La super BOLLA che verrà
Quando si parla di valutazione dei mercati e dei rispettivi multipli, si scatena (giustamente) un vespaio, proprio perchè non esiste una regola che possa darci una mano.
Per farla breve, secondo molti il mercato è molto caro. Quindi, se le valutazioni (sopratutto negli USA) sono così generose, e quindi poco convenienti, perchè comprare equity?
La logica vorrebbe veder presto arrivare una correzione… Dico bene?
In questi giorni ho provato per l’ennesima volta a parlare di una delle “mission” di questo blog, forse la più importante, ovvero quella di creare consapevolezza. Ed in questi ultimi post vi ho illustrato quanto sia importante la consapevolezza e quanto sia difficile lavorare utilizzando i più vari indici fondamentali.
Però l’investitore anche più avveduto dovrebbe tenere in considerazione questi indici e quindi preferire altre strade. E allora come mai si continua a comprare azioni?
Beh, la risposta fa un po’ sorridere ma è una grande realtà, visto anche il fatto che sul solo mercato azionario USA sono stati riversati, da novembre, la bellezza di 3 trilioni di USD.
A guidare il rally dei mercati, come detto nei post prima segnalati, ci sono sicuramente i movimenti di flussi finanziari (e relativi switch da altre asset class), ci sono certamente speranze di crescita economica, ci sono le previsioni sui piani di politica fiscale “Made in USA by Donald Trump”, ma….c’è anche un altro fattore. La mancanza di alternative.
E questo lo percepisco ogni giorni, quando i clienti mi dicono che, in mancanza d’altro, meglio spingersi sull’equity.
Il tutto avviene in un quadro di mercato dove la FED sta aumentando i tassi e quindi rende i mercati obbligazionari meno interessanti. E voi capite benissimo che, con queste dinamiche, diventa veramente difficile poter capire QUANDO ci sarà il “turning point”, ovvero quando la borsa invertirà sul serio e tutti, dopo qualche settimana, diranno: ” beh, si sapeva che prima o poi la correzione doveva arrivare”, o ancora ” era noto che il mercato era caro”:
Ma questo vuol anche dire che il rally può anche continuare, fino a quando con capiterà qualcosa, e la tendenza inesorabilmente inverterà.
Guardate questo indicatore (che mi avete chiesto via email per completare il discorso dei giorni scorsi).
Chiarissimo, il CAPE è già nell’area di pericolo, ma nella storia ha già fatto anche molto di peggio.
Ma quando?
Attenzione… nel 1929 e nel 2000…
Questo non vuole portare al terrorismo finanziario, ma solo farvi capire quanto sia estrema la situazione ma sopratutto quanto potrebbe ulteriormente estremizzarsi.
Perchè questa bolla, NON DIMENTICATELO MAI, è simile alle altre ma molto diversa perchè è generata dal soldo che non esiste. E’ la bolla della LIQUIDITA’ generata artificiosamente dal sistema.
Come ulteriore compendio, poi, ho provato ad associare due dei più tradizionali indici di valutazione.
A) quello della paura (VIX)
B) quello della valutazione di mercato (Price earning)
La logica sarebbe la seguente. Quando tale indicatore sale oltre l’area 2, rappresenta un fattore di rischio perchè significa la NON percezione del rischio in un mercato caro. E, tanto per capirci, questo rapporto preoccupa la FED stessa che più volte ha parlato di mercato troppo “compiacente” ed “in contrasto con le notevoli incertezze del periodo”.
Ma anche questo grafico non può darci delle risposte “brucianti” di timing. Ci vuole il detonatore, ma quello vero (e non parlo della correzione del 5% che sarebbe ormai fisiologica e salutare). E questo detonatore, al momento, non si vede all’orizzonte, perchè il sistema (banche centrali in primis, con la collaborazione delle banche commerciali e d’affari e governi ovviamente compiacenti) sta lavorando tutta nella medesima direzione: mantenimento dello status quo e continuazione del macro trend di crescita che va a creare benessere e ricchezza.
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