La grande truffa dei Buoni Fruttiferi Postali

Occhio alle Poste Italiane: a volte non mantengono quanto promesso e “ci provano” a rimborsare molto meno del dovuto.
“Io non mi fido delle banche, io i miei risparmi li metto alla Posta. Lì c’erano quei libretti (i Buoni Fruttiferi Postali) che li lasciavi lì a maturare e che raddoppiavano dopo diversi anni, e poi addirittura triplicavano. Trovatemi oggi qualcosa che renda altrettanto. Io ho ancora dei libretti che mi aveva intestato mio nonno e non ci penso proprio ad andarli a togliere. Rendono tantissimo, non rischio nulla perché le Poste non fanno derivati e non sono nell’occhio del ciclone della finanza speculativa e hanno sempre rimborsato tutto. E quello che dicono , lo fanno”
Carissimo Mario di Busto Arstizio, approfitto di questa tua email ricevuta circa un mesetto fa, dove a seguito di una richiesta di un parere su una formula di investimento proposta alle Poste, dove veniva sì dato un generoso tasso, ma quello dichiarato NON era il tasso annuale bensi il tasso complessivo cumulativo ( e già qui potremo parlare un bel po’ sul marketing truffaldino delle Poste Italiane, leggere SEMPRE attentamente tutto…) mi rispondesti che piuttosto di comprare un BTP, facevi un buco nell’orto e seppellivi lì i tuoi risparmi.
Non voglio entrane nel merito della tua risposta perché da dire, anche sui derivati e sulla sicurezza delle stesse Poste Italiane, ci sarebbe da scrivere un libro.
Voglio però parlarvi di una cosa molto interessante legata proprio al fatto che questi libretti postali (così comunemente chiamati, ma sono i Buoni Fruttiferi Postali) possono raddoppiare, triplicare ecc ecc.
Bene, vi do un consiglio. Andate ad informarvi per benino, perché i signori delle Poste hanno deciso di NON onorare il contratto e di cambiare le carte in tavola, non rimborsando ciò che avrebbero dovuto, ma MOLTO meno in quanto in corso d’opera, senza nulla dire al risparmiatore, le regole sarebbero cambiate.
Leggete qui… a parlare è un avvocato.
[…] «Uno dei miei assistiti possiede cinque buoni postali ordinari trentennali da 5 milioni l’uno che adesso hanno raggiunto la scadenza. Si è presentato a incassarli, e sulla base di quello che c’è scritto sugli stessi buoni si aspettava di ricevere circa 90 mila euro, maturati in un trentennio. E invece la Poste gli hanno detto che in base a certe regole, cambiate nel frattempo, ma cambiate a sua totale insaputa, gli vogliono liquidare solo 45 mila euro». È un caso fra molti altri – l’avvocato Buffoni collabora anche con l’associazione di consumatori Codici. Il legale ha appena ottenuto dal Giudice di Pace di Novara un decreto ingiuntivo che obbliga le Poste a pagare tutto. «È già stata pagata la differenza ed il mio cliente ha ottenuto soddisfazione. Ma questo non risolve in problema, perché le Poste hanno fatto opposizione e la vicenda giudiziaria è soltanto all’inizio». […]

Avete letto? La META’! Quindi MASSIMA ALLERTA. Se non fate nulla, le Poste vi TRUFFANO. Se invece fate ricorso tramite il Giudice di Pace, non potete che vincere perché le Poste DEVONO onorare il contratto. Solo che sulla quantità, in quanti faranno causa alle Poste?
[…] «Se andate allo sportello a incassare i vostri buoni postali e vi danno meno di quanto vi era stato promesso, non firmate la liberatoria che vi metteranno davanti. Prima di incassare, chiedete assistenza ad un legale o ad un’associazione dei consumatori per redigere una raccomandata in cui specificate di considerare il pagamento come soltanto parziale, e vi riservate di agire in giudizio per ottenere la differenza». […] (Source)
Ovviamente la truffa è ancora più grave visto che i buoni fruttiferi postali sono uno dei prodotti preferiti proprio da coloro che meno sono esperti. Quindi le Poste hanno gioco facile a far bere a queste persone di tutto e di più.
Quindi state all’erta, FATE GIRARE IL PIU’ POSSIBILE QUESTO POST e fate molta attenzione. E smettetela di dire che le Poste sono il posto migliore del mondo.
STAY TUNED!