Incremento del gamberone per i mutui residenziali
Torna a scendere il volume di mutui stipulati per l’acquisto di un’abitazione. Oggi, 15 dicembre 2010,l’MBA, cioè la Mortgage Bankers Association, comunica che nella settimana conclusa il 10 dicembre scorso l’indice dei nuovi mutui è sceso del 5% rispetto alla settimana prima.
Dopo l’esuberanza mostrata nelle settimane scorse, quando l’indice era passato da 169.4 a 210.2, il dato odierno evidenzia invece il perdurare di uno stato comatoso per il mercato immobiliare americano. Benché lontano dai minimi di sempre, non ci sono tracce di un consistente aumento nella richiesta di nuovi mutui, rendendo legittimo ritenere che il mercato immobiliare ancora non si sia indirizzato, dopo 5 anni, verso la strada del recupero.
L’indice complessivo decresce da 210.2 a 200.3, ugualmente indebolito sia dal calo nei mutui convenzionali, che scendono da 215.7 a 205.5 sia dalla contrazione dei mutui contratti con le garanzie governative, anch’essi in calo da 203.6 a 192.5.
Non finirò mai di stupirmi di come ad una decrescita di oltre il 60% registrata nel numero complessivo di nuovi mutui tra la metà del 2005 e la fine del 2010, sia corrisposta una decrescita di “solo” il 45% nel numero di compravendite. Evidentemente, gli acquisti in contanti l’hanno fatta da padrone, spinti dalle forti riduzioni di prezzo imposte dalla più lunga serie di pignoramenti della storia. Sia quel che sia, non c’è traccia di miglioramenti seri. A complicare la situazione l’innalzamento dei tassi di interessi, che per un mutuo standard a tasso fisso a 30 anni, si stanno avvicinando al 5%. Ma tutto questo si traduce in infinito ottimismo: terminato il QE2, Bernanke ha già intenzione di scatenare il QE3, probabilmente con target i bond municipali e il QE4, che invece avrà come protagonisti i vecchi mbs. E da li, poiché la storia si ripete, ricomincerà tutto dall’inizio.
Mattacchiuz

