ITALIA ed il futuro del debito pubblico: conflitto sociale o socializzazione?
Credo che oramai tutti siamo coscienti del fatto che il debito pubblico italiano sia difficilmente esigibile. In un’ottica di lungo periodo o si trovano delle strade che portano ad una “socializzazione” del debito tramite l’Eurozona (Eurobond o similari) oppure sarà necessario dare un taglio a quel 130% di debito /PIL che ci grava sulle spalle (haircut).
Da diverse parti però si è letto che questo 130% è record. In realtà non è così.
Questo grafico lo testimonia.
Debito Pubblico/PIL ITALIA: come ai tempi di Benito Mussolini
Fra i Paesi membri dell’Eurozona, il rapporto debito PIL più alto è quello registrato in Grecia (160,5%), segue l’Italia (130,3%), poi Portogallo (127,2%) e Irlanda (125,1%), mentre quello più basso lo si registra in Estonia (10%), Bulgaria (18%) e Lussemburgo (22,4%).
Ma come vedete oggi il rapporto Debito pubblico/PIL italico non è al top storico, bensì è pari a quello visto negli anni ’30, anzi, per essere più precisi, nel 1925, in piena era Mussolini.
E nella storia potete notare che il rapporto è arrivato anche a quota 160%.
Ma poi il debito è rientrato brutalmente. Come? Nell’area che ho delimitato in arancio. Perché non è una situazione ripetibile? Perché quel correttore si chiama guerra Mondiale. E in azzurro ho segnato il debito ante PRIMA guerra mondiale.
Morale, la storia insegna che le guerre hanno “sistemato” molto spesso i conti pubblici e le bolle. Oggi…si tratterà di guerra o meglio conflitto sociale? O forse di Socializzazione del debito? Ai posteri l’ardua sentenza.
STAY TUNED!
DT
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