Intermarket Groove: i mercati perdono forza e convinzione. Benvenuti nella Nuova Era.

Pubblicato 13 Gennaio 2015 Aggiornato 1 Febbraio 2015 10:46

Sembra quasi che quella magia che guidava i mercati finanziari nel 2014 sia venuta improvvisamente a mancare con l’arrivo del nuovo anno. Di certo il grando protagonista, in negativo, è il petrolio. Ma non fossilizziamoci solo sull’oro nero. Tutto l’intermarket è in movimento.

Stamane il petrolio è nuovamente in forte correzione (-3% il future WTI a New York), mentre l’oro lancia un alert di decorrelazione. E le borse non possono che continuare ad essere deboli. Un trend che ha perso di tonicità e di forza. I rialzi non sono mai convinti, magari si apre bene ma poi nel corso della seduta i margini vengono erosi e si torna a performance zero. Certamente I prossimi giorni (FED; BCE e elezioni Grecia, oltre che decisioni su OMT da parte della Corte Costituzionale tedesca) pesano sul sentiment e generano incertezza.

Intermarket intraday

La griglia intermarket che ho ideato ha un timeframe intraday con uno sviluppo di 5 giornate lavorative. Quindi un grafico intraday a 5 giorni. Come già detto, il grafico intermarket intraday ha come obiettivo il cercare di fotografare lo scenario di breve periodo dei mercati finanziari.
Partendo dall’alto a sinistra (quadrante 1), e poi proseguendo via via (fino al quadrante 9 in basso a destra) troverete:

1. Future SP 500
2. Shanghai Comp Index
3. Bank Index
4. VIX Volatility index
5. T Note Gov.
6. Dollar Index
7. Future WTI
8. Gold Future
9. CRB index

intermarket-intraday-2015-01-13

La prima area (1-2-3) è relativa all’equity. Il comun denominatore di tutti i mercati è il termine “debolezza”. Il future sullo SP500 è al momento debole, come anche quello tedesco. Deboli soprattutto le banche. Lateralizza Shanghai che al momento vive di luce propria..

Seconda area (4-5-6) E’ relativa al VIX, al Dollar Index e al mercato obbligazionario. Il VIX resta in area 19. Un livello che storicamente non è elevato ma resta superiore alle medie (anomale) degli ultimi mesi. Un ulteriore segnale che la magia è sfumata via? Intanto però, in barba alle voci dei rialzi dei tassi, il Treasury USA continua nella sua corsa rialzista seguito anche dal Bund. Motivo duplice: di tassi in salita non se ne vedranno ancora per un po’ e con le tensioni sui mercati questi titoli tornano ad essere un “bene rifugio”.

Terza area (7-8-9) è quella delle commodity. Il forte e continuo rallentamento delle materie prime non è certo un buon segnale per l’economia. Una correzione che è dovuta certamente alle politiche OPEC sul petrolio, ama quando guardiamo per esempio il trend del rame, ci rendiamo conto che la questione è un po’ più ampia. Si tratta di rallentamento globale. Oro invece in controtendenza: visto che di tassi in rialzo non se ne vedranno, la motivazione è legta anche alla funzione di “safe haven” del metallo giallo e al raggiungimento di un prezzo che ormai si sta rivelando come uno “zoccolo duro” o una base di appoggio. O se preferite…di ripartenza.

MORALE: il mercato continua a manifestare la sua debolezza strutturale. Il sentiment non è quello dell’anno scorso ed è evidente il timore di ritrovarsi con un mercato con una fisionomia diversa rispetto a quella del 2014. L’ho già ripetuto un sacco di volte. Siamo entrando in una “Nuova Era” degli investimenti e nulla sarà facile come lo è stato fino ad oggi.

STAY TUNED!

Danilo DT

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