MI SONO DOVUTO RICREDERE

19 Novembre 2010 17:32

Beh, non pensiate minimamente che abbia cambiato idea in merito alla situazione economica e soprattutto finanziaria mondiale. Per me, il mondo è semplicemente fallito. Di certo non sarà il più striminzito rimbalzo registrato dai dati economici in seguito al più imponente stimolo della storia umana  a convincermi che il mondo è fuori dalle peste. Invece, amici miei carissimi, vi devo candidamente confessare che mi sono profondamente ricreduto sul calcio. Ma non l’elemento della tavola periodica. No no, il calcio inteso come quel gioco che fa impazzire tanti ometti che assolutamente rapiti osservano eccitati altri 22 uomini sudati rincorre per un’ora e mezza un oggetto vagamente ispirato ad un grande ghiandola maschile. Ma per precisione, devo dirvi che non mi sono ricreduto sul gioco del calcio in generale. Grazie a Zerohedge, inesauribile fonte di ispirazione e incredibile collettore di miriadi di notizie che altrimenti finirebbero trascurate dai mass media ufficiali, sono venuto a conoscenza di un calciatore, un tal Eric Cantona, che avrebbe deciso di fare la rivoluzione.  Vi dico subito che non sono interessato alla rivoluzione… la rivoluzione è roba per gente seria, e io, con il nick che mi sono auto-appioppato, sono tutto fuori che serio. Contrariamente, questo Eric Cantona pare invece essere, leggendo su Wikipedia, uno davvero serio.

Da fortunato, credo, pensionato miliardario, ha avuto modo di osservare e capire le storture di questo mondo. E ha pure elaborato una strategia per raddrizzare queste assurdità sociali. E come uno di noi, la colpa, l’ha data al sistema bancario! Un calciatore! Cioè ragazzi, mi si è aperto un mondo: per la prima volta nella mia vita, mi sono guardato e riguardato un video di un intervista ad un calciatore! Se il Calciatore cambia, se Mattacchiuz cambia… tutto il mondo può cambiare!

Adesso vi riporto tradotte dal francese all’inglese e dall’inglese all’italiano la sua breve intervista.

I don’t think we can be entierly happy seeing such misery around us

Unless you live in a pod … but then there is a chance… there is something to do.

I’m a little concerned by those… who …….

Well, I’m non concerned but I think it’s important, nowadays, to defend our own reasons.

But nowadays, what does it mean to be on the street?  What does it mean to demonstrate? You swindle yourself. Anyway, it’s not this way anymore. We don’t pick up weapons to kill people, to start the revolution… the revolution is really easy to do nowadays.

What is this system?  The system revolves around the banks… it’s based on the power of the banks… so it must be destroyed starting with the banks. This means that the three million people with their placards on the street: they go to the bank, withdraw their money from the banks and these ones collapse. Three millions, ten million people, and the banks collapse and there is no real threat, a real revolution! We must go to the bank. In this case there would be a real revolution. It’s not complicated. Instead of going on the street and driving kilometers by car, you simply go to the bank in your country and withdraw your money… and if there are a lot of people withdrawing their money, the system collapses. No weapon, no blood or anything like that. It’s not difficult…. And in this case, they will listen to us in a different way….. Trade Unions! Sometimes we should propose ideas to them!

In italiano, tutto questo suona più o meno così:

Non penso che noi possiamo raccontarci di essere davvero felici, vedendo la miseria che ci circonda. A meno che non si viva in una scatola… ma c’è una possibilità, qualcosa si può fare.

Sono un po’ preoccupato da quelli… si coloro che…

In somma, non sono preoccupato, ma credo sia importante, oggi, difendere le nostre stesse ragioni. Ma cosa significa al giorno d’oggi scendere in piazza? Cosa significa dimostrare? È solo una fregatura autoindotta. In ogni caso, non è più questo il modo. Noi non imbracciamo armi per uccidere la gente con lo scopo di iniziare una rivoluzione… la rivoluzione è cosa piuttosto semplice da fare, oggi.

“Qual è il sistema? Beh, il sistema oggi ruota attorno alle banche… è basato sul potere delle banche… quindi, deve essere distrutto a partire dalle banche. Cioè prendi tre milioni di persone in strada con i loro cartelloni e manifesti e fa loro ritirare i propri soldi dalle banche, allora loro collasseranno. Tre milioni, dieci milioni, e le banche collasseranno, senza una reale minaccia, nessuna reale rivoluzione! Dobbiamo andare in banca. Solo in questo caso la rivoluzione sarà vera. Non è complicato. Invece che scendere in piazza, semplicemente devi recarti presso la banca del tuo paese, e ritirare il tuo denaro, e se ci sarà un numero sufficiente di persone, il sistema colasserà. Niente armi, niente sangue niente di tutto questo. Non è difficile…. E in questo caso loro ci ascolteranno in maniera differente… Trade Unions! Alcune volte, dovremmo proporre loro quest’idea…!

Queste le parole del calciatore rivoluzionario. Solo che qualcuno le ha pure prese sul serio, e come riporta il Sueddeutsche Zeitung, in Francia, per il 7 di dicembre, qualcuno ha pensato bene di istituire la giornata internazionale, o qualcosa del genere, del prelievo bancario… chissà!! Al di la di tutto, considerando pure che con ogni probabilità la cosa sarebbe gestita più o meno agevolmente dagli istituti e dalle istituzioni, verrebbe comunicato LORO un bel messaggio, chiaro e preciso.

Indipendentemente dal fatto che io possa essere in completo disaccordo o meno con Cantona, visto che proporre una cosa simile credo sia illegale, lo stupore nel sentire queste frasi rimane inalterato. Mi sono dovuto ricredere su quasi tutto il mondo del calcio, per induzione! 🙂

Ricordatevi bene, che al di la delle definizioni legali, giuridiche, economiche o termodinamiche, il denaro e la sua creazione, è di fatto un monopolio davvero molto strano. Nessuno di noi può sfuggire al denaro: noi possiamo pensare addirittura di lavorare o scambiarci beni utilizzando il baratto, ma prima o poi, quando ad esempio paghiamo le tasse, al denaro dobbiamo ricorrere. Tuttavia esso è il frutto di un monopolio particolare e magico. Solo le banche hanno il potere di moltiplicare il denaro, e sul denaro che esse moltiplicano, ci piazzano interessi con i quali, tra le tante cose, loro si pagano bonus stellari, roba confrontabile direttamente con il PIL di qualche centinaio di Paesi presi singolarmente. Per farci stare buoni, ai più fortunati di noi vengono invece pagati interessi sul denaro che noi depositiamo, interessi che comunque, secondo logica economica, sono una pallida frazione di quelli che invece chiedono quando essi lo prestano. E voi sapete bene che tutto il denaro al mondo, sia esso costituito da banconote piuttosto che da conti correnti piuttosto che da depositi presso il tesoro, è stato originariamente prestato. Da questa differenza nasce l’enorme ricchezza delle banche, grazie a questi soldi, frutto di un potere monopolistico che lo Stato ha dato in concessione, nascono i patrimoni da migliaia di miliardi, in partecipazioni societarie, in palazzi, in proprietà di risorse indispensabili, in mille altre cose. Ora, qualcuno mi spieghi il perché un monopolio imposto da uno Stato democratico, perché un mero mezzo di scambio reso necessario solo per pagare le tasse e poco altro, perché questo debba poi in pratica concretizzarsi in un immenso aspirapolvere di ricchezza? Qualcuno davvero me lo spieghi.

Mattacchiuz