Mattone bucato

16 Febbraio 2011 15:38

Molti dati oggi in uscita dai centri di statistica americani in merito alla situazione del mercato immobiliare.

Mutui residenziali

Alle ore 13:00 italiana, l’MBA ha pubblicato la lettura dei sui indici per la settimana conclusasi l’11 febbraio 2011. Nonostante il tracollo dell’indice generale, che precipita del 9.5% ( notizia bearish e ignorabile ), l’indice che invece tiene traccia dei soli mutui nuovi concessi scende su base destagionalizzata del 5.9% ( notizia bearish e quindi ancora ignorabile ), mentre i rifinanziamenti decrescono del 11.4%.

Il grafico mostra chiaramente l’estrema forza della ripresa in corso

Nello specifico, il valore dell’indice relativo ai mutui concessi tramite i canali governativi ha visto una riduzione del 4.91%, passando da 187.2 a 178, mentre quello pertinente ai mutui concessi convenzionalmente indietreggia del 6.65% portandosi a 172.7 da 185. Se il grafico fosse un encefalogramma, il paziente sarebbe dichiarato morto. Fortunatamente l’economia moderna tutto è tranne che reale. Ma la statistica spiega anche, in maniera razionale, convincente e soprattutto accettabile, che tutto quello che crolla prima o poi risale. Per la vostra buona sorte, gli ingegneri aerospaziali, civili, navali; i medici, i chirurghi, i dentisti; i muratori, i piloti di aerei ( non so se anche quelli di elicotteri… ),  i trapezisti, beh, tutta sta gentaglia ragiona in modo leggermente diverso… . Ma si sa, siate tutti benvenuti nell’economia delle chiacchiere.

Andiamo avanti che è meglio… forse…

Il Census oggi ha anche pubblicato tutti i dati in merito al settore delle costruzioni. Al solito, mi concentrerò su permessi rilasciati, nuovi cantieri avviati e abitazioni completate. Prima di scendere nel particolare dei dati non destagionalizzati, cosicché possiate da voi applicare i filtri che più credete opportuni, vi riporto la consueta sintesi dei dati destagionalizzati.

Cominciamo dai permessi di costruzione di abitazioni private, il cui crollo del 10.4% la dice lunga sull’incremento registrato nel dicembre 2010. Il dato destagionalizzato ritraccia a 562 mila dai 627 mila ( 635 mila in prima lettura )  di dicembre. Male anche il numero di permessi rilasciati per la costruzione di una casa monofamiliare, in declino del 4.8%

Esaltante invece, indipendentemente dalle nevicate che tutti, dagli uffici statistici ai CEO delle multinazionali ai banchieri centrali ai ministri del tesoro, fino a Pippo, Pluto e Paperino, hanno incolpato come principale causa del rallentamento generalizzato delle economie dei paesi sviluppati ( eccetto per la Germania dove invece splendeva un sole da spaccare i sassi ) il numero di nuove case avviate cresce in gennaio – tenetevi forte –  del 14.6% rispetto al mese di dicembre. Il dato destagionalizzato si porta così a 596 mila nuovi cantieri avviati, dai 520 mila di dicembre, contro una prima lettura di 529 mila. Devo tuttavia avvisarvi che qualcosa di particolare c’è in questo dato. Mentre infatti il numero di abitazioni monofamiliari avviate risulta in contrazione, raddoppiano invece il numero di edifici avviati con più di cinque unità abitative, passando dai 95 mila di dicembre ai 171 mila di gennaio. Non credo che siano contemplate in questo genere di statistiche la basi militari… .

Infine, le abitazioni completate crollano del 9.5% rispetto a dicembre e del 22.7% rispetto ad un anno fa… .

Notevole la schizofrenia dei costruttori. Probabilmente indotti dagli ottimi numeri pubblicati da Realtors, che continua a spingere in su la sua serie delle compravendite di case, nonostante tutte le altre agenzie statistiche si attendano entro la metà dell’anno una revisione a ribasso del 20%, i costruttori dicevo, devono aver deciso che con la neve non convenga più terminare le case, bensì sia più intelligente iniziarne di nuove, quando normalmente è il contrario, in quanto terminare la casa implica che probabilmente il tetto per difendersi dalla minaccia bianca c’è già… . Non solo probabilmente dopo accurati calcoli e costatazioni macroeconomiche sono giunti alla conclusione che sia meglio smettere di costruire le case in via di costruzione per lanciarsi un nuovi stimolanti investimenti… Tutto secondo logica direi…

Lasciamo perdere e approfondiamo i dati “veri”

Permessi di costruzione.

Al di la dell’insignificante revisione a ribasso del dato precedente, insignificante in quanto chissechiava, il crollo nel numero di nuovi permessi è stato del 30%.

Continua la polverizzazione di ogni record a ribasso, indipendentemente da quello che la destagionalizzazione racconta. Il mese di gennaio ha registrato il peggior dato da quando la legge impone di avere un permesso di costruzione prima di avviare una casa. 35900. Inferiore addirittura ai 39500 del gennaio scorso e dei 37600 del gennaio 2009.

Cantieri avviati.

Questo dato vi tirerà su il morale, anche se resta tutto da capire l’anomala quantità di edifici avviati con cinque abitazioni o più.

Rivisto a ribasso di 600 unità ( sembra poca roba… ma su 30 mila in totale qualcosa incide… ) per il mese di dicembre, il numero di nuovi cantieri avviati schipppppppppppa a rialzo stabilendo una crescita record del 13.4%.

Questo mese è davvero un giallo. Complessivamente, il numero di nuove abitazioni avviate incrementa da 33700 a 38200. Nel dettaglio, il numero di abitazioni monofamiliari avviate decresce di 1000 unità, mentre aumenta di ben 5200, da 6500 a 11700 il numero di strutture multiple per cui sono state gettate le fondamenta. Boh, sapremo in futuro cosa hanno in mente i costruttori.

Case completate.

Qui la cosa è comica… tragicomica!

Il peggior dato di sempre da dopo la guerra di secessione ( 12 aprile 1861, 26 maggio 1865 secondo Wiki). Rispetto al mese precedente, la riduzione del numero non destagionalizzato è del 35.5%. A gennaio sono state completate solo 35200 case.

Insomma amici miei vedete voi come giudicare questi dati. In particolare cercate una qualche ragione seria per inquadrare quel +80% nel numero di abitazioni plurifamiliari avviate. Non credo di potervi essere di alcun aiuto nell’interpretare correttamente questi dati, in quanto mi sfugge completamente la logica ( ce ne sono, per carità, ma non stanno né in cielo né in terra, forse stanno solo negli USA, non lo so ) che possa giustificare un simile comportamento dei costruttori. Forse una legge in scadenza, forse un contributo particolare in qualche stato… non lo so, inventatevi la cosa che preferite, aggrappatevici e convincetevi che ripresa è!

Buona giornata a tutti, ritenetevi fortunati a non dipendere strettamente ( o si… ) dai vegetali il cui prezzo è incrementato del 13.7% a gennaio ( BERNANKE & SOCI NON VEDONO INFLAZIONE ) e non prendere troppo seriamente questi dati… sono solo chiacchiere.

Mattacchiuz

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