La LUCE in fondo al TUNNEL
Proviamo a ragionare un po’ di statistica. Basiamoci per l’occasione di alcuni dati presi in prestito da Bank Of America. In primis il solito Bull and Bear Indicator. Per la sesta e ripeto SESTA settimana consecutiva, il Bull&Bear Indicator è a ZERO. Un segnale di depressione fortissimo. Ma anche un segnale che potrebbe essere visto in chiave positiva, proprio perché nella storia SOLO con il default di Lehman Brothers abbiamo visto questo indicatore così depresso ed inchiodato sullo zero.
Poi da quei livelli partì il più grande rally della storia moderna. Dire che anche questa volta sarà così è utopico, però resta il fatto che stiamo probabilmente mettendo le basi per un rally di fine anno che potrebbe dare una mano agli investitori e recuperare parzialmente quel cumulo di perdite generate nel 2022.
Ma attenzione, le perdite sono state generate non solo dall’equity ma anche dal mercato obbligazionario. E proprio a questo proposito, possiamo notare che per il mercato dei bond USA abbiamo il peggior anno dal 1788 (-23%). So che fa sorridere ma la statistica dice questo. Sempre prendendo la statistica, dopo un periodo così cupo, dovremmo registrare un 2023 quantomeno di buona ripresa, visto che non si tratta di mercato debole per il 2022. E se poi prendiamo in esame il bond lunghi, la situazione di underperformance a livello statistico diventa disarmante.
E’ come se le banche centrali avessero perso completamente il controllo della situazione e si fossero messe alla disperata ricerca della lotta all’inflazione con rialzi violenti e consecutivi. Ma sarà così? Certo che si.
Difatti nella slide che segue, potete notare che le banche centrali del pianeta hanno alzato i tassi, nel 2022, ben 243 volte, un record assoluto che vi fa capire l’urgenza e la straordinarietà delle manovre. Quindi la statistica in questo contesto va a farsi benedire?
Non è detto perché questo tipo di manovre urgenti sono mirate ad una necessità di recuperare il tempo perduto. Se poi ci sarà il rallentamento dell’inflazione (e anche dell’economia) qualcosa potrebbe cambiare. E per i mercati significherebbe la luce in fondo al tunnel. Ma non illudiamoci, ho parlato della luce e non della fine della crisi economica in corso.
STAY TUNED!
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