MIB weekly visto dalla signora Maria

di gremlin
20 Gennaio 2011 16:30

Ieri la signora Maria è uscita per la spesa, lei preferisce i grandi magazzini, quindi prima in banca e poi al superspaccio alimentari.
Entra in filiale, piglia il numerino e aspetta il suo turno.
(Maria, l’angelo) “Vorrei comprare diecimila euro di btp al 3% netto, che scadenze mi consiglia? “ esordisce lei con gran sbalordimento del bancario per la chiarezza con cui ha formulato la richiesta, ma lui non sa che da un po’ di tempo lei non si perde una puntata del blog I&M.
(Bancario, il diavoletto) “Ma lei è già investita tutta in titoli di Stato, adesso potrebbe iniziare a investire diversificando visto che ormai tutto il mondo è in piena ripresa economica… anche la borsa che è lo specchio esatto dell’economia continua a salire… probabile che si continui a crescere ancora per anni, sarebbe un peccato non approffittarne…”
(M.) “e allora cosa dovrei comprare invece dei btp?”
(B.) “ma guardi, noi come principale gruppo bancario italiano possiamo offrire tante soluzioni di investimento, io mi sentirei di proporle questo fondo azionario Italia che investe anche una quota consistente in obbligazioni per maggiore garanzia dell’investitore”
(M.) “quindi lei mi propone di scommettere sul rialzo della borsa italiana per avere una rivalutazione del mio capitale, senza offrirmi in cambio alcuna garanzia di rendimento visto che il valore della quota per la parte che dipende dall’obligazionario è funzione dei prezzi di mercato dei bond e non delle cedole maturate… guardi, ho qui con me il grafico del mib che mio figlio ha stampato dal blog intermarket… a proposito, glielo consiglio perchè le sarebbe molto utile… vede? l’indice di borsa è come se avesse disegnato un imbuto dal luglio 2009, è come se fosse ingabbiato in quel canale tratteggiato in bianco, in altre parole è come se non avesse alcuna forza per rivalutarsi e ritornare ai livelli del 2007. Lo sa che la nostra borsa rispetto alla Germania è veramente penosa? perchè mi ha proposto l’Italia invece della Germania visto che non c’è alcun rischio di cambio? “

Ebbene sì, sono uno scrittore di fantascienza. Secondo voi quando ci saranno in Italia dieci cento mille signore Maria e consorte?
Io sono un assertore dei grafici. Educare la signora Maria a valutare la proposta di un bancario (o di qualunque altro consulente a vario titolo) con grafico alla mano per non farsi infinocchiare dalle parole in libertà e dai concetti di convenienza, come “ripresa economica” e “borsa che riflette l’economia”, è un’impresa da Don Chisciotte ma non impossibile se l’obiettivo è dieci fra un anno invece di mille subito.
Voi invece che leggete qui e che non siete marziani, pensate proprio di affidare i vostri risparmi per un “esteso periodo di tempo” ai titoli italici?
Anche i “più solidi” che danno dividendo, come Eni e Enel, sono impastoiati come non mai in logiche molto più politiche che industriali e di tanto in tanto affiora pure il sospetto di indagini in corso per fondi neri: e questi sarebbero titoli da cassetta e da FONDO PENSIONE? Pensate forse che i fondi pensione, quelli che dovrebbero garantirvi almeno un pasto caldo fra trent’anni, investano sulle risparmio per rischiare di meno? allora guardatevi le Bancaintesa r. tanto per dirne una.


O preferite gli assicurativi perchè continuano a fare profitti (grazie al parco buoi motorizzato e alle polizze vita che rendono subito uno sgravio fiscale e nient’altro sul lungo periodo) e hanno un patrimonio immobiliare secondo solo al Vaticano? allora guardatevi il grafico delle Generali e chiedetevi: ma se una Generali che fa milioni di profitti/anno dai tempi di Mosè perchè adesso vale 15?
Ditemi: siete contenti di investire in un fondo con dentro le Generali e titoli simili che dal marzo 2009 mantengono ancora prezzi più che dimezzati rispetto al massimo 2007? in QUATTRO anni questi titoli da cassetta hanno “garantito” all’investitore un rendimento medio annuale del MENO diciottopercento malgrado Germania e USA abbiano già recuperato i due terzi almeno.
Purtroppo non c’è alternativa: se vuoi un azionario italico ti devi cuccare le peggio cose, dalle Generali, all’Unicredit arabo-leghista, alla Finmeccanica ultra indagata e compromessa persino coi Nar di Mokbel, all’Impregilo (l’ospedale mezzo crollato dell’Aquila è suo, da 15 anni si occupa di smaltimento rifiuti napoletani grazie a Bassolino, le centrali atomiche e il ponte sullo stretto sono sue, pure la salerno/reggio c. è sua, e mille altre cose che hanno fatto “pensare” a strettissimi rapporti mafiosi), alla Telecom degli spioni e degli spezzatini, all’Enel che ha acquisito tutti i diritti sull’acqua della Patagonia cilena (indecente!) che importa elettricità atomica spacciandola per rinnovabile che nella bolletta ci fa pagare il CIP 6 e che ha controllate nei paradisi fiscali (non è l’unica), all’Eni che tiene ottimi rapporti con l’Opus Dei, col governo e mille altre lobby ma che non ci fa sapere con esattezza i suoi costi industriali (ad es. quanto paga il gas d’importazione? così gli analisti non sono in grado di fargli i conti in tasca e dimostrare che i profitti dichiarati sono pochini…).
In questo desolante panorama di titoli abbietti ce n’è uno che ancora si salva, con un bel grafico e che distribuisce pure il dividendo: Tenaris.
E se ora vi chiedete “che alternative abbiamo?” guardatevi i titoli dell’indice tedesco (che possono tra l’altro essere protetti efficacemente con opzioni) e traete da soli le conclusioni.

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