Mutamenti economici: Usa e Cina invertono i ruoli
Focus sulla guerra valutaria USA vs Cina con considerazioni sul perché alla fine le richieste di rivalutazione dello Yuan saranno vane.
Ormai è un dato di fatto, più volte discusso anche su questo blog. La Cina è indirizzata verso un futuro di grande crescita economico-politica.
Il Celeste Impero diventa protagonista delle vicende economiche globali, a partire dalle note questioni valutarie che tanto ci hanno fatto discutere in questi giorni. Se mi permettete però, vorrei farvi notare una cosa. Questa guerra valutaria porterà, col tempo, a generare nuovi scenari e anche nuovi equilibri. Gli eccessi verranno assorbiti, in un modo o nell’altro, e il mercato acquisirà una nuova fisionomia. Ma quale fisionomia? Per meglio capire cosa accadrà sul mercato, prendo ad esempio proprio i due stati nel centro del mirino.
a) Da una parte gli USA, l’ex grande potenza ormai malata.
b) Dall’altra la Cina il nuovo mondo che avanza.
Da una parte gli americani che farebbero carte false (intanto fanno carta straccia stampando dollari …) per rilanciare l’economia. Ormai la politica dei taglio tassi è esaurita, i tassi reali sono negativi, occorre agire sulla valuta facendola artificiosamente indebolire. In questo modo si stimola l’economia e si apre un nuovo mondo, finora di secondo piano. Un’economia da esportazioni. E queste esportazioni dovrebbero andare a compensare la voragine generata (ricordate questo post su Mr. SMITH?) la situazione di crisi del consumatore medio che ha dato vita al sogno americano e che ha tenuto in piedi da solo la crescita economica globale. Quindi più Export e meno consumi interni.
Sull’altra sponda del fiume la Cina. Uno stato che ha una valuta ora molto sottovalutata (anche se relativo, guardate il Big Mac Index). Questa sottovalutazione dà ampio margine alle esportazioni. Ma prorpio qui sta il cambiamento. La rivalutazione progressiva (e non traumatica, come vogliono USA e Europa) porterà la Cina a diventare un paese meno esportatore. Ciò significa un cambiamento enorme nel tessuto economico del paese. Meno export dovrà essere compensato, indovinate un po’, da più consumi interni. E su questo ci sono invece spazi di sviluppo e miglioramento abissali. Ma giustamente (i cinesi sono tutt’altro che stupidi) questo “switch” deve essere graduale, altrimenti per la Cina è un disastro, si genererebbero degli squilibri molto forti nel breve periodo, generando disoccupazione e forte rallentamento economico.
Ecco quindi spiegata la magia: USA che diventeranno più Cina e Cina che avrà un modello economico più Americano.
Ma per far si che questo switch si completi ci va del tempo. Ma di tempo gli americani (e gli europei) ne hanno poco… L’economia già latita e aspettare troppo significherebbe nuova recessione. Ma questo alla Cina frega proprio poco (ecco perché il premier cinese si è scocciato di sentire le pietose richieste di rivalutazione), mentre invece continua a fare accordi commerciali che permettano un maggior sviluppo ed una maggior globalizzazione dell’impero economico cinese.
Ripeto, mica fessi i cinesi..
Riserve e manipolazioni
Oltre a questi fattori economici, non possiamo non aprire una parentesi sull’immane quantità di riserve valutarie in mano ai cinesi. La Cina oggi possiede oltre il 40% del riserve mondiali in valuta. Cifre immani, e come ben sappiamo, se sommata al Giappone, posseggono oltre il 50% del debito pubblico USA.
Cosa hanno fatto? Hanno quindi comprato titoli governativi USA (T Bond e T Note) utilizzando i vari surplus di bilancio. In questo modo…TEEEEK… hanno allegramente manipolato il cambio, tenendo forte il Dollaro USA nei confronti proprio dello Yuan. Pensate che negli ultimi anni la Cina ha investito circa il 50% del proprio Pil in T Bond…
Rovescio della medaglia.
Ora però appare ovvio che, per la Cina, un rafforzamento dello Yuan ed un indebolimento automatico dello stesso sia contro Dollaro USA che contro a tutte le altre valute, oro compreso, significherebbe incassare pesanti perdite in bilancio. Pensateci un po’…
Perché la Cina dovrebbe rivalutare ORA? Per loro è un vero dramma! La rivalutazione è un percorso che è si obbligato, ma è assolutamente da fare (per loro) in modo graduale altrimenti diventerebbe un vero bagno di sangue.
Quindi eccovi spiegato il perché la Cina continui a voler rivalutare SOLO progressivamente come da accordi, in modo molto SOFT.
Ultima considerazione
Siamo ormai a pochi giorni dal G 20 di Seul. Come sempre si farà tanta filosofia ma poco di concreto. Mi auguro solo che, questa volta, ci sia UNA cosa veramente protagonista, per il benessere non solo cinese, ma globale, al fine di limitare i disequilibri che si stanno drammaticamente generando.
Questa cosa è una reale COOPERAZIONE.
Nella speranza che il tempo, logorante come non mai, non affossi le nostre, di economie.
STAY TUNED!
DT
Tutti I diritti riservati ©
Grafici e dati elaborati da Intermarket&more sulla database Bloomberg
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)
Sostieni I&M! Clicca sul bottone ”DONAZIONE” qui sotto o a fianco nella colonna di destra!
Vuoi provare il Vero Trading professionale? PROVALO GRATIS!

