La FED teme la TRUMPONOMICS. Ma che dire della GUERRA COMMECIALE in arrivo?

5 Gennaio 2017 11:45

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Quanto è risultato dal Minute FED non va certo a sconvolgerci la vita in quanto era tutto ampiamente previsto e prevedibile, vuoi perchè ormai conosciamo bene la Yellen e vuoi perchè, come detto, il mercato stava già scontando tutto.
Forse la parola che più di tutte merita attenzione, però, in questo Minute FED è “incertezza”.
E l’elemento che più di tutti causa incertezza è proprio il neo eletto presidente degli USA Donald Trump, che salirà alla Casa Bianca tra un paio di settimane in modo ufficiale.

(…) La Federal Reserve ha pubblicato i verbali della riunione dello scorso dicembre, durante la quale i suoi membri hanno parlato di “incertezze notevoli” legate alle politiche fiscali espansive promesse dal presidente eletto Donald Trump. Il rischio è che la banca centrale Usa sia costretta ad alzare i tassi più rapidamente del previsto se la nuova amministrazione e il congresso approveranno tagli alle tasse e progetti infrastrutturali pensati per spingere la crescita. Tuttavia, è ancora “troppo presto” per giudicare l’impatto delle iniziative di Trump (che nel documento non è mai stato citato esplicitamente) e attualmente il mercato non crede che la Fed sia pronta a una stretta nell’immediato. (Rep)

Nel Minute FED quindi c’è un po’ di timore per il futuro ma attenzione, c’è anche una forte ammissione. Se Trump fa quello che dice, avremo sicuramente più inflazione e la FED dovrà intervenire prima del previsto. Se però questo accade, significa anche che Trump butterà tanta benzina sul fuoco, incendiando sopratutto le ASPETTATIVE (prima ancora del resto) di forte crescita economica.
Ed ecco quindi “giustificato” l’ennesimo attacco ai massimi di Wall Street e nella fattispecie sto parlando del Dow Jones, nuovamente ad un passo dalla soglia psicologica di 20.000 punti.

Dow Jones: grafico daily

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Io sono convinto del fatto che Trump porterà sicuramente linfa vitale ai mercati finanziari. Però cerchiamo di lasciare da parte, per un attimo, gli effetti psicologici della venuta del Messia Trump (il mercato si sta muovendo esclusivamente su aspettative, non dimentichiamoci) e cerchiamo di essere realisti.

I 20.000 punti (quasi) del Dow Jones sono figli delle linee di espansione fiscale proposte dal neo eletto Presidente. La bomba dei tagli di tasse per le imprese e gli investimenti in infrastrutture stanno facendo la differenza. Ma qualcuno ha provato a considerare l’impatto teoricamente “devastante” che Trump vorrà dare al commercio?

https://www.youtube.com/watch?v=Twemlmoijp0

Ecco come la pensa l’autorevole PIIE (Peterson Institute for International Economics): parere autorevole e decisamente controcorrente in quanto va “oltre” a quelle che sono le apparenze del momento, anche forse ha una visione fin troppo critica.

Republican candidate Donald J. Trump’s sweeping proposals on international trade, if implemented, could unleash a trade war that would plunge the US economy into recession and cost more than 4 million private sector American jobs, according to an empirical analysis of the two candidates’ trade agendas by the Peterson Institute for International Economics. Trump has proclaimed that he would “rip up” existing trade agreements, renegotiate the North American Free Trade Agreement (NAFTA), and impose a 35 percent tariff on imports from Mexico and a 45 percent tariff on imports from China. Hillary Clinton, the Democratic candidate, has expressed skepticism about trade but in effect represents stasis. Both candidates have come out against the Trans-Pacific Partnership (TPP) between the United States and 11 Pacific Rim countries, which President Barack Obama signed earlier in 2016. (PIIE) 

Qui si parla di una vera e propria “guerra commerciale” che addirittura porterebbe gli USA in recessione (e chi parla oggi di recessione?) con la perdita di 4 milioni di posti di lavoro. IL tagli o degli accordi col NAFTA, le imposizioni di dazi pari al 35% col Messico e del 45% con la Cina, SE effettivamente realizzati, sarebbero un boomerang devastante per l’economia USA.
E questo è solo uno dei tanti punti controversi del piano Trump. Ricordate, il mercato sta guardando SOLO un lato della medaglia, ma ci sono tanti punti oscuri e tanti tasselli del programma che sono in contrasto.
Non prendo per oro colato quanto detto da PIIE, ma forse quanto scritto vi conferma che il mercato, in questo momento, sta sovrastimando l’impatto positivo della TRumponomics.

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Danilo DT

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