MULTIPLI e MERCATI: ma le borse sono veramente care?
Spesso si parla di multipli, senza però capire esattamente cosa possono significare. Certo, possono apparire cari, ma su quali basi? Un Price Earning (P/E) a 24 è sinonimo di borse care oppure no? Beh signori, dipende. E da cosa? Dalle prospettive, anche dal ciclo economico (Shiller insegna) e soprattutto dai tassi di interesse.
Riprendiamo allora il concetto di ERP, ovvero Equity Risk Premium.
ERP: Equity Risk Premium, è il rendimento atteso in eccesso di un mercato azionario rispetto alle attività prive di rischio. Tradotto: quanto gli investitori chiedono in termini di rendimento atteso per investire in un mercato rischioso.
Quindi, se parliamo di mercato USA, l’ERP è la differenza tra il Treasury a 10y e quanto si aspetta dal mercato azionario. E’ quindi ovvio che se aumentano i rendimenti del Treasury, rendono il mondo bond più interessante a scapito dell’equity.
Oggi l’ERP è rappresentabile in questo modo (thanks to Goldman Sachs che mi evita di montare le funzioni su Reuters…)
Se facciamo riferimento al mercato USA che in questo momento merita il massimo dell’attenzione, notiamo che OGGI l’ERP è pari a circa il 4,9%.
Tutto questo sarà anche molto bello ma l’amico lettore probabilmente si starà chiedendo a cosa potrebbe servire tutto questo. In realtà l’utilità la possiamo vedere dall’esercizio qui sotto riportato. Ovvero, tenendo conto dell’ERP e del rendimento dei T-Note, qual’è il P/E che dovremmo aspettarci dal mercato?
Allora, un esempio concreto. Oggi il T-Note 10y rende l’1,77. Se l’ERP è pari a 4,9%, risulterebbe coerente un P/E del mercato pari a 21.
Se prendiamo l’Earning Yield previsto per il 2022 (4,6%) rapportato a quello che possiamo considerare un rendimento target per il T-Note pari al 2%, il P/E diventa 22.
Domanda: ma oggi quanto è sto benedetto P/E dello SP500?
Facciamo così, se guardiamo al P/E current ci viene un coccolone e allora puntiamo al forward P/E 12 m che risulta più potabile.
Se quindi prendiamo questi parametri il mercato non risulta nemmeno così caro. Ma occhio perchè mai come oggi bisogna fare delle distinzioni e proprio nel mondo delle valutazioni, ancora oggi ci sono forti differenze tra vari settori ed aree. Sono anche diverse le prospettive, però i gap sono ancora molto importanti. Il riferimento è ovviamente rivolto ai FAANG. Quanto condizioneranno ancora questa correzione, visto che (come ampiamente previsto) sono loro a spurgare gli eccessi (mentre il resto del mercato non è nemmeno così expensive)?
STAY TUNED!
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