LTRO: ultima spiaggia per la banca a secco di liquidità

21 Dicembre 2011 09:34

LTRO significa Long Term Refinancing Operation

Ho già ricevuto in questi giorni diverse email di lettori che mi domandavano: ma cosa è questo LTRO? Si mangia? Si beve? Come funziona? E le banche come potrrabbo averne dei benefici?
Dal sottotitolo avrete capito che LTRO significa Long Term Refinancing Operation. Long Term in quanto si tratta di rifinanziamenti a 36 mesi, una data anomala e quantomai lunga per il mercato interbancario.

E per certi versi rappresentano l’ultima spiaggia che le banche dell’Eurozona hanno per potersi approvigionare di qeulla liquidità necessaria per l’ordinaria operatività.

Infatti vuoi tutti sapete che c’è quel famoso mercato che si chiama Interbancario, dove le varie banche prestano o chiedono in prestito (a seconda delle esigenze) ad altri istituti. L’interbancario però è un mercato strano, in quanto vengono anche fatti dei controlli di merito. Un esempio: se la banca A ha della disponibilità, potrebbe prestarla alla banca Z che gliel’ha chiesta. Però la banca A potrebbe anche decidere di non prestare il denaro, in quanto non si fida troppo della banca Z. Oppure non glielo presta a 90 giorni ma solo a 1 settimana.
Oppure chiede di remunerare questo rischio in modo adeguato con un determinato premio sul rendimento. La media di tutti i tassi di scambio sull’interbancario porterà ad avere il famoso Euribor che tutti conosciamo.

Però…cosa accade se la banca Z, dopo aver chiesto senza successo alla banca A, poi B, poi C…quella liquidità necessaria per la gestione ordinaria?
Beh, è un bel problema, in quanto se non ci sono fondi, si potrebbe anche aprire il capitolo default. Però TADAAAAAAAAAAAN ! Oggi non è più così!
Per fortuna che c’è la BCE, mamma Banca Centrale Europea.

LTRO salva tutto

Ed ecco che entra in gioco il LTRO. E domani avremo i primi dati sul primo LTRO della storia dell’Euro.
La BCE fornisce il denaro di cui la banca Z ha bisogno, con una scadenza temporale (oggi) di 3 anni ovvero 36 mesi. E oltre a pagare un tasso di interesse vicino all’Euribor, la banca dovrà lasciare in garanzia presso la BCE dei titoli. I cosiddetto COLLATERALI.

COLLATERALI: ma di che tipo?

E su questi collaterali si sono fatti fiuni di parole. Soprattutto su che tipo di collaterali consegnare. All’inizio sembrava che bisognasse consegnare solo collaterali di una certa qualità, ma poi…diciamo che i criteri si sono molto allentati e quindi oggi si possono consegnare tranquillamente, tanto per intenderci, anche Titoli di Stato Italiani. Ma non solo BTp. Si sono aperte le frontiere anche a certi titoli illiquidi che oggi avrebbero addirittura difficoltà ad essere negoziati.
Volete sapere quali titoli sono? Basta cliccare QUI  e li vedrete, direttamente sul sito BCE, elenco aggiornato periodicamente.
Quindi, oltre a fornire liquidità, la BCE fa anche la magia, rendendo praticamente liquidi titoli illiquidi. No, non possiamo definirlo quantitative easing perché non si tratta di cessione, ma solo di garanzia. Però per certi versi qualche paragone si può fare…

Tra necessità e speculazione

Ovvio, le banche sono come sempre delle suanguisughe e dove possono guadagnare si buttano a pesce. L’operazione LTRO è eccellente per chi ha bisogno di soldi per vivere. Ma per chi invece non ne ha bisogno…e comunque eccellente in quanto permette di finanziarsi all’1% per poi magari investire a tassi ben più generosi. Il lato negativo è soprattutto etico. Il lato positivo è ovviamente per il bilancio delle banche e anche per l’andamento (e il controllo della volatilità) del nostro debito pubblico.

Questi ultimi elementi sono stati GIUSTAMENTE oggetti di critica. Il denaro della BCE dovrebbe essere indirizzato al sistema economico, per finanziare le imprese e la crescita economica. In questo modo però si ingrassano solo le banche. Ennesimo caso di denaro che non finisce nell’economia reale ma viene girato alla finanza. Da questo oggi sembra l’ultimo dei problemi. Occorre innanzitutto dare dei forti segnali ai mercati, segnali di sicurezza,e di sostegno. E al momento non possiamo certo negare che questi segnali siano arrivati. Guardate le ultime aste dei titoli di stato dell’Eurozona. Guardatevi l’asta dei titoli di stato spagnoli:

(…) Ma il segnale più importante è arrivato sul fronte dei rendimenti crollati dal 5,1 all’1,7% per i titoli a tre mesi e dal 5,227 al 2,435 per cento per i titoli a sei mesi.
Questa netta frenata dei tassi è legata in parte alla recente manovra varata dal governo spagnolo ma anche al fatto che oggi c’è stata la prima asta Bce a 36 mesi. (…) (Source

Che dite? Vi sembra di vedere un radicale cambiamento della tendenza?

Il grafico qui sopra non necessita di commenti. Il governativo spagnolo guarda caso a 3 anni si è totalmente “staccato” dalla correlazione con l’ITRAXX  (Sovereign Fin) con cui era evidentemente correlato.

I riflessi sui mercati azionari poi, ne sono la conseguenza. E’ stata trovata la medicina perfetta? Tutt’altro. E’ stata trovata l’ennesima droga che però al momento era necessaria per poter stabilizzare un mercato che faceva acqua da tutte le parti. E domani? E domani si vedrà. Oggi i target temporali sono estremamente ridotti. Con un unico grande obiettivo: la sopravvivenza.

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DT

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