La Recessione è finita, andate in pace

Previsioni PIL Italia in ripresa. Ma da qui a dire che siamo fuori dalla crisi economica ce ne vuole…
Il CsC, Centro studi Confindustria, è un ufficio analisi che può essere considerato più affidabile rispetto a tanti indicatori di sentiment che, spesso e volentieri, ci vogliono dare input psicologici per rasserenare l’ambiente e dare fiducia ai cittadini. Anzi, per certi versi è una struttura di parte che può viaggiare “contro” i dati politici che abitualmente conosciamo, in quanto dovrebbe muoversi criticamente sull’operato del Governo e cercare di stimolarne l’operato.
Il CsC stavolta ci sorprende e conferma le voci di ripresa economica. Se il 2013 avrà ancora un PIL a -1.60%, il prossimo anno ci regalerà un PIL a +0.7%. Evviva, finita la recessione, riparte la ripresa…
Le previsioni OCSE sul PIL Italiano
Le previsioni Eurostat sul PIL italiano
Mah, io sono enormemente dubbioso.
Lasciando da parte i dati previsionali che sono ampiamente discutibili, non escludo assolutamente la possibilità di un “rimbalzo” dei dati dopo tanti mesi di negatività. E’ quanto mai naturale e fisiologico. Ma da qui ad annunciare la ripresa, secondo me ce ne vuole…
Tanto per cominciare la pressione fiscale.
Come possiamo pretendere che esista la possibilità di una vera ripresa con una pressione fiscale al 53.5%?
Dice bene Squinzi…
Per Giorgio Squinzi fra le priorità che dovranno essere affrontate con la legge di stabilità c’è la riduzione del cuneo fiscale: “Pensiamo che servano almeno 4-5 miliardi subito”, ha detto il presidente di Confindustria. Sul futuro del Paese, Squinzi ha quindi sottolineato come sia necessario fare “tante cose” per intercettare la ripresa ma “soprattutto c’è bisogno di una stabilità di governo”, perché “la situazione è molto preoccupante”. (Source)
Ecco due grosse problematiche: il cuneo fiscale e la necessità di poter disporre di 4-5 miliardi per tagliare il cuneo fiscale. E poi la stabilità di governo.
Mentre sulla seconda posso ancora sperare in un miracolo, sulla prima i miracoli non li possiamo fare in quanto la coperta è cortissima.
Senza poi dimenticare i problemi dal lato occupazionale.
Negli ultimi 5 anni sono stati persi 1.8 milioni di posti di lavoro. Fate mente locale cosa significa in ambito consumi e benessere questa cifra. E non possiamo pretendere che le nostre aziende, la cui produttività è a -25% rispetto ai picchi, vivano solo sull’export. Se non riparte la domanda interna, non si può certo parlare di ripresa economica.

Quindi, diciamo le cose come stanno. L’Italia vive una “pausa di riflessione da recessione”.Anche perché i nostri problemi e quelli degli altri, fateci caso, sono ancora tutti lì, pronti ad esplodere. In Italia, come in Spagna, in tanti altri paesi dell’Eurozona, passando poi agli USA e perché no, al dinamico ed aggressivo Giappone, senza poi dimenticare le frenate emergenti.
I dati in uscita oggi non fanno che confermarlo…
Italian industrial output july: m/m -1.1% vs +0.3% exp #tuttobene
— Intermarket&More™ (@intermarketblog) September 12, 2013
BOLLETTINO BCE: ci sono evidenti rischi che l’Italia archivi il 2013 con un deficit pari al 2.9% del PIL #tuttobene
— Intermarket&More™ (@intermarketblog) September 12, 2013
E poi ci sono le banche ed il sistema finanziario che resta ancora malato, le elezioni in Germania, il tapering, le guerre…
Ok, mi fermo qui, chiudo solo dicendo che forse, dire che la recessione è FINITA è prematuro, irresponsabile, scorretto.
STAY TUNED!
DT

