Ma chi ci guadagna dalla BCE? Gli stati, innanzitutto (per ora)

15 Marzo 2016 10:19

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Dopo la BCE, è già il momento di un’altra tappa importante. E’ il giorno del meeting BOJ.
La Bce, come è noto, ha dato vita ad un pacchetto di stimoli ben oltre le più ottimistiche previsioni. Una manna dal cielo per la stabilità (apparente) dei mercati finanziari, un’ottima prospettiva (teorica con il TLTRO) di business per le banche, ma per l’economia reale, è ancora tutto molto enigmatico. Anzi, diventa veramente difficile poter quantificare in numeri quale potrebbe essere l’efficacia della manovra di Draghi.

Nessun ‘bazooka’ dopo le mosse del presidente della Bce, Mario Draghi, e in attesa delle decisioni della Federal Reserve e della Banca d’Inghilterra che si riuniranno questa settimana. E’ la prudenza la linea seguita dalla banca guidata da Haruhiko Kuroda. Quasi all’unanimità (voto di 8 a 1) la BoJ mantiene la politica di stimolo – prevedendo un aumento della base monetaria a un ritmo annuale di 80mila miliardi di yen – e lascia il tasso di interesse negativo -0,1% sui depositi dei conti correnti (voto di 7 a 2), decisione assunta a sorpresa lo scorso gennaio, al fine di raggiungere l’inflazione del 2% nel più breve tempo possibile. Per la BoJ l’economia “ha continuato il suo trend di moderata ripresa, anche se le esportazioni e la produzione sono in calo principalmente per gli effetti del rallentamento delle economie emergenti”. (AdnK)

Ah, quindi Kuroda sarebbe un “prudente”. Allora siamo a posto, proprio lui che non ha di certo le idee chiare su dove andremo a parare. Sembra invece più chiaro il fatto che la Bce abbia utilizzato ormai la gran parte del suo arsenale di stimolo e difficilmente andrà oltre tali manovre (eccovi spiegato come mai l’Euro si è rafforzato, in quanto si è come fissato un “turning point”).

La BOJ, nel suo piccolo (si fa per dire), oggi, ci conferma che continua a fare la sua parte: nulla di nuovo, continua imperterrito il suo QQE con un unico obiettivo: inflazione al 2%, a qualsiasi costo.
Sorprende il fatto che il “qualsiasi costo” sia realmente sfrontato ed incurante dei pericoli e dei danni collaterali che possono derivare da tale politica monetaria.

Quindi, anche se sappiamo che, comunque vada, alla fine sarà un disastro, ci tocca fare i conti con la realtà di tutti i giorni e quindi INUTILE farsi il sangue cattivo in attesa dell’Apocalisse. Cerchiamo di vivere nel modo migliore il momento di mercato,cogliendone l’evoluzione. E poi, con consapevolezza (e ridajje…sto diventando noioso con questo termine. Ma non faccio male, secondo me…) ci adegueremo tempo debito.

Intanto occorre dire una cosa: la politica monetaria divergente di FED vs BCE e BOJ, rischia di muovere SECONDO ME, masse monetarie mica da ridere. Ma non nel breve ma nel medio termine.
So che questa mia logica trova diverse critiche. Parlando con un importante analista venerdì, abbiamo discusso un’ora sul fatto che, secondo lui, l’Euro d’ora in avanti non potrà che rafforzarsi.
Io ho cercato di difendere le mie posizioni che sono invece a favore di un indebolimento della moneta unica. Chi avrà ragione? Lo scopriremo solo vivendo.

Intanto però è indiscutibile il beneficio che gli stati dell’Eurozona hanno avuto da questo tipo di politica monetaria. Infatti sono innanzitutto loro, i paesi, che hanno beneficiato alla grande dalla politica ZIRP (tassi a zero) ormai tendente al NIRP (tassi negativi) della banca centrale europea.
Guardate questa piccola scheda.

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Anche l’Italia, nel suo piccolo, ha visto scendere il costo della sua raccolta. Evviva evviva! Un buon dato finalmente. C’è però un problema soprattutto in prospettiva.
Nella mappa qui sopra vedete come in DUE anni il costo del debito sia calato in questi paesi. Ma parlando dell’Italia, come sarà il volume del sottostante? In altri termini, il debito pubblico complessivo come è messo? So che per molti di voi è una banalità ma sono dati importanti soprattutto per chi non è molto “navigato”.

Grafico ITALIA: rapporto debito PIL

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Morale. Come vedete le condizioni del debito /PIL non sono certo “virtuose”. Il timore è prospettare cosa accadrà quando i tassi inizieranno a salire. La necessità potrebbe essere quella da parte della BCE di “congelare” in quest condizioni il costo del debito per renderlo sostenibile.
Voi direte: come? Chiamatela socializzazione, chiamatela Unione Europea a tutti gli effetti, chiamatela come volete. O forse chiamatela utopia.

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Danilo DT