MA CHISSENEFREGA (della discrasia tra economia e finanza)!
Problema? E qual è il problema? Rapporto rischio rendimento? Roba da vecchi ormai passata di moda. Chissenefrega se il mercato non rispetta la realtà. Questo è il NEW NORMAL. L’economia reale anche se non funziona più di tanto e rallenta viene sempre e comunque garantita dalle banche centrali.
Draghi e Yellen nel Simposio di Jackson Hole hanno usato toni equilibrati ma garantivisti. E soprattutto Draghi si è rivelato molto intraprendente.
Come ho scritto ieri (leggete, capre!) mi torna un po’ difficile capire COME agirà e su COSA agirà, oltre che restare dubbioso sugli eventuali effetti del QE, sempre se glielo permetteranno mai, un giorno. Dite che mi faccio troppi problemi? Sicuramente. Chissenefrega dei rischi di mercato, la sua assicurazione ed il suo “whatever it takes” valgono più di qualsiasi cosa.
Dite che l’economia tedesca frena ancora? Beh si, vero. Dopo la frenata del Pil che ha segnato un -0,2% nel secondo trimestre dell’anno, anche l’indice di fiducia delle imprese va già per il quarto trimestre consecutivo e piomba ai minimi da 2013.
Si, piomba è una parola grossa. Diciamo che “corregge” visto che resta sempre a livelli stellari. E se poi l’indice Ifo, che registra appunto il sentiment delle aziende tedesche, si attesta a 106,3 punti non è poi così preoccupante. La locomotiva tedesca si prende una pausa. Capita. Anche l’IFO che misura la situazione corrente scende di brutto e passa dai 112,9 punti di luglio ai 111,1 del mese in corso? Ripeto, la locomotica riprende un po’ di fiato ma ripartirà. Come l’Italia d’altronde.
E guai a fare i portasfiga come l’economista dell’IFO stesso, un tale sconosciuto che si fa chiamare Klaus Wohlrabe, il quale dice che il terzo trimestre il PIL tedesco sarà vicino allo ZERO. Sicuramente è un ribassista che è stato pagato per dirle certe cose.
Ragazzo, c’è Draghi, ci pensa lui! E poi la frenata tedesca è dovuta all’Ucraina e alla Russia. La situazione verrà presto risolta. Quindi anche se le imprese tedesche faranno meno fatturato sarà una nuvola passeggera. Passerà.
E poi chissenefrega se in Francia la situazione è sempre più critica e se il Primo Ministro dà le dimissioni. Era un atto dovuto, ciò che conta sono le priorità, tutte rivolte al lavoro e alla crescita economica. Come per tutti d’altronde. Ora il PMI francese è il peggiore tra i big dell’Eurozona. Ma è sui minimi e di certo ripartirà.
Intanto guardate la borsa USA. Continua a correre e sarebbe assurdo non continuare a comprare azioni. Vanno sempre su!. E ora l’indice benchmark è arrivato a 2000 punti. Il VIX è assolutamente sotto controllo. Quindi NON c’è rischio. E allora perché non continuare a seguire la tendenza?
E poi il nostro FTSEMIB. Ieri è stata la miglior borsa in Europa. Ha perso tantissimo e ha ancora tanta strada da recuperare. Dite che ci sono troppi titoli finanziari e che dipende troppo dallo spread? Ma signori, per quello abbiamo l’assicurazione di Draghi. E che problema c’è?
Piazza Affari apre l’ultima settimana di agosto in netto rialzo, la migliore tra le Borse europee, orfane di Londra chiusa per Bank Holiday. A spingere i mercati azionari europei sono le aspettative per le mosse della Bce dopo i toni da colomba usati dal presidente Mario Draghi nel simposio di Jackson Hole, nel Wyoming. A trainare piazza Affari sono stati soprattutto i titoli bancari, con lo spread Btp-Bund in calo a 153 punti, da 159 alla chiusura di venerdì scorso. A Milano l’indice guida Ftse Mib ha chiuso a 20.375,39 punti (+2,29%) e l’All Share a 21.609,69 punti (+2,19%). (ADN)
Quindi, la festa non è che all’inizio per i mercati e non capirlo sarebbe un vero delitto.
(Per chi non mi conoscesse, non mi sono bevuto il cervello ma ho solo commentato l’ennesima giornata di follia assoluta dei mercati finanziari, comandati dal mondo della finanza e non di certo dall’economia reale che fa acqua da tutte le parti. Al momento il giochino funziona ancora. E fin che la barca va…lasciala andare. Tutto dipende appunto dalla finanza e da come e per quanto riuscirà ancora a dominare sui mercati in modo così attivo e determinante. Definiamolo un “mondo economico di plastica” in una realtà dove la situazione è decisamente molto grave. La discrasia tra la realtà economica italiana e il valore dei nostri BTP e del FTSEMIB ne è il simbolo. Ma questo è il mercato, signori, prendere o lasciare. In caso contrario, pensare alla salute e…chissenefrega…)
STAY TUNED!

