La BCE delude i mercati. Dollaro USA vola a 1.09

Il meeting BCE di oggi pomeriggio ha avuto un protagonista atteso ed ovvio. Mario Draghi, il quale, nel suo intervento, ha motivato le decisioni prese.
La reazione dei mercati è stata molto forte: potremmo sintetizzare il tutto con una parola: DELUSIONE. In sintesi ecco cosa è stato deciso:
a) Tassi sui depositi abbassati a -0.30%
b) Espansione temporale del QE Europeo fino a marzo 2017 ed oltre, se necessario
c) Mantenimento del volume mensile degli acquisti pari a 60 miliardi di Euro
d) Reinvestimento dei proventi dalle transazioni finanziarie fino a qui effettuate
e) Ammissione nel programma di acquisto anche di strumenti di debito regionali emessi da istituzioni sempre dell’Eurozona
f) Si continua con il programma di LTRO e MRO
g) STOP
Quindi niente tasso REPO negativo e soprattutto niente aumento dei volumi di acquisto mensile.
Ma attenzione, a rincarare la delusione sui mercati è stata la comunicazione sull’inflazione prevista, che è vista in peggioramento (rischio deflazione?) con una crescita del PIL Eurozona leggermente migliore delle attese.
Projections foresee annual real GDP increasing by 1.5% in 2015 (1.4% in Sept), 1.7% in 2016 (1.7%) and 1.9% in 2017 (1.8%)
Projections foresee annual HICP inflation at 0.1% in 2015 (0.1% in Sept), 1.0% in 2016 (1.1%) and 1.6% in 2017 (1.7%) (Source: BCE)
. Credo che, quando lo rileggerete, capirete che molto era già interpretabile dai mercati. E il sottoscritto non era poi così lontano dalla realtà dei fatti… Pensavo che “molto fosse già scontato dai mercati” ma molti invece confidavano ancora sull'”effetto sorpresa”. Attese deluse, con reazione dei mercati “esplosiva”. Mentre sto scrivendo il Dollaro USA tocca quota 1.09 contro Euro.
Nella conferenza Draghi ha poi difeso a spada tratta l’operato del QE Europeo. Non è sbagliato, anzi, se non ci fosse stato, l’inflazione europea sarebbe ben altrove. Vero, ma è altrettanto vero che ci sono elementi che poco hanno a che fare con la BCE (vedasi il petrolio) che influenzano in modo determinante il tasso inflazione. Questo raffredda un po’ gli animi e anche l’Euro…
Si chiude la conferenza con una promessa: molto è stato fatto ma molto si può ancora fare, se sarà necessario.
(Ulteriori aggiornamenti nei commenti)
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