ITALIA: analisi su rating e CDS giusto per il Bel Paese

17 Gennaio 2012 12:30

Outlook negativo per S&P. Cosa aspettarci in futuro e soprattutto, qual’è la corretta valutazione del debito pubblico italiano? Analisi Credit Default Swap e conseguenze su EFSF.

Downgrading massimo che ha lascato molti di stucco. In primis i paesi membri dell’Eurozona, che contestano sia il metodo di calcolo che la tempistica dell’operazione. Ecco cosa ci racconta a questo proposito l’agenzia Reuters

BRUXELLES, 16 gennaio (Reuters)L’agenzia di rating Usa Standard & Poor’s ha torto a ritenere che la zona euro si stia eccessivamente concentrando sull’austerità di bilancio ed è “strana” la tempistica di venerdì sera per la bocciatura di nove su 17 paesi dell’unione monetaria. Questo il parere della Commissione europea. “Riteniamo che sia la Ue nel suo insieme sia i singoli paesi della zona euro stiano facendo e continueranno a fare il necessario a sostegno della crescita” dice alla stampa il portavoce Olivier Bailly.
“L’idea espressa dall’agenzia di rating, secondo cui l’Europa starebbe perseguendo una strategia basata unicamente sull’austerità, è un grave frainteso” aggiunge.
“Prendiamo naturalmente atto di quanto Standard & Poor’s ha deciso venerdì scorso ma crediamo, come hanno detto il vicepresidente Rehn e la Commissione, si tratti di una decisione incoerente nella sostanza e davvero strana in termini di tempistica” conclude Bailly.

In realtà noi tutti eravamo coscienti del fatto che il Downgrading di S&P era un fatto annunciato da tempo. Ma di certo la “massività” (ben 9 paesi) e la consistenza (l’Italia e molti altri sono scesi di due gradini, e addirittura il Portogallo è diventato JUNK BOND) era attesa meno pesante e più soft. Leggetevi il sempre ottimo Bottarelli (Cliccando qui) sulla questione rating e del “complotto” mosso verso l’Eurozona “di un certo tipo”…

In realtà, poi, se andiamo a mettere in relazione i vari rating composti (S&P, Moody’s e Fitch) con i relativi CDS, scopriamo che il mercato addirittura, in preda alla depressione, alla paura e alle minacce del sistema,  si aspetta anche di peggio.

Composite Credit Rating e 5yr CDS

Sull’asse delle ascisse trovate I vari CDS a 5 anni dei vari debiti governativi, mentre sull’asse delle ordinate, ci sono i vari rating, tenendo conto che sul livello 1 troveremo i paesi con rating AAA-Aaa-AAA, e poi, progressivamente, aumentando il punteggio, si avrà un rating in peggioramento fino al livello 10 che rappresenta l’Investment Grade. Sotto al 10, ci sono i junk bond.
Ma cosa notiamo? Guardate i paesi in neretto: Francia, Belgio, Spagna, Italia ed Irlanda.
Sono molto lontani dalla linea mediana. Questo perché il loro CDS non è “conforme” (in quanto superiore) al rating cui dovrebbe corrispondere.
Un esempio?
Guardate proprio l’Italia. Come potete vedere l’Italia si trova ad un’altezza di rating pari a circa 6.5, Però con un rating di questo genere, il CDS dovrebbe essere all’incirca in area 225 Bp. Oggi invece si aggira sui 500 bp. Quindi, o registriamo un violento miglioramento della qualità del credito italiano, con un repentino miglioramento di CDS (ipotesi 1…) e quindi, mantenendo lo stesso rating attuale, si torna con un CDS a 225 bp…

..oppure c’è la seconda possibilità, che si addice ahime allo scenario attuale. Tenuto conto che l’outlook di S&P è negativo, che Moody’s e Fitch potrebbero ancora muoversi, allora non si può escludere l’ipotesi peggiore, ovvero che progressivamente, mantenendo un CDS a 500 bp, il rating composto si avvicini al famoso livello 10.
Si tratta dell’ultimo stadio dell’investment grade, il BBB- oltre il quale si apre l’area incubo del junk bond (Le cui porte si sono appena aperte sul Portogallo).

Una curiosità: ci sono anche i casi diametralmente opposti. Guardate la Colombia che è sul livello 10: Ma ha un CDS vicino a soli 150bp. Palese aspettarsi, ad esempio, per la Colombia un progressivo miglioramento del rating. Geopolitica, narcotraffico e similari permettendo.

Questi cari lettori sono gli estremi che si sono creati, e permettetemi di dire che la complicità di una serie di agenzie di rating con intenti distruttivi e non certo propositivi e costruttivi ha decisamente degenerato la situazione. Ovviamente ieri sera è arrivata la cigliegina sulla torta:

EFSF: taglio rating da AAA a AA+ “European Financial Stability Facility Long-Term Ratings Cut To ‘AA+’; Short-Term Ratings Affirmed; Outlook Developing

Era una conseguenza al downgrading della Francia. Ma come detto ieri, ora mi aspetto il corporate: banche ed assicurazioni. Se si vuole far affondare per benino l’Europa, bisogna fare un bel lavoro…

Stay Tuned!

DT

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