La Mappa del rischio sul debito pubblico

7 Dicembre 2011 14:19

Bond Eurozona: incroci tra CDS e rating, oltre alla valutazione del rapporto debito PIL

Diventa difficile districarsi all’interno del mercato obbligazionario dei titoli di Stato, tra rating, rischio default, rumors e anche CDS, Credit Default Swap.
Trovo semrpe interessante andare ad incrociare però due variabili molto interessanti e seguite dai mercati: rating e CDS.
In questi giorni stiamo leggendo le splendide analisi di Lampo sui CDS e quindi anche chi non è molto pratico dell’argomento, può capirne le funzioni, il funzzionamento e…le anomalie.
Incrociando quindi CDS e rating composti (quindi prendendo i vari rating stilati dalle società e mescolandoli insieme) si ottiene questo grafico.
Sull’asse delle ascisse (x) trovate il CDS a 5 anni, sulle oridnate (y) il rating composto.

Grafico Composto: Rating + CDS

Il risultato è sicuramente molto interessante.
Innanzitutto la curva media, che mette in relazione i vari risultati. Ma poi soprattutto quella linea che è stata tracciata in area 10 del Composite Credit Rating.
Per non complicarvi tropo la vita, questo grafico leggetelo così.
Tutto quanto si trova sotto la linea tratteggiata rossa è NON investment grade e al di sotto della line è investment grade.
Inoltre da questo grafico sarebbero da privilegiare gli stati che si trovano sulla curva il più possibile vicini allo zero. Quano invece uno Stato è alla sinistra della curva, significa che il rating non fa giustizia con un CDS minore della media. Viceversa quando è a destra è il CDS che non fa giustizia in quanto molto peggiore del rating.
Interesante vedere quindi l’Italia e la Spagna, bastonate dal CDS e dagli spread.

Diventa molto interessante paragonare il grafico copra con quello di Luglio 2011. E si potrebbe fare il famoso gioco “Trova le differenze”.
Ma questo giochino ve lo lascio fare a voi…

…senza mai dimenticare questa oltimo grafico.

Debito pubblico/PIL dell’Eurozona

Le palline di Francia e Germania non sono poi così sicure come sembra. E non dimentichiamoci mai che il debito pubblico diventa pericoloso quando si scatena la paura. L’effetto domino fa il resto.

Paura -> Vendite -> Prezzi che scendono -> Rendimenti che aumentano -> Costo del debito che lievita -> mancanza di bid alle aste (compratori) -> Crisi di liquidità

Scenari già visti in passato proprio con la Grecia e parzialmente con l’Italia.
E il Giappone? Debito PIL a 223. Ma l’iter si blocca all’origine. Il debito pubblico è tutto nelle mani dei Giapponesi. Manca quindi la componente speculativa.

 

Stay Tuned!

DT

Sostieni I&M! Il tuo contributo è fondamentale per la continuazione di questo progetto!

Ti è piaciuto questo post? Clicca su Mi Piace” qui in basso a sinistra!

Tutti i diritti riservati © | Grafici e dati elaborati da Intermarket&more su database Bloomberg | NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!) | Vuoi provare il Vero Trading professionale? PROVALO GRATIS! |
Seguici anche su Twitter! CLICCA QUI! |