ITALIA nel BARATRO: un KO che rischia di diventare LETALE

4 Aprile 2020 18:01

Non avevamo certo bisogno di grandi conferme: però la violenza del crollo di questo indicatore è semplicemente sbalorditivo.
Torniamo a parlare dell’Italia. Un paese che già di suo era sull’orlo della recessione, sommersa da debito pubblico, da una bassa produttività e da un PIL che non riusciva a salire se non del fatidico “zero virgola”.
La crisi per il Covid-19 ha ovviamente enfatizzato le cose, portando però il povero Bel Paese, che era già in difficoltà, in pieno collasso.
Venerdì è uscito un indice, il Markit/ADACI services PMI, un indice che misura lo stato di fiducia del settore terziario in Italia.

MAI e ripeto MAI si è visto l’indice a questi livelli e MAI dico MAI si è visto nella storia un così rapido collasso dello stesso. Ma non solo, le aspettative per la prossima rilevazione sono per un’ulteriore peggioramento.
Qui non si parla di rischio recessione, perché è palese che stiamo vivendo la PEGGIOR recessione della storia. La questione è MOLTO più delicata. Qui stiamo creando il DESERTO economico, l’azzeramento della nostra storia e del nostro potenziale.

(…) Gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno colpito il settore italiano dei servizi nel mese di marzo, causando la più rapida contrazione dall’inizio dell’indagine. Le aziende intervistate hanno collegato questa flessione alle misure di emergenza e alle chiusure imposte per arginare la diffusione del Covid-19. (…)

Ovvio, il lockdown ha dato il colpo di grazia. DECAPITAZIONE.

(…) Anche i nuovi ordini e l’occupazione hanno registrato crolli record mentre le aspettative sull’attività sono scese ad un minimo record. (…) L’Indice destagionalizzato delle Attività Economiche, ovvero l’indice principale di questo report, calcolato grazie ad una singola domanda che chiede alle aziende monitorate di paragonare l’andamento dell’attività del mese in corso rispetto a quello precedente, ha indicato a marzo 17.4 precipitando da 52.1 di febbraio (…) Tale tracollo ha indicato il calo più forte dall’inizio della raccolta dei dati (…)

Commentare questi dati e questo report, che potete vedere voi stessi CLICCANDO QUI,  è assolutamente superfluo, sono notizie che si commentano da sole.

(…) Il tasso di riduzione dei posti di lavoro è stato il più rapido in più di 22 anni di raccolta dati risultando generalmente elevato. (…) L’Indice dell’Attività Futura si è posizionato su un valore inferiore alla soglia neutra di 50.0, facendo intendere che le aziende del settore terziario prevedono un calo dell’attività nei prossimi dodici mesi. L’ottimismo inoltre è crollato al minimo storico. (…)

Se poi vogliamo rincarare la dose, eccovi l’indice composito. Per la cronaca gli Indici Compositi PMI sono medie ponderate degli indici comparabili PMI dei settori manifatturiero e terziario. Tale ponderazione rispecchia la relativa portata dei due settori, manifatturiero e terziario, secondo i dati PIL ufficiali. L’Indice della Produzione Composita in Italia è una media ponderata dell’Indice della Produzione Manifatturiera in Italia e dell’Indice dell’Attività Terziaria in Italia.

Più che normale, cari signori. Perché NESSUNO può sapere quando ci sarà la ripartenza. E questo fatto deve essere di GRANDE aiuto per chi cerca di trovare il bandolo della matassa.
Impossibile stabilire a tavolino quando si uscirà dalla crisi e quando ci sarà la parvenza di una ripartenza. IMPOSSIBILE perché c’è totale INCERTEZZA sul QUANDO questo avverrà. E fino a quando non avremo questo dato, staremo parlando del nulla.
Con questo intendo dire che avremo sempre a che fare con dati macroeconomici pessimi e sentiment ai minimi.
Ecco perché continuo a rompere le scatole con gli unici grafici che contano in questo momento, ovvero questi.

COVID-19 ITALIA: la situazione

CORONAVIRUS: crescita contagi in ITALIA

COVID-19: situazione globale

I primi due grafici ci fanno vedere una situazione in Italia che sarà anche migliorata ma siamo sempre BEN lontani purtroppo da vedere quel famoso appiattimento che poi dovrebbe portare all’azzeramento dell’aumento del numero dei contagiati. Il lockdown ha portato il tasso di contagio a +4% come crescita. Ma ancora si continua a salire. Ma soprattutto occhio all’ultimo grafico. Lasciando da parte la Cina, su cui potremmo discutere per ore, guardate innanzitutto la Spagna, che è quasi al nostro livello di contagio malgrado sia sulla scala temporale circa una settimana indietro rispetto a noi. E poi gli USA. Un grafico semplicemente FUORI CONTROLLO.
Poi ognuno pensi e dica quello che crede. Però a me sembra così.

ITALIA: ora o mai più

Tornando al nostro Bel Paese, discorso che vale ovviamente anche per gli altri stati, occorre quanto prima avere delle risposte ed è FONDAMENTALE secondo me, a questo punto, andare a redigere un piano di IPOTESI per iniziare a ragionare sulla ripartenza, per non farsi cogliere impreparati. Una ripartenza che dovrà essere il più possibile graduale, ma allo stesso tempo sufficientemente dinamica per poter permettere al tessuto economico di ripartire. Questo deva farlo il Governo, SUBITO. Perché lo ripeto, non possiamo farci cogliere impreparati. Non perché io penso che si tornerà come prima ma perché bisogna fare il possibile per salvare tutto il salvabile. E credetemi, ho paura he il salvabile sarà veramente poco.

“Il dilagare del Covid-19 è la crisi di tutti e i Paesi dell’Unione Europea devono affrontare insieme l’emergenza coronavirus, pena il fallimento generale.” (P. Gentiloni)

Questa affermazione da parte di un personaggio che più piacere o meno, vale per l’Italia in primis, perchè da soli non ce la facciamo. Secondo molti, questa è l’occasione che da questa vicenda si possano gettare le basi per un “nuovo modello” di sviluppo economico e sociale. Per certi versi potrebbe anche essere possibile. Ma quello che preoccupa è che manca una qualsiasi organizzazione, coordinamento, piano d’azione. E poi la mentalità: quella il Covid-19 mica se l’è portata via…

(…) “Come ha detto Angela Merkel – ha detto Gentiloni in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt – questa crisi è la peggiore dalla seconda guerra mondiale. E questa volta non ci saranno né vincitori né vinti in Europa.”  (…)

Negativo mio caro, la crisi della Seconda Guerra mondiale rischia di diventare una passeggiata sopratutto in vista del “dopo”. Proprio perchè la ripartenza rischia di diventare la nostra agonia e non il “boom economico”.

(…) “Se non troviamo una risposta comune a questa crisi usando argomenti diversi in Italia e in Francia rispetto a Germania o Paesi Bassi. Ecco perché é così importante trovare una risposta comune a questa crisi. Gli Stati europei non hanno futuro da soli. Abbiamo bisogno dell’Europa, del mercato comune, della moneta comune e di tutto quello che abbiamo costruito negli ultimi decenni. In questa crisi dobbiamo anche salvare l’Ue“. (…) (Source)

Beh, credo che ci sia ben poco da salvare nell’UE. Ormai QUEL tipo di UE è finito, morto e sepolto. Se si vuole rifondare, allora è un altro paio di maniche, ma nutro forti dubbi sul “dopo”. Intanto cerchiamo di salvare il salvabile, a qualunque costo, e chissenefrega degli altri paesi. E poi domani, sarà un altro giorno.

STAY TUNED!

Danilo DT

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