LA CRESCITA
Cari amici, vi giuro che non avrei voluto tediarvi con le cose che sto per raccontarvi. In fondo ero pure stufo di dover riportare tutte le settimane le serie di dati che uscivano sempre più negative e l’infinità sfilza di anomalie riscontrabili nelle stesse.
Ma anche oggi, per l’ennesima volta, la statistica made in USA ha mostrato interamente la sua vera faccia.
Saprete già tutti che il PIL del secondo trimestre del 2011 ha indicato una crescita economica dell1.3% su base destagionalizzata e annualizzata. Quindi non aggiungerò altro in merito a questo se non la seguente tabella che mostra l’andamento del medesimo indicatore macroeconomico negli ultimi anni.
Credo che ci siano poche intelligenti parole per descrivere lo strepitoso successo ottenuto da Bernanke e soci nel combattere la crisi dell’eccesso di debito eccedendo dippiù con altro debito. Sceglietele voi a seconda dalle vostra personale sensibilità ricordando che sono solo numeri dietro ai quali non si cela nulla di reale… almeno così qualcuno vorrebbe che la pensassimo. Per la cronaca, siamo tornati al GDP reale del terzo trimestre 2007.
È andata un po’ meglio per il GDP nominale che non sconta in alcun modo l’incremento inflazionistico dei prezzi. La seguente tabella vi mostra anche quanto è andata meglio…
Non è molto interessante conoscere questo dato, tuttavia permette un confronto omogeneo ( in dollari correnti ) tra il valore delle crescita economica registrato nel periodo 2007 – 2011 e l’incremento dello sforzo finanziario che è stato necessario implementare per ottenere la crescita stessa.
A fronte di 750 miliardi di crescita nominale avvenuta tra il quarto trimestre del 2007 e il secondo trimestre del 2011, il debito pubblico statunitense è incrementato di circa 5100 miliardi di dollari e la FED ha acquistato escrementi per oltre 2000 miliardi. Non so se qualcuno di noi avrebbe potuto fare di peggio. Probabilmente avrebbe avuto più senso pigliare i milioni di disoccupati statunitensi, metterli a scavare buche e fargliele poi riempire.
Ma chiudiamo qui la parentesi GDP perché voglio invece mostravi cosa altro è stato comunicato oggi sempre in ambito della crescita americana…
La giornata odierna è infatti anche foriera di revisioni al GDP.
Eh si, perché ogni volta che il GDP risulterebbe decrescere, grazie a un qualche benevole demiurgo sovrannaturale e onnipotente succede che in quel momento sia anche tempo di revisione.
Così, ad esempio, il GDP corrente del primo trimestre del 2011 passa da 15006.4 miliardi di dollari (maggiore di quello comunicato oggi pari a 15003.8) a 14867.8 miliardi assicurando che i 15003.8 comunicati oggi non impongano di scrivere il segno meno davanti al tasso di finta crescita dell’economia statunitense.
Praticamente la revisione ha tolto 134 miliardi al GDP reale del 2010, 180 miliardi a quello del 2009 e 77.6 a quello del 2008. ESTREMAMENTE meglio per il GDP reale, che è stato visto incrementare nel 2010 dal 2.9% a 3% ( revisione 0.1% ) mentre nel 2008 la decrescita è stata del -0.3% ( invece che del -0.1% ) e nel 2009 del -3.5% invece che del -2.6%. Anche quest’anno è successo esattamente quanto accadde l’anno scorso, quando cioè le possibili “casuali” combinazioni originate dalla revisione avevano fatto si che l’ultima lettura fosse positiva, la penultima rivista a rialzo e invece facesse collassare quelle degli anni precedenti. Ma come si sa, la fortuna aiuta i bari.
In ogni caso, dalla tabella si capisce immediatamente chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso:
le entrate personali sono state letteralmente massacrate sia per il 2010 che per il 2009 soprattutto grazie alla manovra di acquisto dei bond che ha spinto a ribasso i tassi di interesse ( entrate finanziarie per i possessori ). Massacrate anche le entrate disponibili e ovviamente le spese personali.
Questo è tutto
Mattacchiuz



