Lo sporco ricatto di Marchionne

12 Gennaio 2011 01:43

So benissimo che non dovrei intrufolarmi su questa tematica, ma proprio non posso fare a meno di dire il mio parere sulla vicenda. In fondo, Intermarketandmore resta un blog e quindi un diario dove il sottoscritto appunta i suoi pensieri.
Credo che sulla vicenda i lettori sappiano già molto.
Cliccando QUIpotrete vedere la proposta quadro di Mirafiori.
Si sono letti anche i pareri più disparati, chi a favore della società e di Marchionne e chi a favore dei lavoratori.
Per esempio, questo è il parere di Fabiano Schivardi su La Voce:

….Un operaio Fiat appare comunque più garantito e meglio pagato della stragrande maggioranza dei colleghi che lavorano in imprese medio-piccole. In particolare, l’innovazione contrattuale è modesta a Mirafiori, probabilmente perché quell’impianto ha bisogno di interventi organizzativi meno radicali di quello di Pomigliano. Gli aspetti che hanno maggiormente alimentato la polemica hanno per lo più un forte carattere simbolico.
L’obiettivo principale di questi accordi è quella enunciata da Marchionne alla trasmissione di Fabio Fazio: la governabilità degli impianti. L’espressione può suonare fastidiosa, ma è un obiettivo imprenditoriale del tutto legittimo, per non dire obbligatorio. L’amministratore delegato di Fiat vuole garantirsi la capacità modificare il grado di utilizzo degli impianti secondo le necessità della domanda…. L’altro aspetto importante è il divieto di scioperi che rendano inesigibili le clausole contrattuali. In pratica, se l’azienda richiede una giornata di lavoro straordinario un sabato, i sindacati non possono proclamare uno sciopero proprio in quel sabato. … Il punto cruciale è che la Fiat vuole garanzie contrattuali prima di effettuare gli investimenti. Come già argomentato su questo sito, una volta fatto l’investimento la forza contrattuale dell’azienda diminuisce e quella dei sindacati aumenta. Il problema è che il contratto nazionale non fornisce queste garanzie a meno che tutti i sindacati non siano d’accordo: un’organizzazione non firmataria può comunque proclamare scioperi a cui qualunque lavoratore può aderire.

Altri pareri sono ben meno favorevoli alla politica di Marchionne:

«Non si può confondere il cambiamento con un insulto all’Italia» ha replicato poco dopo Marchionne. «Se introdurre un nuovo modello di lavorare in Italia – ha detto Marchionne al Salone dell’Auto di Detroit – significa insulto mi assumo le mie responsabilità, ma non lo è. L’ho già detto e lo continuo a ripetere: è un messaggio totalmente coerente con la strategia industriale di questo gruppo» . Non è responsabilità dice l’amministratore delegato, della Fiat risolvere i problemi sociali, il nostro compito è solo quello di fare automobili e cercare di venderle: “Noi come Fiat possiamo solo creare le condizioni per lo sviluppo. C’è un impegno in questo senso. Comunque per risolvere un problema strutturale di povertà bisognerà pure cominciare a fare”. Marchionne ha anche annunciato ieri la salita di Fiat al 25% di Chrysler dicendo che si può puntare anche al 51%. (fonte: il Sussidiario e Corriere )

Non so come andranno le cose, se il referendum andrà a buon fine oppure no, se il “Marchionne pensiero” avrà esito positivo oppure no. Però quanto sta accadendo a Torino per il sottoscritto suona come una tremenda minaccia. E per certi versi quanto sta avvenendo in Fiat è identico a quanto sta succedendo con le Banche USA: nazionalizzazione delle perdite e privatizzazione degli utili.

Marchionne dice: se non passa il mio piano, vado all’estero. Quindi fa leva sulla crisi e sulla necessità di lavorare dei poveri operai in un momento critico per l’economia e per il mondo del lavoro. E sa benissimo che questo accordo, se verrà mai raggiunto, sarà un modello per il contratto nazionale. Trenta anni di lotta fatta dai lavoratori per conquistare qualcosa, tutti persi in un amen.
Peccato però che il Dott Marchionne e dimentica una cosa. Fiat non è mai stata un’azienda sana. E’ sempre stata aiutata generosamente dallo Stato e quindi, indirettamente dal popolo italiano. Oggi FIAT non è l’azienda automobilistica più sana in Europa e nel mondo. Non è certo al pari di una Volkswagen o di una Toyota. FIAT rappresenta tuttora una scommessa. E non guardate le quotazioni di borsa, che vedono FIAT sugli scudi e grande protagonista. Guardate ai dati sulle immatricolazioni e capite di cosa sto parlando. Ne parlavo in questo post:

Se andiamo a vedere i dati sulle immatricolazioni qualche domanda occorre farsela. Infatti a Novembre le immatricolazioni hanno subito un brusco stop. -21.13%. Numeri che non possono non essere presi in considerazione per il gruppo del Lingotto. E la stessa Fiat a novembre ha immatricolato il 26% in meno rispetto ad un anno fa.
E su dicembre? -29.56%

Morale: il ramo FIAT Auto fa acqua da tutte le parti. E quindi la FIAT non può permettersi di “spendere”  ma può solo minacciare i lavoratori. E dice che i soldi che risparmiano li usano per investire. Mentre gli investimenti dovrebbero essere fatti comunque a prescindere, dietro finanziamento del capitale degli azionisti di controllo. Però…scusate tanto…a questo punto spiegatemi cosa significa “capitale di rischio”.


Praticamente nella situazione attuale, l’azionista di riferimento (con Marchionne) ha capito il momento difficile ed è corso ai ripari con un obiettivo. Malgrado la difficoltà del momento, l’azionista di riferimento non deve perdere o , meglio, deve fare di tutto per perdere il meno possibile ed accollare alla collettività (i lavoratori) le grane societarie e le potenziali falle con un contratto rivoluzionario che suona molto di ricatto. Ma allora, a questo punto che ci sta a fare un governo? Nulla… anche se lo stato per anni ha aiutato FIAT ora non appoggia una politica “di riconoscenza” bensì condivide il piano di austerity del Lingotto. Il che lo trovo assurdo.

Premessa: non voglio parlare di politica e nemmeno del governo. E se qualcuno crede che io sia di sinistra (vi dico solo questo) beh, sappia che sono completamente apolitico. E questo ragionamento è legato non da idee sinistroidi ma da semplici logiche che volevo condividere con voi, visto che questa situazione, secondo me, può solo essere paragonata ad un ricatto.

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DT

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