PIL USA +4%. E in attesa del FOMC ecco un’altra divergenza pericolosa
La decisione della FED su quando arriverà il primo rialzo dei tassi di interesse (exit strategy), assieme ai dati sul PIL USA (+4%), tengono banco nella giornata di oggi. Intanto però guardate l’Advance Decline Index sulla borsa USA.
Ovviamente gli occhi sono puntati TUTTI sul MEETING FOMC di oggi (senza conferenza stampa finale), ed ai dati sul PIL USA uscito qualche minuto fa (abbastanza “pauroso”), pari al 4% nel secondo trimestre.
The U.S. economy grew significantly more than expected in the second quarter, fuelling optimism over the outlook in the world’s largest economy, official preliminary data showed on Wednesday. In a report, the Bureau of Economic Analysis said gross domestic product grew at a seasonally adjusted annual rate of 4% in the second quarter, easily surpassing expectations for growth of 3%. (Source)
E’ palese il fatto che le decisione di Janet Yellen saranno una conseguenza anche dei dati sul PIL USA. E come avete letto in questo POST che è assolutamente da vedere, il rischio di un aumento dei tassi USA non è da sottovalutare. Aumento dei tassi SI ma non subito. Il mercato cerca di capire QUANDO la FED inverterà la tendenza.
Intanto però , come avrete letto fino alla noia su questo blog, i segnali di divergenza si stanno moltiplicando. Bond High Yield, Margin debt, small cap che iniziano a correggere in modo copioso rispetto alle big cap. Sono quei segnali classici che teoricamente anticipano la correzione.
Segno che gli operatori stanno iniziando a prendere posizione (vedi anche lo scenario sul mercato delle coperture). Ma come sempre, MAI sfidare una Banca Centrale. E siccome la FED negli ultimi anni ci ha più volte sorpresi, non escludiamo nulla. Certo è che se la Yelle si ricopre di piume e diventa una super colomba, promettendo ancora allentamenti quantativi, allora signori…rassegnamoci ad una bolla speculativa ancora più grossa.
Questo la Yellen però NON può permettersi di farlo.
Infatti lei (come tutti) spera in una exit strategy il più possibile morbida. Il voler gonfiare ancora il mercato porterebbe il rischio di ritrovarsi con uno scenario ingestibile che potrebbe portare a speculazioni con conseguente esplosione di volatilità, degenerando il quadro dei mercati finanziari, con esagerati costi d’intervento da parte della stessa FED.
Ormai manca poco, tra qualche ora sapremo.
Intanto vi lascio l’ennesimo segnale che stamattina ho trovato sul terminale.
Ho confrontato l’andamento del solito SP500 con un indicatore che si chiama Advance Decline Index.
Cosa è l’Advance Decline Index?
Piccola premessa: questo indicatore serve per analizzare non solo i volumi in acquisto ed in vendita, ma anche il numero di azioni che chiudono al rialzo (advance) o al ribasso (decline). E’ quindi un indicatore di partecipazione al trend, analizzando i flussi di capitali che entrano ed escono dalla borsa USA.

In un mercato “sano” con trend forte, l’Advance Decline Index accompagna l’andamento dell’indice. Ma quando l’Advance Decline Index diverge dall’indice, allora significa che qualcosa non funziona più come prima e segnala dei massimi in un mercato toro che, quindi, si sta indebolendo. Proprio come sta succedendo ora.
Non ci resta che attendere….
STAY TUNED!
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