Investire nel 2026: 4 temi chiave tra Guerra Tech e Crisi Energetica

26 Dicembre 2025 09:35

E’ andato anche il Natale del 2025. Mentre voi siete alle prese con l’ultimo giro di regali o state già affettando il decimo panettone del mese, a Wall Street non si dorme mai. Anzi, si sogna. Le grandi banche d’affari hanno deciso di farci trovare sotto l’albero le loro sfavillanti previsioni per il 2026 come sempre, ma io ho cercato di andare un po’ più a fondo al fine di trovare qualcosa che veramente possa essere “disruptive” a livello previsionale.

Spoiler: la parola magica è ancora “Intelligenza Artificiale”, ma questa volta la musica è cambiata. Meno fantascienza, più bilanci. Ed è qui che deve essere posta l’attenzione.

Quattro punti da leggere con attenzione:

1) MARGINI

Fino a ieri bastava dire “AI” in una trimestrale per far schizzare il titolo in borsa. Nel 2026, la pacchia è finita. Il mercato sta entrando in quella che potremmo definire la fase “Show me the money“. Alcuni dati inquietanti suggeriscono che gli sviluppatori, in certi casi, sono diventati addirittura più lenti del 19% perché costretti a correggere il codice scritto dalle macchine.

Il 2026 sarà l’anno della verità per i margini aziendali. Non basterà più comprare vagonate di GPU da Nvidia; bisognerà dimostrare che quelle spese in conto capitale (Capex) si trasformano in utili reali. Chi riuscirà a integrare l’IA ridisegnando i flussi di lavoro vincerà, chi la userà solo come gadget di marketing verrà punito severamente dal mercato. Prepariamoci a una forte dispersione: non tutti i titoli tecnologici saliranno all’unisono.

2) ROBOTICA

E questo vale sia per l’AI intesa come sofware ma anche per la robotica applicata. Se pensavate che i robot umanoidi fossero roba da film di Isaac Asimov, dovrete ricredervi. Non stiamo parlando solo di auto a guida autonoma che ogni tanto si schiantano, ma di macchine integrate nei sistemi di gestione aziendale (ERP) che lavorano in fabbrica, nei campi e nella logistica.

Questo trend è accelerato dalla geopolitica: se l’Occidente vuole riportare la produzione a casa (reshoring) per sganciarsi dalla Cina, non può farlo con i salari occidentali. L’unica soluzione è riempire le nuove fabbriche di robot. È brutale, ma è l’economia. La sfida qui non è più solo software, ma hardware: produrre questi robot su scala industriale e farli funzionare senza che distruggano la catena di montaggio.

3) IL VASO DI COCCIO

Dimenticate la globalizzazione felice degli anni 2000. Il mondo si sta spaccando in due blocchi tecnologici: USA e Cina. E noi europei? Siamo lì nel mezzo, vaso di coccio tra vasi di ferro, a cercare di bilanciare stato sociale e spese militari.
Le materie prime sono diventate armi. Non si tratta solo di chi ha il modello linguistico più intelligente, ma di chi controlla l’energia, i semiconduttori e i minerali critici per far girare quei modelli.

Goldman Sachs lo ha ribadito chiaramente nei report di fine anno: le commodities sono al centro della competizione per il dominio dell’IA. Le aziende e i paesi saranno costretti a scegliere da che parte stare. La neutralità tecnologica non sarà più un’opzione.

4) ENERGIA

Per quasi vent’anni i consumi energetici negli USA sono rimasti piatti. Ora, improvvisamente, la curva si è impennata come non si vedeva dagli anni ’90. Perché? Perché i Data Center mangiano elettricità come idrovore.
Proprio in questi giorni (notizia AP News del 18 dicembre), le autorità federali USA hanno aperto alla possibilità per le Big Tech di collegare i loro data center direttamente alle centrali elettriche, bypassando la rete tradizionale. Capite la portata della cosa? Amazon, Google e Microsoft si stanno comprando l’accesso diretto al nucleare e al gas.

Le previsioni dicono che la domanda di energia dai data center potrebbe quadruplicare entro il 2030. Questo significa che, mentre tutti parlano di rinnovabili, il gas naturale e l’energia nucleare vivranno una seconda giovinezza. La rete elettrica è il vero collo di bottiglia dell’IA, e chi possiede l’energia possiede le chiavi del regno.

5) CHIUSURA

Il 2026 non sarà un anno per investitori passivi. La marea non alzerà tutte le barche. L’adozione dell’IA creerà vincitori e vinti, l’energia diventerà un asset strategico scarso e la geopolitica continuerà a mettere sabbia negli ingranaggi del commercio globale.

Come scrivo spesso nel mio libro (che ho quasi mandato in stampa, vi terrò aggiornati), non bisogna mai innamorarsi delle narrazioni mainstream senza guardare i fondamentali. La tecnologia corre, ma le leggi della fisica e dell’economia, come il bisogno di energia e la necessità di generare profitti, presentano sempre il conto.
Buon fine anno a tutti e occhio ai mercati.

STAY TUNED!

Danilo DT

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