ITALIA e il taglio del rating di MOODY’S: il downgrade, la minaccia, la ricetta
Il rating per l’Italia è cambiato per Moody’s. Restiamo però investment grade e l’outlook ci viene lasciato neutrale. Nel male, credetemi, poteva andarci molto peggio. Quanto ha fatto Moody’s è probabilmente il minimo sindacale, probabilmente perché il DEF è ancora in fase di “elaborazione” e potrebbe essere rivisto.
Ora lunedi sarà il giorno dello spread. Tutti con gli occhi puntati sul differenziale tra il BTP italiano e il Bund tedesco, il più comune indicatore che rappresenta, infatti, la percezione che gli investitori hanno sulla solvibilità di un Paese.
Per la cronaca vi ricordo che se le agenzie di rating abbassano ancora di un altro livello la valutazione del nostro Paese la BCE non può più acquistare titoli di Stato. Ma non solo. Pensate a tutti quei prodotti finanziari che sarebbero costretti di liquidare tutti gli asset italiani, diventati in un amen dei “titoli spazzatura” (junk bond).
Ma tutto questo lo vedremo nelle prossime ore. Intanto però vi consiglio di leggere con attenzione le motivazioni di Moody’s.
(…) Due i fattori chiave: la manovra di governo, che punta a decifit di bilancio più elevati nei prossimi rapporto debito pubblico/pil che secondo i tecnici dell’agenzia probabilmente si stabilizzerà sempre nei prossimi anni attorno al 130%, contrariamente alle ipotesi previste di riduzione. Ma non solo: con l’andamento del debito pubblico soggetto a prospettive di crescita deboli, il rapporto debito/pil potrebbe ulteriormente aumentare. (…) [Source]
Ma questo era intuibile. Ma ecco l’elemento più importante.
(…) Quanto all’outlook stabile, secondo Moody’s riflette i punti di forza del Paese: dal’economia ampia e diversificata agli ingenti avanzi delle partite correnti, agli investimenti internazionali nel Paese, all’alto livello di ricchezza delle famiglie italiane potenziale cuscinetto e fonte di possibile finanziamento per il governo. (…)
Avete letto bene il motivo per cui l’outlook è al momento stabile? Il perché lo raccontavo qualche giorno fa in questo post (CLICK HERE):
Ma non solo. Perchè Moody’s non parla dei CIR ma di un’altra cosa che sicuramente avrete già indovinato. Ora credo sia chiaro a tutti che il Governo, su invito delle grandi istituzioni internazionali, già sta pensando a qualcosa di invasivo. No, non pensate ai CIR. Ma a qualcosa di molto più strong.
STAY TUNED!
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