MAI TOCCARE LO STATUS QUO! E le spese delle amministrazioni pubbliche continuano a salire.

21 Luglio 2014 09:10

magna magna politica italianaSempre la solita salsa. Sempre il solito “magna-magna”. La nostra classe politica è incorreggibile, un sistema che sembra rigido ed inamovibile e a nulla servono i volti nuovi e le belle intenzioni. I risultati parlano da soli.
La settimana scorsa ricorderete la mia citazione, nel post sul DEBITO PUBBLICO,  scrivevo…

Ma la cosa più curiosa e sinceramente disgustosa è che a pesare su questo dato è proprio …l’amministrazione pubblica.
Ebbene SI! Sempre loro! Ma non doveva esserci la “spending review”? Ma attenzione, non le amministrazioni locali e periferiche, dove il debito e fabbisogno è diminuito ma ancora una volta le AMMINISTRAZIONI CENTRALI! (+20.9 miliardi di Euro)

Il grande carrozzone continua a mangiarci di traverso e ci porterà alla rovina! Ed è assolutamente lecito e logico aspettarci, vista la roboante crescita economica, un peggioramento del rapporto debito/PIL.

I dati degli ultimi giorni, poi, hanno confermato un rallentamento del carrozzone. PIL rivisto al ribasso, crescita non così virtuosa, stime tutte riviste al ribasso. Un dejavu che ci sta acompagnando da non so quanti anni. Ed ovviamente un trend della crescita al economica ribassista che non neccessita ulteriori commenti.
In massima sintesi possiamo dire che dal 2008 il 25% della produzione industriale si è volatilizzata. In buona parte anche a causa del’amministrazione pubblica che ha portato a burocratizzazione eccessiva, enormi costi, aumento della pressione fiscale e così via.

Certo, tutto sembrava bello quando si usava la leva del debito per generare benessere (vedi gli USA degli ultimi anni) ma poi…la festa finisce ed oggi eccoci qui con un sistema che non riesce più ad andare avanti.

Produzione industriale 2008-2014

La produzione industriale continua a scendere, con effetti notevoli in Europa mentre la ripresa economica sembra allontanarsi nuovamente. I dati Eurostat hanno difatti convalidato la discesa del manifatturiero europeo dopo quello già registrato nelle grandi economie mondiali.

Nel dettaglio, i dati inerenti alla crescita della produzione industriale nell’Area Euro nel mese di maggio sono stati negativi per la maggior parte dei Paesi, attestandosi molto al di sotto delle stime degli economisti. A livello globale, la produzione industriale dell’Area Euro è scesa dell’1% nel solo mese di maggio. Il dettaglio per singolo Paese è: Germania -1,4%, Francia -1,7%, Italia -1,2%, Spagna -0,9%. L’arretramento ha inoltre riguardato anche la Gran Bretagna (-0,7%) e, soprattutto, i paesi Nordici, e cioè la Svezia (-3,2%) e la Norvegia (-5,9%). (Source) 

Bene, mal comune mezzo gaudio, tutto il mondo “core” rallenta. Ma noi, non dimentichiamolo mai, siamo messi molto peggio degli altri, con dei problemi strutturali enormi. In primis la gestione del debito e della spesa pubblica. Ed ecco perché nasce la spending review.
Ma sta funzionando questa spending review? Già leggendo la prima parte del post avrete capito che qualcosa non quadra. Ma non bastano questi dati, c’è ben di peggio. E se poi parliamo di promesse, diciamo che iniziamo ad essere a livelli notevoli anche con questo capo del Governo.

Un esempio su tutti il taglio ai costi della politica. Se n’è ancora parlato? Ma assolutamente no. L’abbattimento dei privilegi ai politici è letteralmente scomparso non solo dall’agenda del governo ma anche da qualunque dibattito pubblico.

E pensare che c’è già un dossier curato dai prof. Massimo Bordignon e Riccardo Puglisi che ovviamente è uscito, ha destato interesse per poi…finire nel cassetto e quindi nel dimenticatoio. Questo report individua in quali enti pubblici ed in quali strutture (Regioni in primis) ci sono i maggiori sprechi. E sempre lo stesso report proponeva un livellamento su tutta la struttura nazionale degli stipendi all’amministrazione regionale.
Ma forse ledeva troppi interessi. Siamo mica matti e rovinare degli status quo considerati intoccabili? (questo è il nostro VERO problema!)

Ricordo inoltre che solo per pagare stipendi e pensioni di deputati e senatori si sono spesi nel 2013 circa 447 milioni, con un aumento di 8 milioni sul 2012.

Ma non è tutto. Unimpresa ha condotto un’analisi condotta dal proprio Centro Studi ed ha scoeprto che nei primi 5 mesi del 2014 la spesa dell’amministrazione pubblica è lievitata di BEN 25 miliardi di Euro dopo che sono salite, secondo Unimpresa, dal 2012 al 2013, non di 8 ma di 38 miliardi di Euro. Ma cosa si può pretendere da uno Stato dove 2.761 società pubbliche hanno più amministratori che dipendenti…

ALLA FACCIA DELLA SPENDING REVIEW!

PS: lettura consigliata –> il post di sabato sulla grande CRESCITA ITALIANA

STAY TUNED!

Danilo DT

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