ITALIA: CORNUTI e MAZZIATI! (e il sistema finanziario rischia di sgretolarsi)

14 Novembre 2014 10:48

italia-cornuti-mazziatiCRISI ITALIA: il Bel Paese fa quanto ordinato dall’Europa e cosa ottiene? Un pugno di mosche. E oltre ai problemi economici resta concreta la minaccia di una crisi finanziaria. E chi pagherà? Il risparmiatore. E chi se ne sta approfittando? Vediamo se indovinate…

Quotidianamente cerco di tenermi aggiornato, cercando di capire cosa mi capita attorno. Poi, quando riesco, cerco di tradurre il tutto in un post, specie se si tratta di un qualcosa che ritengo interessante, importante e possibilmente attinente al mondo della finanza.

Negli ultimi mesi, però, trovo sempre più difficile trovare i giusti stimoli per parlarvi dell’Italia.
Continuare a contestare quanto accade, mettendo l’accento sulle tante incongruenze, follie, stranezze, stupidate e ruberie che si inventa la nostra classe politica, lo trovo quasi inutile.
La realtà è sotto gli occhi di tutti.

Ma molti non hanno ancora capito che la situazione, soprattutto in Italia è grave, molto più grave di quanto possa sembrare.

Lo ammetto, sono spesso pervaso da una sensazione di impotenza. E’ come se dentro di me una vocina mi dicesse “tanto ormai, a che serve denunciare l’ennesima vicenda marica o assurda”?
Ve lo dico da tempo immemore. La coperta è corta, anzi cortissima, gli spazi di azione sono risicatissimi e quando la politica ti dà qualcosa, viene sempre chiesto qualcos’altro in cambio.

Inutile illudersi, il futuro potrà solo macchiarsi di un ulteriore inasprimento fiscale. Si andrà a colpire “ovviamente” quello che è il grande tesoro degli italiani:

a) il patrimonio finanziario (risparmi)

b) ed il patrimonio immobiliare (case)

tasse-pressione-fiscaleI modi per farlo sono innumerevoli. Si partirà quasi certamente con il ritorno della tassa di successione (se la portano ai livelli francesi, sarà una botta clamorosa), eventuali patrimoniali sparse qua e la, un aumento dell’IVA e così via.
E la cosa che fa rabbia è il rendersi conto che in questi ultimi anni abbiamo fatto tanti “compitini a casa”, proprio come ordinava l’Unione Europea.

Il Governo Monti è stato il governo dell’austerity, quello che ha riportato il paese sulle coordinate europee: “ce lo chiede l’Europa”. Ricordate?
Io non voglio esprimere giudizi sull’operato di Mario Monti. E’ stato un “burattino” della Germania, ha fatto ciò che l’Unione Europea imponeva e che doveva essere fatto per evitare l’arrivo della Troika.
Negativo perché ci ha regalato una fase di austerity che ci ha massacrato, ma che era necessaria altrimenti, cari amici, sarebbe arrivata la Troika. Siamo sicuri che sarebbe stato meglio?
La cosa secondo me più negativa è un’altra e la spiegano bene Lops e Gentili su Il Sole 24 ore:

Tra i 18 Paesi dell’Eurozona l’Italia è il Paese che ha perso più di tutti (se si esclude la Grecia che ha visto crollare il Pil reale del 23%): il Pil reale italiano è diminuito dell’8,7% (segue Cipro con -7,5%). […] Tra i Paesi che sono stati colpiti dagli attacchi speculativi l’Italia è quello che durante la crisi ha fatto meglio di tutti i compitini a casa e cioè é tra quelli che ha generato meno deficit/Pil (26% cumulato dal 2007 al 2014 secondo i calcoli e le stime del Fondo monetario internazionale). Per fare un confronto la Grecia ha generato una spesa a deficit del 65%, l’Irlanda dell’80%, la Spagna del 56%, il Portogallo del 46%. Insomma, i Pigs hanno cercato di rilanciare la crescita utilizzando molto più dell’Italia la leva fiscale (deficit governativo). E anche la Francia (da molti considerato il nuovo malato d’Europa) ha fatto più deficit dell’Italia per reagire alla crisi (38% del Pil). […] Dal 2007 lo stock di debito nominale italiano (in termini percentuali) è aumentato del 33%, in linea con l’aumento della Grecia e meno di quello della Germania (+ 34%). Quello irlandese è cresciuto del 332%, quello spagnolo del 166%. Il debito di Cipro è raddoppiato, lo stock a leva del governo francese è cresciuto del 65%. (IS24H)

italia-pigs-crollo-pil-economia

Cosa si vuole arrivare con tutto questo mio discorso? Semplice, lo leggete dal titolo del post: ITALIA, cornuti e mazziati.

Abbiamo fatto quello che ci ha “chiesto l’Europa” e l’Europa cosa ci ha dato in cambio? Nulla, anzi ha continuato a togliere, a stringere la cinghai, a non permetterci NULLA per poter ripartire.

Ma siamo onesti, cosa gliene frega alla Germania se il nostro PIL, come scritto, crolla e perdiamo in competitività ed efficienza. Chissenefrega se gli Italiani sono sempre più deboli, anzi, ci vuole un’area di debolezza in Eurozona che compensi la forza e la crescita virtuosa dei paesi più solidi (Target2 insegna ed illustra, no?).

terget2-grafico-eurozona

Mi spiace, io sono sempre stato filo Europeista e continuo ad esserlo, però adesso BASTA.

BASTA per orgoglio e per giustizia.
BASTA a questa Europa montata con lo sputo, guidata dai paesi nordici a loro uso e piacere.
BASTA all’austerity fine a se stessa.
BASTA a questa Eurozona dove ci si ostina a chiamarla Unione Europea quando di UNIONE non c’è nulla se non una moneta in comune. E STOP.
BASTA a regole rigide che non danno margini di uscita dalla crisi ai paesi più deboli.
BASTA alla politica dove “comunque vada, sarà un successo” per i soliti noti mentre per gli altri….
BASTA ad una BCE che non è una banca centrale ma un’organizzazione che non può fare gli interessi di un’Europa troppo eterogenea e divisa.
BASTA ad un progetto dove non esiste Unione Fiscale
BASTA ad un’Eurozona dove le discriminazioni sono all’ordine del giorno e non esiste futuro.

Potrei continuare per ore ma voglio fermarmi.

Se per alcuni “comunque vada sarà un successo”, per altri non riesco a vedere concretamente la luce. E tra questi ovviamente c’è l’Italia.

Vi state disperando? No, vi prego, non è il caso, il post non è ancora terminato…

Il castello di sabbia della finanza

Se fino ad adesso la situazione è preoccupante, guardando lo scenario economico, allora cosa dire se guardiamo anche il resto?

Chi segue il blog sa benissimo che il mondo della finanza è stato gonfiato ad arte dalla politica monetaria.
Mi è capitato di leggere un report di George Magnus, un noto economista di UBS, il quale dice:

“Viviamo un momento di calma apparente ma occorre fare attenzione. Quanto sta accadendo lascia presagire un fatto: che si stanno creando le condizioni per una nuova grande crisi. Volatilità e tassi di interesse ai minimi, borse in perenne BULL MARKET, e così anche il mercato obbligazionario. Tutto questo mi ricorda quanto è accaduto nel 2007. La grande crisi che poi è esplosa nel 2008 con il default di Lehman Brothers”.

Non posso dargli torto, il ragionamento non fa una grinza. Senza sfociare nell’estremo pessimismo di Marc Faber (sono ormai anni che prevede un crollo devastante dei mercati), e guardando oggettivamente quanto sta accadendo, è evidente che la politica monetaria è stata protagonista. Ma anch’essa oggi non è più efficace.

Il cavallo non beve”, come dice Keynes, segno che. Gli interventi delle banche centrali sono inutili, poiché – come diceva John Maynard Keynes e come spiegherebbe oggi questo momento:

“Si comprimono i crediti, la liquidità prodotta dalle banche centrali (vedi BCE) non ha più effetti SE NON per le banche che utilizzano il denaro per fare trading e gonfiare ulteriormente la bolla”.

E nel dubbio, si aumenta l’esposizione sui derivati che MAI come oggi sono volumetricamente presenti.
Ok, vi state per disperare? Calma, il post non è ancora finito…

bail-in-priorita-salvataggioChi salva chi: si passa dal bail out al bail in

Se vogliamo proprio chiudere questo post in bellezza, allora non posso che parlarvi della nuova superlativa Unione Bancaria e sulle nuove regole del bail-in.

In massima sintesi, posso dirvi che è cambiata la normativa. Se nel 2008 a salvare le banche sono state le banche centrali, da oggi non sarà più così. Si passa dal bail OUT al bail IN, ovvero se si rompe qualcosa a pagarne le conseguenze saranno i clienti stessi delle banche. Fantastico no? Certi istituti fanno disastri nella gestione del denaro, della leva finanziaria, dei derivati e poi chi paga? Gli ignari clienti. Ricordate cosa avvenne a Cipro? Un caso scuola che ahimè sarà un modello scuola per eventuali crisi future.

Una ultima precisazione. Non credo di essere un folle visionario. Ho parlato recentemente con un personaggio molto vicino al mondo delle banche centrali (chi ha orecchie per intendere…intenda) il quale mi ha fatto capire che nei “salotti che contano” sanno benissimo che il sistema finanziario è FRAGILISSIMO e che per certi versi le stesse banche centrali sono schiave delle stesse banche.

don-t-panic-and-ok-panicVolete sapere qual è la VERA mission delle banche centrali oggi? E’ mantenere lo STATUS QUO, cercare di mantenere bassa la volatilità ed i rischi, calmierare gli eccessi e fare il possibile per mantenere tassi bassi per un lunghissimo tempo, evitando così qui rialzi che potrebbero rendere insostenibile un sistema finanziario basato sul debito che, a quel punto diventerebbe INESIGIBILE e si sgretolerebbe con estrema semplicità.

Bene, il post è finito. Se proprio volete preoccuparvi, ora potete farlo.

STAY TUNED!

Danilo DT

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