ITALIA: Tagliare, tagliare, tagliare. Ma nessuno pensa alla crescita economica?

29 Agosto 2011 16:00

Permettetemi un piccolo e rapido “pensiero della sera”.

In questi giorni stiamo assistendo all’ennesima barzelletta sulla manovra finanziaria. Dal documento originario (lasciamo stare se condivisibile oppure no) ormai si fa la gara per chi riuscirà a portare il maggior numero di modifiche cercando però di non modificarne gli importi. Quindi, in perfetto stile matematico (proprietà commutativa), cambiando gli addendi senza modificarne il risultato.

Bene bravi bis.

Chi vuole accontentare i piccoli comuni e le province (amministratori locali), chi vuole accontentare i pensionati, chi gli imprenditori. Insomma, anche stavolta non ci smentiamo e siamo alla caccia della ormai leggendaria “Soluzione all’italiana” dove si mettono i piedi in più scarpe e si cerca di accontentare tutti.

Ragazzi carissimi. Ma proprio non volete capire! Questa volta non è come le altre volte. Qui non si scherza più! Qui la situazione è difficilissima!
Ma non solo. E questo è secondo me il nocciolo della questione.
Siamo tutti ossessionati dal quel maledetto rapporti che si chiama “debito/PIL”. Oggi è pari al 120% ed è esattamente il doppio di quanto dovrebbe essere (60%).
Ma se proprio voi, cari politici, siete così intraprendenti del cambiare gli addendi, perché non capite che per migliorare il rapporto debito PIL non occorre solo abbassare il numeratore (debito) ma occorre soprattutto scegliere la strategia “virtuosa” cercando invece di far crescere il denominatore (PIL).

Essì, miei cari. E’ FONDAMENTALE puntare sulla crescita economica e non solo sul taglio del debito e della spesa (deficit pubblico).
Mi sembra talmente banale… Se non c’è crescita, non sussistono le condizioni strutturali per intraprendere attività economiche. Se si aumenta la pressione fiscale, in modo scriteriato, non si fa altro che danneggiare ulteriormente il già debole tessuto economico. Ci ritroviamo con concreto rischio di avere una pressione fiscale ai massimi storici. Ma siamo sicuri che sia la strada giusta per uscire dalla crisi? La risposta è NO NO NO: e ve lo ripeto ancora: NO!
Occorre quindi che i politici diano una prova di maturità. E nello stesso tempo anche gli italiani la devono dare.
Perché noi possiamo anche darci le “pacche sulle spalle”, noi possiamo anche cercare le soluzioni “all’italiana”. Ma poi chi paga è sempre Pantalone. E state pur certi che, se non si cambia registro, la Grecia è più vicina di quanto si possa pensare.
Scusate la provocazione. Ma non si può andare avanti così.
Gentilmente qualcuno lo può dire a Silvio & Co. (ovvero tutti i politici)?

NB: intanto lo spread Bund BTP staziona a 285 bp grazie a Mamma BCE che si è caricata l’onere di sostenere il mercato, ma il CDS sull’Italia va a 380 bp, ben distante dallo spread. Varrà pur dire qualcosa, no?

Stay Tuned!

DT

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