INTESA SANPAOLO tradeoption

di gremlin
28 Ottobre 2011 13:23

Intesa San Paolo è un sistema bancario multinazionale con diverse location nei paradisi fiscali. E’ uno dei principali ‘azionisti’ di Bankitalia, ha una fondazione strapotente, svolge in piena trasparenza azioni di lobbing, ovvero pressioni sul governo in carica, e ha la modestia di collegare il suo operato a un fondatore della Chiesa Cattolica, probabilmente per facilitare i suoi rapporti con lo IOR. E’ una macchina di potere assoluta, è uno dei pilastri dell’Italia. Detto questo si può ben immaginare quanto Loro siano interessati all’azionariato retail e al piccolo investitore nonchè risparmiatore. Autosostegno ai prezzi di borsa scordatevelo. I loro bond vaniglia non fanno gran concorrenza ai btp e i loro fondi d’investimento non eccellono in performance, sembrano gestiti da burocrati.
Tutto questo per dire che è un titolo SOLIDISSIMO ma totalmente inadatto per fare cassetta e dimenticarselo in portafoglio.
Tutti dovrebbero sapere ormai quanto il sistema bancario sia compromesso e che sta in piedi solo grazie a politiche monetarie espansive i cui costi indiretti, ma neanche poi tanto indiretti, ricadono sulle spalle della collettività (parco buoi).
Dopo le parole i fatti: guardate l’andamento dei prezzi dal 1987.

Dovrebbe balzare all’occhio che i guadagni realizzati nel corso degli anni vengono spazzati interamente nelgiro di poche stagioni e un mese fa ISP veniva buttata via come vera spazzatura toccando un minimo veramente intrigante: 0,85
Come si fa a tradare allora una SCHIFEZZA di questo genere? Come si fa a detenere fondi d’investimento e pensione con elevate percentuali di titoli bancari?

Strategia
Ecco la mia view.
Innanzitutto trading stretto e quindi costante monitoraggio dei prezzi del titolo e dei mercati. Si compra il sottostante e contemporaneamente si usano le opzioni sul titolo (ISPX——-.MI) sapendo che ad un’opzione corrispondono 1.000 azioni e che abbiamo anche opzioni a lunga scadenza. Vedremo in altra occasione quale opportunità ci può dare questa caratteristica che solo pochi titoli del mib possono permettersi.
Quindi l’operatività principale è tipicamente rialzista ma accompagnata da hedging in opzioni. Una forma relativamente semplice e senza alcun rischio è il classico ‘covered call’, cioè vendita di opzioni call in quantità sufficiente per coprire esattamente il sottostante, quindi una call per ogni mille titoli posseduti.
Tuttavia il covered call non protegge dai ribassi, è solo un modo per abbassare il prezzo di carico. Non è per nulla facile proteggersi da un ribasso perchè qualsiasi protezione ha un costo che il più delle volte è a fondo perso (e quindi va ad aumentare il prezzo di carico) o solo parzialmente efficace.
Lo stop loss è un altro sistema super efficace per limitare le perdite ma va gestito, nel senso che una volta che ho stoppato in perdita devo assolutamente costruirmi una nuova operatività che mi permetta quanto meno di recuperare quella perdita che ovviamente deve essere abbastanza contenuta. Le regole sull’applicazione degli stop sono tantissime, scegliete quella che vi pare ma datevi delle REGOLE, che poi però devono essere rispettate (autodisciplina).

Operatività
Acquisteremo ma solo se il titolo raggiunge 1,45 e adesso si trova sotto 1,40 quindi mettere in macchina un ordine condizionato; considerato il sentiment del momento non dovremmo sbagliarci a prendere una posizione rialzista da qui a Natale ma dobbiamo aspettare il ‘momento buono’ per entrare. Ora sta disegnando un doppio max di brevissimo e ieri ha aperto in gapup; per giunta stamattina il tentativo di prosecuzione rialzista è stato stoppato. Quindi entreremo in acquisto su rottura di 1,449 che è grosso modo il max di questa mattina (1,446). Destiniamo però a questo acquisto solo il 50% del capitale che per semplicità consideriamo equivalente a duemila azioni complessive, quindi il 50% sono mille azioni.
Stop loss a 1,19; è piuttosto ampio ma volendo operare da subito questo è il livello che mi segnala l’inversione; è anche per questa ampiezza di stop che decido di iniziare solo col 50% delle mie forze.
Decido anche di non sostenere costi di hedging ma di abbassare il prezzo di carico con la vendita di una call. Quale strike scelgo? cominciamo a guardare i prezzi sul grafico daily.

Si notano tre aree di resistenza che coincidono anche con i ritracciamenti di Fibo e per quella intermedia a 1,75 si nota anche una buona concentrazione di volumi, decidiamo allora che questo è il target price della nostra operatività e quindi venderemo una call 1.75 ma con quale scadenza? Purtroppo sulle scadenze novembre e dicembre lo strike 1.75 vale zero e quindi o si va su scadenze più lontane o si scende con lo strike; visto che la strategia è di medio venderemo allora una CALL 1.60 dicembre che al momento dell’operazione ci permetterà di incassare circa 70 euro abbassando il prezzo di carico delle azioni a 1,38 (le compreremo a 1,45).
Siccome stiamo lavorando col 50% del capitale possiamo permetterci di fare un’altra speculazione vendendo put ma quali? ovviamente sotto lo stop loss e quindi strike 1.15; in questo caso voglio assolutamente una scadenza novembre perchè i ribassi azionari mi fanno paura e non è salutare trovarsi con una put scoperta in caso di panico, ad ogni modo sto tranquillo perchè ho investito solo il 50% del mio capitale. In che cosa consiste questa ‘tranquillità’ lo spiego solo se qualcuno me lo chiede… Allora ok per lo scoperto su una put 1.15 novembre ma che cosa incasso quando il titolo arriverà a 1,45? letteralmente una miseria quindi non la vendo e nemmeno voglio prendermi il rischio su scadenza dicembre. Allora perchè tutto ‘sto parlare per una cosa che non faremo? giusto per mettere le mani avanti: se ISP invece di salire subito dovesse arretrare settimana prossima ecco che potrei valutare comunque un acquisto del titolo su CHIUSURA del GAPUP e vendere put novembre ad un prezzo maggiore; in questo caso la vendita della call potrebbe venire differita perchè mi aspetto prezzi più alti e quindi di incassare di più.
Fine prima puntata.

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