ITALIA e Scandalo DERIVATI: buco di 8 miliardi di Euro

Si tratta di contratti in scadenza stipulati negli anni ’90 per poter entrare artificiosamente nell’Euro
State pur certi che quando si inizia a sentire la paura e le tendenze iniziano a scricchiolare, ecco che a pioggia tutte le news negative più inattese vengono fuori: Questa volta la news arriva da Londra e dal prestigioso giornale finanziario Financial Times il quale ci ricorda che l’Italia aveva fatto nel 1990 una serie di derivati, proprio per poter entrare nell’Euro, contratti che sono in via di scadenza.
Il FT cita proprio un documento della Corte dei Conti che risale proprio a quel periodo che confermerebbe quanto detto.
La cosa curiosa che allora l’attuale presidente della BCE, Mario Draghi, era il direttore generale del Tesoro Italiano.
La perdita che dovrebbe colpirci è pari a 8 miliardi di euro, una cifra “monstre” che ovviamente tuona nel palazzo del potere, dove si stanno facendo i conti per poter capire come rinviare il pagamento dell’IVA.
Il rapporto – mette in evidenza il Financial Times – si riferisce solo alle «transazioni e all’esposizione sul debito nella prima metà del 2012, inclusa la ristrutturazione di otto contratti derivati con banche straniere dal valore nozionale di 31,7 miliardi di euro. Il rapporto lascia fuori dettagli cruciali e non fornisce una quadro completo delle perdite potenziali dell’Italia. Ma gli esperti che lo hanno esaminato – aggiunge il Financial Times – hanno detto che la ristrutturazione ha consentito al Tesoro di scaglionare i pagamenti dovuti alle banche straniere su un periodo più lungo ma, in alcuni casi, a termini più svantaggiosi per l’Italia».
The report does not specify the potential losses Italy faces on the restructured contracts. But three independent experts consulted by the FT calculated the losses based on market prices on June 20 and concluded the Treasury was facing a potential loss at that moment of about €8bn, a surprisingly high figure based on a notional value of €31.7bn.
Italy does not disclose its total potential exposure to its derivatives trades. The experts contacted by the FT, who declined to be named, noted that the report revealed just a six-month snapshot on a limited number of restructured contracts.
Early last year Italy was prompted to reveal by regulatory filings made by Morgan Stanley that it had paid the US investment bank €2.57bn after the bank exercised a break clause on derivatives contracts involving interest rate swaps and swap options agreed with Italy in 1994.
An official report presented to parliament in March 2012 found that Morgan Stanley was the only counterparty to have such a break clause with Italy and disclosed, for the first time, that the Treasury held derivatives contracts to hedge some €160bn of debt, almost 10 per cent of state bonds in circulation.
The Bloomberg News agency calculated at the time, based on regulatory filings, that Italy had lost more than $31bn on its derivatives at then market values.
Non vengono nominate banche, non vengono forniti ulteriori dettagli. Ma è chiaro che quei contratti derivati sono figli di un aggiustamento voluto, come detto , per poter entrare artificiosamente nell’Euro quando non si avevano i numeri necessari. Nel 1995 l’Italia aveva un deficit di bilancio del 7,7%. Nel 1998, l’anno cruciale per l’approvazione del suo ingresso nell’euro, il deficit si era ridotto al 2,7%.
Ovviamente bocche cucite nei ministeri e alla Corte dei Conti. Certo è che abbiamo a che fare con l’ennesima voragine in un sistema finanziario già palesemente debole, con la benedizione di un sistema politico incompetente (da sempre) e un pool di banche d’affari che ovviamente, non si fanno certo problemi di etica.
Dopo l’asta di ieri, non certo entusiasmante, sarà interessante vedere oggi come si comporterà lo spread BTP Bund
STAY TUNED!
DT
