ITALIA: economia a passo di gambero. Basta austerity, bisogna puntare allo sviluppo!
PIL che torna ai livello del 2000, rapporto debito PIL ai livelli del Fascismo. La storia insegna. La Grecia anche…
I dati macro usciti nelle ultime settimane hanno dipinto un quadro economico veramente cupo per il Bel Paese. Un’Italia totalmente in crisi. In crisi sul lato dell’occupazione, della competitività, della produzione.
Un’Italia in piena recessione, un’Italia che deve cambiare. Un’Italia che è andata a votare e l’unico esito chiaro è stata la riluttanza del popolo italiano al piano di austerity fine a se stesso. E i numeri macroeconomici danno ragione al popolo.
Infatti quanto è accaduto fino ad ora è legato a quel modello di austerità alla tedesca, che è ben distante dal modello di crescita americano.
Certo, resta ampiamente discutibile il piano espansivo della FED, mirato a finanziare una crescita che sarà certamente farlocca, ma per lo meno non ha fatto perdere al paese la competitività, il tessuto produttivo ed anche il sentiment positivo dei consumatori. Ora col sequester ci sarà un primo stop a questo piano espansivo, ma nel frattempo l’indice USA è sui massimi storici, la disoccupazione è calata (o se preferite non è salita, visti i dati). Le aziende fanno utili, le banche si sono sistemate un pochetto, l’economia USA continua a NON essere in recessione, visto che si prevede un +2.5% di PIL per il 2013.
E noi invece? Guardate questo grafico. Per farla molto breve ci siamo persi per strada 13 anni, visto che il nostro PIL è tornato ai livello del 2000!
Grafico: il PIL italiano
E sinceramente non mi importa un fico secco di quanto dice l’OCSE nelle sue analisi ottimistiche. Purtroppo per raggiungere quei “target” occorre vedere quello che accadrà a livello macroeconomico globale, senza poi dimenticare le elezioni.
L’Ocse lancia segnali di ottimismo verso l’Eurozona dove la crescita sta per ripartire. Di più: in Italia e Francia non dovrebbe esserci un “ulteriore deterioramento” della situazione economica. A dirlo è il superindice Ocse per gennaio 2013, che continua a mostrare “percorsi divergenti” tra le due sponde dell’Atlantico, ma con un miglioramento della situazione in Ue.
“Nell’insieme dell’Eurozona, e in particolare in Germania, il superindice punta a una ripresa della crescita”, con un +0,16% su base mensile, dopo il +0,13% di dicembre, spiega l’Ocse in una nota. L’Italia e la Francia, le due grandi economie europee in maggiore difficoltà, non mostrano segni di “ulteriore deterioramento”, con un superindice che riprende il percorso in positivo, aumentando rispettivamente dello +0,11% e +0,05% rispetto a dicembre. (Source)
Queste sono speranze. E’ giunto il momento di cominciare a guardare con serietà al futuro, con piani concreti. Signori, è l’ora di togliere gli sbarramenti imposti dai tedeschi, aprire le strade agli investimenti, allentare i cordoni dell’austerity e far capire a Bruxelles che non si può andare avanti così. Ci vuole un piano per lo sviluppo, con tanto di stimoli, anche fiscali, per il settore privato e per l’industria in particolare, altrimenti è finita. Certamente la nostra situazione debitoria è molto complessa, ma se non si interviene in questa direzione, l’economia italiana non farà che peggiorare ed a rimetterci ci sarà anche la Germania stessa. Immaginate infatti gli effetti di un ulteriore peggioramento del tessuto economico italiano sulla solvibilità del nostro debito. La Grecia non ha insegnato nulla?
Coefficente di Gini
L’ISTAT ha redatto uno studio da cui emerge che tra il 2010 e il 2011 il cosiddetto indicatore della «grave deprivazione» sale dal 6,9% all’11,1%: ciò significa che 6,7 milioni di persone sono in difficoltà economiche, con un rialzo di 2,5 milioni in un anno. Cresce inoltre il livello di disuguaglianza, quello misurato attraverso il rapporto tra il reddito posseduto dal 20% più ricco della popolazione e il 20% più povero: si va dal 5,2% del biennio 2008-2010 al 5,6% del 2011. Si tratta di sperequazione economica. La società si sta spaccando, la classe media sta definitivamente morendo. Come mai vi parlo di questo? Perchè si sta sottovalutando il DRAMMA SOCIALE a cui stiamo andando incontro. Ripeto: La Grecia non ha insegnato nulla? Credete che qui in Italia non arriveremo ad un conflitto sociale fortissimo se non si interviene con la massima urgenza? Stiamo affogando…nel debito e nell’austerity. Un mix MICIDIALE che non ci dà scampo se non si interviene in modo CONCRETO.
A proposito di debito…una piccola curiosità. Il debito pubblico, come sapete bene, ha raggiunto i massimi storici, ma il rapporto debito PIL è stato anche peggiore. Ma quando? Oggi abbiamo ritrovato i livelli che c’erano nel periodo fascista.
Interessante cosa è successo dopo. BOOOOOOOM ! Crollo del rapporto debito PIL. Purtroppo la storia insegna. Sono state le guerre ad “azzerare” e permettere di ripartire… Questa volta, però, la Guerra è finanziaria. Non ho niente altro in mente che un haircut. Ma ora i tempi non sono assolutamente maturi. Ipotesi lontana nel tempo ma da tenere sempre in considerazione. Sopratutto se non si troveranno dei compromessi con l’UE in merito al maledetto fiscal compact.
Rapporto DEBITO/PIL
STAY TUNED!
DT

