La disinformazione delle fonti di informazione

2 Giugno 2011 12:00

Ammetto di non essere un assiduo lettore di blog italiani, però questa volta non posso fare a meno di fare un plauso particolare a Seminerio di Phastidio per un breve post che è in perfetta sintonia con lo spirito di questo blog.
Mi riferisco all’articolo che va a commentare quanto scrive una delle principali testate giornalistiche italiane, il Corriere della Sera, che forse non ha le idee molto chiare su cosa possono significare le parole “ristrutturazione” e “default”, considerandole due cose ben distinte, mentre noi sappiamo benissimo che ristrutturare significa comunque FARE DEFAULT. Segno che l’informazione “tradizionale” spesso viene fatta coi piedi e…non è vera informazione.

Si parla tanto per cambiare di Grecia e dell’ennesimo downgrading subito ieri. Moody’s porta il paese ellenico a Caa1, sotto quindi il livello B, portando la Grecia ad un livello molto vicino a quello considerato da “default”.

Ecco cosa scrive il Corriere:

RISCHIO DEFAULT – È cresciuto il rischio che la Grecia possa andare in default senza una ristrutturazione del debito. È questo il motivo alla base della decisione di Moody’s di tagliare il rating del Paese, alla luce «delle difficoltà crescenti che il governo deve affrontare nell’attuazione dei tagli, delle crescenti incertezze sulle prospettive di crescita e un record negativo sul fronte degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici».(fonte Ansa)

Ok, a difesa del giornale sta il fatto che la fonte è l’Ansa e quindi sarebbe la nota agenzia di informazione italiana ad avere un po’ di confusione. Però una testata giornalistica come il Corriere della Sera non dovrebbe fare copia-incolla senza sapere bene cosa si sta scrivendo.

Ed ecco qui sotto il commento di Seminerio:

Moody’s declassa la Grecia. Non è una notizia. E’ più notizia il fatto che al Corriere non capiscano che una ristrutturazione è un default (per capirlo servono competenze tecniche in materia), ma ancor più notizia è il fatto che non riescano a dare senso comune ad un traduzione dall’inglese, cosa che avrebbe risolto ogni problema.

Scrive infatti Moody’s, grassetto nostro:


Le principali determinanti del declassamento di oggi sono le seguenti:
1. L’accresciuto rischio che la Grecia fallisca nello stabilizzare la propria posizione debitoria, senza una ristrutturazione di debito, alla luce di (1) la crescente scala dimensionale delle sfide di attuazione che il governo affronta, (2) le altamente incerte prospettive di crescita e (3) una storia di mancati traguardi negli obiettivi di consolidamento del bilancio;
2. L’accresciuta probabilità che i supporter della Grecia (FMI, Bce e Commissione europa, noti come “Troika”) richiederanno, ad un certo momento futuro, la partecipazione dei creditori privati ad una ristrutturazione di debito come precondizione per il sostegno al finanziamento


E’ più chiaro? Dalla costruzione stessa delle frasi significa che per la Grecia è aumentato il rischio di non riuscire a stabilizzare il debito con mezzi diversi da una ristrutturazione. In altri termini, per la Grecia è aumentato il rischio di ristrutturazione, cioè di default. Non significa che o si ristruttura o si va in default, perché “ristrutturare” significa ridurre il valore attuale netto dei crediti vantati verso un debitore. La distinzione non è di lana caprina, ma è sostanziale.


E’ assai probabile che si tratti di un lancio di agenzia “cucinato”, ma resta uno svarione, peraltro reiterato anche da Repubblica, che scrive:


(…) senza una ristrutturazione del debito cresce il rischio che il Paese possa andare in default


Ripetete con noi: la ristrutturazione è un default, non la ritinteggiatura di una parete né la creazione di una nuova stanza.

Spero che il messaggio sia arrivato forte e chiaro e che vogliate continuare a sostenere l’informazione indipendente e di qualità….

STAY TUNED!

DT

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