LA GRANDE SCOMMESSA: ora ci vuole il MIRACOLO
Siamo arrivati ad un punto dove la domanda non è più SE ma QUANDO.
Ne parliamo quasi tutti i giorni e quanto è successo oggi non ha fatto che confermare l’incredibile MOOD che si è generato sui mercati finanziari.
Cosa importa se l’economia va a rotoli. Cosa interessa registrare una disoccupazione americana che viaggia intanto verso percentuali che secondo gli analisti potrebbero raggiungere il 15% o il 20% in aprile, dopo che le richieste di sussidi di chi è rimasto senza lavoro hanno totalizzato 26 milioni nel giro di sole cinque settimane.
Cosa interessa se il lockdown un po’ ovunque non è ancora stato rimosso e se permane l’incertezza su come e quando l’economia tornerà a regime. Si punta tutto sulla ripartenza. E difatti oggi abbiamo visto due dati veramente pessimi, ma non ve lo dico io che capisco un tubo, ma lo dicono i numeri.
Ecco qui, vendita di case, ovviamente pessimo dato, ma ancor peggio il PIL del primo trimestre. Ma come detto… chissenefrega.
Anche perché il mercato punta tutto su altre scommesse, proprio come se fosse un tavolo da gioco. La prima come detto è la ripartenza. Quindi scommette come non mai sul potere taumaturgico delle banche centrali, e sugli incentivi fiscali dei governi.
A proposito di prima grande scommessa, secondo Fitch Ratings l’azione coordinata delle banche centrali porterà a una nuova iniezione monetaria da parte di Fed, Bce, Bank of Japan e Bank of England per 6mila miliardi di dollari, vale dire esattamente la metà di quanto “stampato” dal 2009 al 2018. E scusate se è poco, ma sull’argomento abbiamo già detto veramente molto.
Scommessa numero 2 è sul farmaco. E qui oggi siamo andati alla grande, visti i progressi di un farmaco di Gilead.
(…) Gilead ha reso noto che sono positivi i risultati di uno studio clinico di Fase 3 in aperto, che prende il nome di SIMPLE che sta valutando su una ampia casistica e con cicli di 5 e 10 giorni l’efficacia dell’antivirale Remdesivir in pazienti gravemente malati ospedalizzati con COVID-19. Oltre a ciò, l’azienda afferma che il fondamentale studio condotto dall’NIH sullo stesso farmaco ha raggiunto il suo obiettivo primario. Questo studio ha il controllo con placebo.
Nello studio di Gilead, il tempo di miglioramento clinico per il 50% dei pazienti è stato di 10 giorni nel gruppo di trattamento di 5 giorni e di 11 giorni nel gruppo di trattamento di 10 giorni. Più della metà dei pazienti di entrambi i gruppi di trattamento sono stati dimessi dall’ospedale entro il 14° giorno (5 giorni: 60,0%, n=120/200 vs.10 giorni: 52,3% n=103/197; p=0,14). Al 14° giorno, il 64,5% (n=129/200) dei pazienti nel gruppo di trattamento a 5 giorni e il 53,8% (n=106/197) dei pazienti nel gruppo di trattamento a 10 giorni ha raggiunto la guarigione clinica. (…) [Source]
Questa è una grande notizia per la cura anche se il vaccino è ancora molto lontano.
Però c’è una cosa che non mi convince. Innanzitutto i multipli, e di questo ho parlato QUI. Siamo ai livelli pre Coronavirus. Quindi…come se fosse successo nulla? Perché, e arrivo al dunque, il mercato scommette che ci sia una ripresa a V, ovvero, per spiegarvelo in modo semplice, è come se con il Covid-19 avessimo staccato la corrente dell’economia, e che poi, con la fine del lockdown, la corrente la andiamo a riattaccare.
Problema: siamo sicuri che nel frattempo il tessuto economico non abbia subìto delle conseguenze? Mi spiego meglio. Quando leggiamo di un PIL che va ben oltre il -10%, significa che molte aziende andranno in difficoltà e forse chiuderanno, si crea disoccupazione, si impoverisce la popolazione, si aumenta in modo generico il debito, si consumano i risparmi per necessità. Insomma, l’economia si logora. Da quanto invece i mercati scontano, con il lockdown abbiamo solo registrato una pausa di riflesisone senza effetti collaterali. Siamo onesti, guardate voi stessi fuori dalla finestra e provate ad immaginare il mondo tra un mese. La ripartenza dovrà essere graduale, tutti sono allineati sul fatto che ci sarà una seconda onda di contagio, molti esercizi commerciali non riapriranno più.
Ma questo…non importa?
Forse bisogna anche tener conto che lo SP500, come SPIEGATO QUI, non è più un vero benchmark mondiale per come lo intendevamo, ma è un listino molto hi-tech. E la tecnologia dal Covid-19 per certi versi ci ha persino beneficiato.
Ma non credo che nel 2021, mangeremo nuvolette di Cloud prodotte da Microsoft, lavoreremo tutti da Amazon e magari guarderemo sempre film su Netflix come se non ci fosse un domani.
Poi magari mi sbaglio, ma questo è il mio parere. E se i nodi verranno al pettine, secondo me come dicevo in apertura, non è più una questione di SE ma QUANDO.
PS: questa sera la FED si è detta pronta a tutto ma non avevamo dubbi. Domani la BCE non potrà che ribadire le stesse cose. Il mercato ormai questo lo ha assimilato. Come anche i potenziali QE, le manovre fiscali e buona parte delle belle trimestrali dei titoli tech. Adesso abbiamo anche la spinta della cura di Gilead. Ora occorrono i miracoli, ma non solo per i mercati finanziari, soprattutto per l’economia REALE.
STAY TUNED!
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