta per alzare drasticamente le commissioni di prelievo.
Le notizie arrivate ieri da Tokyo non sono solo un aggiornamento macroeconomico noioso da relegare nelle brevi di cronaca. Sono il battito d’ali della farfalla che rischia di Cambiare gli equilibri a Wall Street (e a Piazza Affari).
Partiamo dai fatti, quelli nudi e crudi che avete letto nel report Tankan di ieri. L’economia giapponese, contro ogni previsione e nonostante un PIL che ha fatto i capricci nel terzo trimestre, sta mostrando i muscoli. Il sentiment delle grandi imprese manifatturiere è ai massimi da quattro anni (+15 punti), gli investimenti (capex) sono previsti in rialzo del 12,6% e, miracolo dei miracoli, i salari stanno salendo per trattenere talenti in un paese che invecchia a vista d’occhio.

Tutto bene non è vero? Un’economia che si riprende, l’inflazione stabilmente sopra il 2% da tre anni e una conseguenza che secondo me è inevitabile. Un rialzo dei tassi allo 0,75% previsto per venerdì.
Potreste dirmi: “Danilo, stiamo parlando dello 0,75%. Negli USA sono sopra il 3,5%. Di cosa ti preoccupi?”. Ecco, se pensate questo, state guardando il tasso nominale e non la leva finanziaria che ci sta sotto.
Il Carry Trade: il motore nascosto della speculazione
Come spiegherò nel mio libro La Danza dei Mercati (siamo ai dettagli), l’Analisi Intermarket ci insegna che nessun mercato è un’isola. E il Giappone, per decenni, è stato la banca centrale del mondo speculativo.
Il meccanismo è stato per anni di una semplicità disarmante e diabolica:
1. Prendo in prestito Yen a tassi zero (o negativi).
2. Converto quegli Yen in Dollari o Euro.
3. Compro asset rischiosi che rendono molto di più (Nvidia, Bitcoin, BTP italiani, Corporate Bond USA).
4. Incasso la differenza e mi compro la villa al mare (in modo figurativo ovvio).

Questo giochino si chiama Carry Trade. È la droga che ha tenuto in piedi valutazioni azionarie folli e ha compresso i rendimenti obbligazionari globali. Ovvio, investo soldi che non posseggo perché li prendo a presto a gratis. Ma il Carry Trade funziona solo se due condizioni reggono:
- Tassi giapponesi a zero
- Yen debole
Se la BoJ porta i tassi allo 0,75% – il livello più alto dal 1995 – il costo del finanziamento di questa enorme giostra speculativa esplode. Non solo: se lo Yen si apprezza (come è logico che accada quando i rendimenti salgono), chi si è indebitato in Yen si trova a dover restituire un debito che in valuta locale diventa improvvisamente molto più pesante. È la tempesta perfetta del Deleveraging.
Quando la marea si ritira
Warren Buffett diceva che “scopri chi nuotava nudo solo quando la marea si ritira“. La liquidità della BoJ è stata l’alta marea che ha coperto le vergogne di molti asset. Ora che la marea si ritira, potremmo vedere cose sgradevoli.
Ed è sotto gli occhi di tutti il fatto che ogni volta in cui la BoJ ha accennato a un rialzo nell’ultimo anno, asset puramente speculativi come il Bitcoin hanno registrato correzioni violente (tra il 20 e il 30%). Perché? Perché sono asset sensibili alla liquidità globale. Se chiudi il rubinetto a Tokyo, l’acqua manca a New York.

Grafico Curva tassi YEN oggi e un anno fa by Tradingview
Inoltre, c’è un altro elefante nella stanza: gli ETF. La BoJ possiede una quantità mostruosa di ETF azionari giapponesi (circa 534 miliardi di dollari). Se iniziano a vendere anche solo gradualmente per normalizzare il bilancio, chi comprerà quella carta?
Tempi interessanti miei cari. E chi pensa che in fondo i mercati sono fermi e tranquilli, prenda coscienza del fatto che è apparenza.
STAY TUNED!