MISSION (quasi) IMPOSSIBLE: la nuova grande sfida
Non voglio tediarvi ma quando c’è qualcosa di interessante, mi piace cercare di approfondire.
In questo momento mi sono concentrato un po’ di più sulle commodity, anche perché il ruolo delle stesse è molto importante per le dinamiche intermarket. Certo, la liquidità è dilagante e per molti questo fatto ha contribuito a far perdere validità dall’analisi intermarket. Nulla di più sbagliato. Se si continua ad interpretare l’intermarket in modo “tradizionale” è normale trovarsi di fronte delle incongruenze. Il vero valore aggiunto è cercare di interpretare i mercati tenendo conto dell’anomalo momento. Detto questo, come ho già spiegato nel post precedente, le banche centrali si dicono pronte ad affrontare un eventuale rischio “inflazione” che sta crescendo proprio per colpa dell’impennata dei prezzi delle commodity. Secondo alcuni, poi, le stesse commodity sono già salite troppo e quindi difficilmente contribuiranno ulteriormente ad un’impennata del tasso inflazione.
Già, peccato però che siamo in una fase dove si vuol portare l’economia alla reflazione, ci troviamo con tanta liquidità che non circola e che si vuol fare circolare ed il mercato già sta sentendo odore di manovre restrittive. Ma torniamo ai corsi delle materie prime. Siete sicuri che siamo già salite troppo?
Commodities to Equity ratio
Questo rapporto tra le materie prime e Wall Street ci illustra un mercato dove le commodity saranno anche salite nel breve, ma se parametrate con la crescita delle borse, il gap è disarmante.
Cosa ci suggerisce il grafico? Il primo messaggio è il più chiaro. Le commodity restano palesemente sottovalutate e in una fase di ripresa ciclica non possono quindi che crescere ulteriormente (prendete nota…). Ma detto questo, un’impennata dei prezzi non può essere ininfluente. Più inflazione e quindi tassi che possono salire. Ma anche un problema di sostenibilità economica. Commodity più care possono anche comportare un aggravio sui costi di produzioni e quindi ricadute sui consumi. Il cane che si morde la coda. Il “sistema” dovrà monitorare come non mai la situazione, dovrà far correre il più possibile l’inflazione cercando di dirigerla sempre con l’obiettivo di non dover alzare i tassi di interesse. Questa, come già vi ho detto in passato, è la vera grande MISSION delle banche centrali per i prossimi anni.
STAY TUNED!
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